Il romanzo del 1939, proposto da Adelphi con una nuova traduzione e col titolo originale, recensito da Francesco Rodolfo Russo

George Simenon scrive Malempin nel 1939, Gallimard dà alle stampe il libro l’anno successivo.
La prima edizione italiana è pubblicata da Arnoldo Mondadori nel novembre 1960 con il titolo, indicativo, Ricordi proibiti.
Dopo oltre sessant’anni Adelphi propone la storia con una nuova traduzione e con il titolo originale.
Il romanzo, scritto in prima persona, si svolge su due livelli temporali: il “passato” che emerge dai ricordi dell’infanzia del protagonista, il dottor Édouard Malempin, medico in un grande ospedale parigino, riportati alla luce nel “presente” durante l’assistenza a Bilot, il figlio secondogenito di otto anni, ammalato di difterite maligna.
È rievocando la propria infanzia che Malempin cerca di capire il suo presente, la sua vita attuale e il percorso fatto.
Nel viaggio mentale all’indietro, il protagonista ricorda la madre “un po’ solenne, con un vago sorriso di circostanza sulle labbra a sottolineare la sua buona educazione”, le mani sottili e bianche della sorella che prendevano il cibo con la delicatezza che si riserva agli oggetti preziosi, la presenza dominante di zia Ėlise, una creatura leggera, inconsistente, che andava e veniva in casa come uno spirito, il padre, fisicamente imponente, introverso e apparentemente disinteressato ai figli, che compare nella memoria di Malempin, in camicia da notte, con una lanterna in mano mentre lo osserva, chino su di lui.
Nelle pagine, i punti interrogativi sono frequenti, ma le domande non hanno una risposta, perché, quale ingombrante eredità, sono soprattutto il non detto, i misteri su cui tutti hanno evitato di indagare che hanno creato il Malempin adulto, anche con le reticenze che dal passato sono arrivate nel presente e vi rimangono.
La vita attuale del protagonista è fatta di verità inespresse: con la moglie, sposata per ragionamento, e con la madre e il fratello considerato che il rapporto con loro non è libero da formalismi.
Assistendo il figlio malato, il dottor Édouard Malempin, scrive su un quaderno tutto ciò che ricorda del passato, le strane cose accadute, i segreti che nessuno ha mai voluto dissipare, le sue fragilità e i dolori provati.
Eppure, nonostante riconosca che i problemi della famiglia di origine derivano dalle azioni taciute, sua grande preoccupazione è non far trovare alla moglie questo quaderno, per continuare a mantenere sui suoi trascorsi il manto della segretezza e gli equivoci derivanti.
Il racconto del passato e i giorni della malattia del figlio sono connotati dal grigiore del tempo e dal buio, così come grigi e bui sono i caratteri dei personaggi che hanno popolato la giovinezza di Malempin.
L’aria e il sole entrano solamente alla fine del romanzo, quando la vita riprende dopo la sospensione della malattia, ma non servono a illuminare il passato e a liberare il protagonista dalle sue ombre.
Francesco Rodolfo Russo

George Simenon
Malempin
Adelphi, 2024, pagg. 142, € 18,00
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Ottima pubblicazione
Esaustiva ed interessante recensione, complimenti. Incuriosisce all’acquisto del libro
Veramente affascinante. Grazie. Sono interessata a questa bella lettura
Interessante. Mi incuriosisce molto 😍
Molto interessante
Lezioni di vita. Da leggere!
Dopo aver letto questa recensione…corro subito a comprarlo.
Dopo la lettura della introduzione a questa libro quanto prima lo acquisterò per leggerlo credo,come suol dirsi tutto di un fiato
Interessante,lo consiglio
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Ottima recensione. È uno sprone alla lettura.
Sarei interessato alla lettura di questo libro,sicuramente coinvolgente e molto da cui imparare.
Un libro per chi ama le storie psicologiche più che narrative, per chi cerca nei romanzi non l’azione, ma il battito nascosto dell’anima.
Molto interessante la recensione di questo libro che mi incuriosisce e stimola alla sua lettura.
Delicato ed accurato. Da leggere 🫶🏻
La recensione coglie il punto essenziale del romanzo: in Malempin il passato non porta chiarezza, resta un territorio di ombre e silenzi. Simenon mostra un uomo incapace di liberarsi dal peso dei misteri familiari, che continua a trascinarsi dentro quel buio irrisolto.
Sarei interessata alla lettura!