Video del 2 dicembre 2025
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https://www.youtube.com/watch?v=6Ci9aOfruIU&t=35s

Lo stile Liberty nacque tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento come risposta alla rigidità dello
storicismo e dell’eclettismo vittoriano, prendendo il nome dai celebri magazzini londinesi di Arthur Lasenby Liberty, che diffusero tessuti e oggetti decorativi innovativi.
In Italia, il Liberty si affermò soprattutto nelle città come Torino, Milano e Palermo, dove architetti come Pietro Fenoglio e Raimondo D’Aronco crearono esempi emblematici di questa corrente.
Il Liberty non si limitò all’architettura, ma influenzò pittura, scultura, grafica, moda, fotografia e arti applicate, contribuendo alla nascita di un linguaggio artistico moderno e autonomo.
La corrente si caratterizzò per la ricerca di una moderna poetica, superando i riferimenti storici e puntando a un’estetica armoniosa e decorativa.
Il Liberty visse il suo massimo splendore nei primi anni del Novecento, con esposizioni internazionali come quelle di Torino (1902) e Milano (1906), che permisero agli artisti italiani di confrontarsi con le tendenze europee e di sperimentare nuove soluzioni decorative e architettoniche.
Nonostante la sua breve durata, lo stile lasciò un’eredità duratura nelle dimore di pregio e nei quartieri storici italiani, dove ancora oggi è possibile ammirarne l’eleganza e la raffinatezza. (da Wikipedia).
I relatori, con grande competenza e capacità espositiva, hanno illustrato i punti sopra citati riscuotendo grandi apprezzamenti da parte dei presenti. Un incontro culturale di successo. (m. b.)
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Non dimentichiamo di Nancy – capitale francese dell’Arte Nouveau. Per quanto ho potuto capire, la denominazione “Liberty” è pressoché sconosciuto in Inghilterra. Là si fa riferimento a William Morris e “the Arts and Crafts Movement,” o Renny Mackintosh, o persino “Arte Nouveau”.