
Episodi di vita vissuta, divertenti, tragici o semplicemente curiosi, di vari paesi dell’Alto Canavese, con prefazione di Giancarla Minuti Guareschi
Dopo “Dall’asilo al matrimonio in un piccolo paese del Canavese” e “Gente straordinaria di un piccolo paese del Canavese”, Alberto Serena propone questo suo nuovo volume “Storie curiose del Canavese” (Atene del Canavese, 2024).
Alberto Serena racconta episodi di vita vissuta, alcuni divertenti, altri tragici o semplicemente curiosi, estendendo questa volta le vicende a vari paesi dell’Alto Canavese. Una curiosità ci porta addirittura a Torino, nella storica pasticceria “Querio 1858” di via Cernaia 22A, sulla quale non ci diffondiamo per non togliere ai lettori il piacere della scoperta.
“Storie curiose del Canavese” propone cinquantasei racconti che nascono da fatti curiosi realmente accaduti, tra l’800 e il ‘900, e che sanno coinvolgere il lettore con la loro spontaneità che induce a leggerli tutti in un fiato.
Dall’indice ne cogliamo alcuni, a partire da un classico canavesano, la iena di San Giorgio, per poi coinvolgere gli “inventori”, più o meno fortunati, come il calderaio costruttore dello scafandro da palombaro, il poeta scienziato realizzatore della sfera metidrica, il Marconi del Canavese e protagonisti del paranormale, come il barbiere che era anche pittore e ipnotizzatore, il postino chiaroveggente, il mago Argo, Carlo Deiro, passato dalla Manifattura alla chiromanzia e il ragazzo dai presunti poteri paranormali.
L’autore spazia con disinvoltura dalle citazioni letterarie (L’osteria della Posta, dove Salgari scrisse “Il re della montagna”) alla rievocazione di antiche attività industriali e artigianali (Quando le penne stilografiche si costruivano a Pont Canavese e L’ultimo magnin di Sparone), ponendo sempre grande attenzione ai protagonisti che esplicano le più diverse attività e sono coinvolti nelle vicende più disparate. Abbiamo infatti episodi di politica paesana (La figlia del Podestà a scuola con la figlia del futuro sindaco comunista), commoventi (I gemelli siamesi vittime del cinismo di fine Ottocento), curiosi (Il bigamo smemorato), fino allo squilibrio criminale (La folle tragedia dell’“americano”).
Ogni episodio suscita un vivo interesse, perché sa attirare l’attenzione grazie alla sua singolarità, novità, rarità o stranezza e viene raccontato come fosse appena successo con il comune denominatore della curiosità mista alla semplicità, che porta il lettore sul luogo dell’evento.
Valore aggiunto di “Storie curiose del Canavese” è la prefazione di Giancarla Minuti Guareschi, vedova di Giuliano, figlio primogenito naturale di Guareschi, che parla di vicende scritte con semplicità veritiera tale da evocarle «una sensazione che ho provato in passato leggendo Giovannino Guareschi, tutti i suoi libri e tutte le sue storie, raccontate nella stessa maniera, che riuscivano allora come ora a farmi partecipare alla storia, sempre con un tocco di umorismo nella descrizione dei personaggi, ma sempre fedele alla verità dell’evento descritto, vissuto o sofferto».
Alberto Serena
Storie curiose del Canavese
Prefazione di Giancarla Minuti Guareschi
Atene del Canavese, 2024, € 18:00
Il libro può essere acquistato presso l’autore, con dedica personalizzata, scrivendo una mail a serena@nuova-mente.org
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