La gioia di essere nonni
Se la fantasia di Calvino nel suo Se una notte d’inverno un viaggiatore ci trascina da una vicenda all’altra senza che riusciamo a trovare un inizio e una fine ai curiosi eventi che una mano leggera disegna sul foglio che abbiamo davanti, invece una culla sotto le stelle in piena estate ci racconta una storia semplice ma profondissima, capace di aiutarci a penetrare il mistero della vita che ci scorre intorno. Certo bisogna amarla, quella culla, averla desiderata e vederla come un dono prezioso, di cui avere cura con delicatezza e discrezione. Discrezione, prima di tutto, perché mi riferisco alla culla di un nipote, non di un figlio, e forse la prima cosa su cui un nonno dovrebbe riflettere è , appunto, la sua funzione di nonno, non di genitore. A volte non è facile, è vero; a chi ha un po’ di esperienza in più certe scelte dei figli possono apparire dettate più dall’egoismo che dal benessere del piccolo/a; ma basta ricordarsi che le stesse cose le hanno dette i nostri genitori di noi. E ci pareva proprio che avessero torto.
Perché, mi chiedo spesso, è così difficile, per alcuni di noi “diversamente giovani”, ricordarsi della nostra vita passata, delle emozioni adolescenziali, dei dubbi e degli errori che inevitabilmente abbiamo fatto, magai nella più completa buona fede? Perché è cosi difficile non dire “Io, ai miei tempi,” oppure “Ma cos’hanno per la testa questi genitori? Noi, quando avevamo i bambini piccoli,” e altre sciocchezze del genere; insomma, prima di tutto, se ci preme essere dei buoni nonni, non continuiamo sulla strada ridicola del confronto tra presente e passato, del “noi” e “loro”, smettiamola di lamentarci di quello che fanno i nostri figli e non insegniamo loro a criticare chi, magari sbagliando, sta comunque cercando di fare del suo meglio. Se no, quando saranno a loro volta nonni, rischieranno di diventare dei seccatori noiosi e rompiscatole. E stiamo anche attenti, noi nonni, a non pretendere troppo dalle nostre forze; oggi è difficile avere nipoti da giovani, come accadeva in passato, perciò sarebbe giusto aspettarci dai nostri figli, se li abbiamo educati bene ( o se siamo stati fortunati, chi lo sa), che non ci chiedano impegni troppo gravosi, magari, come mi è capitato di vedere, indicati con precisione su un foglio excel, come se si trattasse di una questione di lavoro.

Perché, chiariamo bene, seguire i nipoti è, e deve essere, una gioia, un felice completamento delle funzioni della nostra vecchiaia; un valore aggiunto alla nostra vita, qualcosa che ci fa rimanere giovani dentro, pieni di attenzione per il futuro e di impegno per far sì che i nostri figli e i nostri nipoti ci ringrazino per quello che abbiamo lasciato loro. E per carità del cielo smettiamola di angosciarci per la situazione sociopolitica attuale e di dire che il mondo che li aspetta è il peggiore di quelli possibili. Non viviamo certamente in un bel periodo , ma non è mai esistita alcuna epoca storica che la generazione precedente non abbia giudicata come foriera di pericoli per figli e nipoti. Non lasciamoci schiacciare troppo dal cupo contingente di oggi e alziamo lo sguardo verso l’alto, possibilmente ricordandoci di come procede la storia umana e quindi senza credere di vivere chissà quale calamità.
Per tornare ai nonni, ripeto che il rapporto con i nipoti deve essere fonte di gioia e serenità; la banalità che non si hanno le responsabilità dei genitori e che compito dei nonni è quello di viziare i pargoli di famiglia è, appunto, una banalità. Una banalità pericolosa. Le responsabilità, è chiaro, sono diverse, ma ci sono eccome, se i nostri figli ci coinvolgono nelle loro vite; sono altre rispetto a quelle di mamma e papà, vanno gestite con discrezione, con rispetto dei ruoli, ma ci sono. L’educazione nei rapporti interpersonali, le buone maniere nello stare a tavola, l’idea che l’avversario vada rispettato e che una bella partita, di qualsiasi sport si tratti, debba concludersi con una stretta di mano, sono insegnamenti importanti che noi nonni possiamo dare.
Nella gioia di essere nonni non è naturalmente contemplata l’idea dell’obbligo, del doversi sacrificare, togliendo tempo al riposo necessario o tanto meno privandosi della libertà che, dopo una vita di lavoro, la pensione può finalmente concederci, Quante cose abbiamo rimandato negli anni in attesa di avere finalmente il tempo per farle?
Rinunciarvi non solo è ingiusto, ma crea inevitabilmente tensioni e scontento tra padri e figli. Cerchiamo di usare il buon senso che l’età dovrebbe averci portato; e fidiamoci un po’ di più dei nostri figli. Sapranno cavarsela , come ha fatto la maggior parte di noi, diamo loro l’aiuto che possiamo dare con gioia e serenità, senza imbrigliarci nella gabbia di impegni troppo gravosi, inevitabilmente destinata a creare tensione, scontento e lamentele. Essere nonni è, e deve essere bello e gratificante; la culla che guardiamo con amore sotto le stelle è piena di magnifiche promesse che possiamo contribuire a mantenere. Cosa c’è di meglio per sentirsi bene?

😀
Come sempre è un grande piacere leggere le tue sagge riflessioni assolutamente condivisibili e, specialmente, queste ultime . La nostra esistenza non avrebbe un senso senza la gioia di cui ci riempiono i nipoti. Seppur a volte può sembrarci oneroso l’impegno e il tempo che dedichiamo loro ti assicuro che ne siamo gratificati . Io li adoro e loro corrispondono il sentimento
Le tue bellissime parole cadono giusto a fagiolo! Fra due settimane diventerò nonna per la prima volta e spero proprio di essere presente con discrezione e gioiosa saggezza.
Grazie , care amiche . È una gioia leggere le vostre parole .