Intelligenze diverse
L’enciclica è una solenne lettera circolare che il Papa, quale suprema autorità religiosa di parte, indirizza non solo ai fedeli ma a tutto il mondo, per trattare grandi temi di importanza dottrinale o anche di vita sociale. Redatta in latino, pubblicata allo stesso tempo in varie lingue, prende il titolo dalle prime due o tre parole di inizio del testo.
La recente enciclica d’apertura del magistero di Papa Leone colpisce per il nome solenne, Magnifica humanitas, evocativo di suggestive e ammirevoli qualità degli umani, che si distinguono dagli altri esseri per la loro dignità, valore intrinseco inalienabile e positivo, connaturato con la unicità della persona, non col suo status sociale o economico. La persona è al centro di tutti i paradigmi di base del vivere universale e partono da qui le considerazioni dell’enciclica sulla Intelligenza Naturale, che è la più alta espressione dell’essere umano, e sulla Intelligenza Artificiale, che ha le sembianze di sua competitiva alternanza.
Nella consapevolezza della comune origine e dei significativi elementi distintivi di evoluzione della propria specie, l’uomo non ha trovato mai disdegno che avessero intelligenza anche gli animali. Notevole, invece, è l’ingombro della discesa in campo di una intelligenza diversa, intorno alla quale ruota l’enciclica. Prodotta di recente dall’uomo, senza una storia ad attestarne la valenza, l’Intelligenza Artificiale occupa d’improvviso spazi esistenziali sempre più ampi, demolisce senza rispetto i capisaldi e le consuetudini dell’innato vivere comune, prende il dominio dell’immaginario collettivo, cattura in modo subdolo e destabilizzante i processi decisionali e proietta aspettative mai prima immaginabili. Preoccupa, quindi, che l’uomo possa lasciarsi irretire da questa tanta potenza della Intelligenza Artificiale la quale, programmata per ottimizzare la elaborazione e la comprensione di quantità enormi di dati, con la sua indubbia efficienza tende a sminuire l’immenso valore della Intelligenza Naturale. Questa è patrimonio atavico da difendere per la sua plasticità, cui si devono le straordinarie evoluzioni evidenziate dai continui progressi che hanno dato un senso alla vita di ogni giorno. Si distingue, inoltre, per le diverse capacità conferite agli esseri umani, che sono adattative, relazionali, emotive, empatiche, cognitive, creative e soprattutto di valutazione e di giudizio.
Il documento leonino è di particolare complessità, pone in primo piano argomenti di viva attualità e, sulla base di una visione antropologica cristiana, abbraccia gli orizzonti universali di un sociale che possiamo adeguatamente costruire solo ponendo la tecnologia al servizio della persona giacché la persona, al centro con la sua dignità, non può inchinarsi alla tecnologia. L’enciclica riconosce che l’Intelligenza Artificiale, magnifico prodotto della intelligenza di cui gode la Magnifica humanitas, ha capacità operative encomiabili di scelta e di decisione. Queste, però, riflettono le preferenze e gli interessi dei suoi artefici e rischiano di snaturare alcune virtù umane peculiari, assolutamente da conservare; sono le virtù della coscienza che rende l’uomo consapevole di sé e del suo mondo esteriore, capace pertanto di giudicare e di approvare ciò che si può, ciò che si deve, ciò che è giusto.
I dispositivi elettronici, pur coi loro sofisticati algoritmi, non possono riprodurre la coscienza e l’Intelligenza Artificiale, col suo immenso potere di elaborare simboli complessi e masse di dati, pur col suo smisurato tecnicismo, è assolutamente carente di ogni parvenza di quei sentimenti, che distinguono l’essere umano per creatività e per intuizione e che gli conferiscono capacità e potere di scegliere in autonomia, nella consapevolezza delle proprie azioni, indirizzando così il proprio destino.
L’Intelligenza Artificiale sorprende per la velocità spesso anche predittiva dei suoi elaborati, che possono essere di grande aiuto per le decisioni da prendere, ma va evitata ogni loro supina accettazione. C’è il rischio, infatti, che la Magnifica humanitas perda la sua magnificenza. Ma questo non accadrà se:
L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PROPONE E L’UOMO DISPONE.
Si vales, vàleo.
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