Manleva liberatoria dalle accuse
Per la violenza sessuale di gruppo, denunciata in Costa Smeralda oltre sei anni fa da due ragazze, il figlio di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 stelle, ed altri suoi tre amici, che le hanno sempre ritenute consenzienti, sono stati condannati di recente in primo grado anche a vari anni di reclusione.
Per la così detta Convenzione di Istambul contro la violenza sulle donne, stipulata nel 2011 in sede di Consiglio d’Europa e ratificata due anni dopo dal nostro Paese, non c’è violenza sessuale se c’è consenso palese, libero, volontario all’atto sessuale.
Per non essere ingiustamente accusati di violenza sessuale, i maschi hanno cominciato allora a chiedersi come procurarsi dalle femmine questo consenso sessuale. Da problema serio, però, nei loro discorsi intrisi di godereccia e spensierata giovialità il consenso sessuale è tracimato facilmente nell’area della satira e dell’ironia. Sui social, così, è comparsa una Autodichiarazione di Manleva in caso di scop*ta occasionale, liberamente scaricabile da: https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/734666/consenso-scritto-donna-prima-rapporti-sessuali-documento-meme-dichiaro-di-dare-bernarda-titolo-gratuito-rinuncio-denunce-stupro.html
Il modulo ha le caratteristiche e le intestazioni di documento del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Con questo attestato, la donna garantisce che dà la bern*rda a titolo gratuito come vista e piaciuta, con le possibili varianti sessuali più succose realizzabili durante il rapporto, scritte in latino per la rilevanza giuridica del documento e di comune accordo, si rinuncia a denunce per stupro e reclami per merce avariata o non corrispondente.
Ovvio è il sollazzo di certi smanettoni, che sui social fomentano il chiedersi, tra il serio e il faceto, se questa manleva goduriosa si debba sottoscrivere e dare prima, dopo o durante; se, ad esempio, sia opportuna anche tra coppie stabili; se vale pure per chi ha rapporti con minori, preso atto che notizie e statistiche li attestano frequenti anche prima della così detta età del consenso, che per il nostro Codice penale è il compimento del quattordicesimo anno.
Alla satira e all’ironia si riconosce anche la facile capacità di comunicare messaggi critici e suscitare meditate riflessioni collettive, le quali enfatizzano incongruenze, perversioni, assurdità che, innescate da derisioni e scherni, possono però portare alla indignazione e alla rabbia.
Si scambiano pertanto anche serie considerazioni i nostri maschi, che cominciano ad essere preoccupati e si creano opinioni favorevoli a una modifica della nostra Legge. Questo certo avverrà perché l’art. 609 bis del nostro Codice penale, infatti, che condanna la violenza sessuale, non fa riferimento alla mancanza del consenso come elemento del reato. Ordunque, se c’è consenso, non ci sarebbe violenza, non ci sarebbe reato e non c’è da ridere quindi più di tanto sulla esilarante Autodichiarazione di Manleva in caso di…
Già in passato, in modo molto serio, se ne era occupato il Movimento maschile UOMINI 3000. Costituitosi a fine anno 2000, si è sciolto a febbraio del 2010, ma i suoi contenuti, con valore d’archivio, ci sono ancora tutti su internet. Il Movimento si proponeva, tra l’altro, di porre fine al pestaggio morale antimaschile e in questo contesto aveva redatto una dichiarazione da far sottoscrivere a qualunque donna che fosse stata oggetto del corteggiamento di un uomo – o anche di un’altra donna – per cautelare chi corteggiava da possibili accuse di violenza sessuale. La liberatoria, scritta da un collettivo di professionisti della comunicazione e della consulenza, un avvocato, uno psichiatra e da persone di pensiero, si distingue per rigore giuridico e direi anche etico. Per il suo contenuto, al di là del fine per il quale è stata redatta, potremmo considerarla quasi come manuale di comportamento per ogni corretto approccio sessuale, rispettoso della dignità della persona avvicinata. Dovrebbe essere ancora possibile scaricarla dal link che segue:
Dal nostro modesto punto di vista, comunque, riteniamo occorra educare i giovani al consenso sessuale, che valorizza e protegge i diritti individuali, faro dell’avvenire di ognuno. Occorre dire ai nostri rampolli pane al pane e vino al vino quando serve, nei modi opportuni, a casa come a scuola – e qui il dibattito è in corso – senza troppe perifrasi, che confondono, e senza asterischi nelle parole scritte. Li ho usati innanzi, questi asterischi, come è frivolo uso ammantato di rispetto per il lettore, per coprire la volgarità di due parole, che pure hanno il loro degno posto nel vocabolario italiano.
Tra tutte le parole ricordate, quelle pruriginose della semantica sessuale forse ancora di più trovano albergo riposto nei meandri di pensiero dei giovani, che si affacciano alla vita. In loro potrebbero innescare strane e perverse fantasie, se mancano di una adeguata formazione anche sul consenso che, quale conformità di intenti e di voleri di qualsiasi natura, pure sessuale quindi, sistemerebbe i valori reciproci di ogni rapporto umano.
Si vales, vàleo.
