Un libro pubblicato da Rubbettino Editore per conservare, custodire, riscoprire le tradizioni della nostra cultura per tramandarle alle generazioni future
Le opere di “Rocco Dimichino. Architetto dei presepi”, sono presentate nell’elegante e raffinato catalogo curato da Angelo, Rosa e Marta Lucia Andriulli, pubblicato da Rubbettino Editore. Il volume si è realizzato con il contributo della Regione Basilicata di Teresa e Michele Andriulli New Jersey (USA) e APS “Fatti non foste” Montescaglioso. “I presepi di Rocco Dimichino sono un vero e proprio ritratto dell’autore piuttosto che, come abitualmente si pensa, un atto di fede. Dimichino , faceva sculture, assimilabili all’Art Brut di Jean Dubuffet, che poi popolava di figure e di oggetti. Infatti, nei suoi presepi-diorami, non si cerca la capanna ma si insegue un pensiero, fitto e complesso, proprio dell’autore che ha usato questa forma espressiva come una vera e propria cura del corpo e della mente”. (Giuseppe Appella).
Marcello Pittella – Presidente Consiglio Regionale della Basilicata – ”In un epoca in cui il frastuono del presente rischia di silenziare la voce di un passato che ci ha forgiato, diviene essenziale riscoprire e custodire le tradizioni che rappresentano le fondamenta della nostra identità culturale”. Rocco Dimichino nato nel 1918 a Montescaglioso, in provincia di Matera, ha vissuto per quasi tutta la vita nella sua cittadina, svolgendo inizialmente il sarto, in seguito è stato assunto come collaboratore scolastico in una scuola elementare, diventato poi architetto dei presepi, lasciando delle opere uniche.
”I presepi di Dimichino sono una vera storia del mondo, – scrive la professoressa Elisabetta Silvestrini, che ha conosciuto personalmente l’artista Rocco Dimichino, e che nel 1976 le concesse un’intervista – che comprende l’evento fondante della nascita di Cristo, ma che si estende nel tempo, nel passato (le storie della Genesi, i Profeti, l’Antico Egitto), nel presente evangelico (le storie della vita di Cristo), nella storia moderna del cattolicesimo (i Santi, la Chiesa di Roma). Nei presepi di maggiori dimensioni, la grotta della Natività non è un punto focale della narrazione: lo sguardo dell’artista si estende in numerose direzioni, include tempi, luoghi e storie diverse, episodi che si sovrappongono e si affollano l’uno sull’altro”.
“Nel catalogo vengono presentati dodici presepi che lo zio Rocco aveva creato, scrive Angelo Andriulli , uno dei nipoti dell’artista, anche se i presepi, sono stati eseguiti in cartapesta, alcuni includono personaggi in materiale plastico, che lui andava a rintracciare nei vari negozietti natalizi di Matera. A motivo delle contenute dimensioni appropriate, si era scoperto scultore”. Sono le parole che l’artista ha affidato alle pagine di “Diario” Il volume, riccamente illustrato, dalle fotografie di Pierangelo Laterza che mettono in risalto le opere di Domichino. La pubblicazione ha poi dato spazio ai lavori del presepe di Rocco da lui intitolato “La Sintesi” – e sugli undici presepi – in quanto ritenuto più rappresentativo del suo mondo sociale e religioso.
Le fotografie dei presepi vengono commentate dagli scritti affidati alle pagine del suo Diario, estraendo brani esplicativi . I curatori hanno fatto riferimento a citazioni varie, come riferimenti al Vecchio e Nuovo Testamento, o a passi letterari ritenuti pertinenti. Prezioso, così si legge nelle note editoriali, è stato il commento alle immagini, offertoci dal professore di estetica Giuseppe Rizzo di Copertino(Lecce). Alcune di queste opere sono state in particolare, quelle della “La Sintesi” , schedate ed inventariate dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnografici della Basilicata. Rocco Dimichino si è spento nel 2016 a Montescaglioso.
Descrizione immagini:
Foto: copertina catalogo Rocco Dimichino, “Strascichi di Cirri” (particolare) 1969
Foto 1 Rocco Dimichino © Foto Pierangelo Laterza” Ho raffigurato Gesù che cade tre volte e sul Golgota i tre Crocifissi. Le colonnine vicino al sepolcro raffigurano gli Apostoli,Gesù è nella tomba: nel coperchio poggiato per terra è scolpito il calice con l’Ostia. Tra il Golgota e la sepoltura c’è il simbolo della Cupola michelangiolesca di San Pietro. Oltre la cupola ci sono la mitra e il bastone papale: ciò vuol dire che, dopo la morte, la resurrezione e l’ascesa di Cristo al Cielo nacque la Chiesa” .
Foto 2 Rocco Dimichino” © Foto Pierangelo Laterza “Stemma di Montescaglioso: tre colli e tre spighe. Al di sotto,il portale d’ingresso all’Abbazia. Ho rappresentato in questa «Sintesi» alcuni monumenti di Montescaglioso perché il mio paese così come la Basilicata che è la mia regione e quindi non potevano mancare nella rappresentazione storica da me realizzata”.
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
“Rocco Dimichino. Architetto dei Presepi”, a cura di Angelo Rosa e Marta Lucia Andriulli, pp. 159 ill. Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ) ,2025, €35.00
