Un libro che fa riflettere, sorridere amaramente e, soprattutto, discutere: esattamente ciò che dovrebbe fare un buon lavoro di divulgazione civile
Fabio Sarzi Amadè firma un saggio che ha il passo della ricostruzione storica e il tono della satira civile. “Zappa sui Piedi. Privatizzare per farsi male” affronta uno dei dogmi più potenti degli ultimi quarant’anni – l’idea che liberalizzazioni e privatizzazioni fossero la scorciatoia universale verso efficienza, trasparenza e risparmio – e lo fa con una domanda semplice ma corrosiva: cosa è rimasto davvero di quelle promesse.
Il libro parte dal 1989, quando la caduta del Muro consolidò un modello già sperimentato negli Stati Uniti di Reagan e nel Regno Unito di Thatcher. «Lo Stato è il problema, il mercato è la soluzione»: una formula che, negli anni Novanta, divenne quasi un mantra globale. L’Italia non solo seguì questa tendenza, ma la interpretò con entusiasmo, avviando il più vasto programma di privatizzazioni d’Europa.
Sarzi Amadè ricostruisce quel clima politico ed economico con precisione documentaria, ma anche con una vena ironica che alleggerisce senza banalizzare. Il risultato è un racconto che mostra come il Paese abbia abbracciato il liberismo con una fiducia quasi messianica, convinto che il mercato avrebbe “rimesso in ordine” tutto.
Il cuore del libro è la verifica delle promesse. I benefici annunciati – maggiore efficienza, costi più bassi, servizi migliori – hanno davvero raggiunto i cittadini? Oppure, come suggerisce il titolo, ci siamo dati una clamorosa zappa sui piedi?
L’autore non indulge in slogan né in nostalgie stataliste: preferisce seguire i fatti, i numeri, le scelte politiche e le loro conseguenze quotidiane. Ne emerge un quadro in cui trasparenza e vantaggi per la collettività appaiono spesso più evocati che realizzati. E dove alcune operazioni, presentate come inevitabili, si rivelano invece frutto di una miscela di ingenuità, pressioni internazionali e autolesionismo nazionale.
La forza del libro sta nella capacità di rendere accessibile un tema complesso senza rinunciare alla profondità. Sarzi Amadè alterna analisi, aneddoti e un’ironia che non deride, ma illumina. Il lettore si ritrova così a ripercorrere quindici anni di scelte che hanno inciso sulla vita di tutti: dalle bollette ai trasporti, dal credito ai servizi pubblici.
E mentre scorrono le pagine, diventa chiaro che la “zappa sui piedi” non è solo una metafora: è una ferita ancora aperta, che continua a far male.
“Zappa sui Piedi” è un saggio necessario, soprattutto in un momento storico in cui il dibattito sul ruolo dello Stato e del mercato torna ciclicamente a riaccendersi. Non offre soluzioni facili, ma invita a guardare con lucidità a ciò che è stato fatto – e a ciò che non si è voluto vedere.
Un libro che fa riflettere, sorridere amaramente e, soprattutto, discutere. Esattamente ciò che dovrebbe fare un buon lavoro di divulgazione civile.

Fabio Sarzi Amadè è alla sua seconda pubblicazione saggistica, dopo l’apprezzata “Sbanca d’Italia” del 2021. Laureato in economia presso l’Università di Torino e specializzato in scienze diplomatiche e internazionali, per diversi anni si è occupato di politiche comunitarie ambientali, avendo avuto modo di esplorare il mondo UE a Bruxelles.
Appassionato apicoltore, collabora da tempo con importanti canali dell’informazione indipendente.
Fabio Sarzi Amadè
Zappa sui Piedi. Privatizzare per farsi male
Edizione OcchiAperti (2025) – 230 pp. – € 16,90
Chi è interessato al libro può contattare l’autore alla sua mail: [email protected]
