Il mito che non regge: un contributo destinato a far discutere
Il nuovo saggio di Roberto Gremmo Il grande abbaglio della “Repubblica Rossa” di Caulonia interviene con decisione su uno dei capitoli più controversi della storia calabrese del dopoguerra: i tre giorni di Caulonia del marzo 1945, spesso celebrati come unica “repubblica partigiana del Sud”. L’autore, attraverso un lavoro documentario fitto e dichiaratamente revisionista, sostiene che quella narrazione sia il prodotto di un abbaglio storiografico coltivato per decenni.
Il cuore della tesi è netto: a Caulonia non nacque alcuna repubblica popolare, né vi fu un moto partigiano paragonabile alle esperienze del Nord. Secondo Gremmo, ciò che avvenne fu piuttosto un esperimento di autogoverno improvvisato, guidato non da combattenti della Resistenza, ma da un ex capomafia locale, figura carismatica e insofferente alla disciplina di partito, capace però di imporsi come leader in un territorio già segnato da fragilità istituzionali e radicamenti criminali.
Il libro mette così in discussione la lettura idealizzata che vedeva nella rivolta un segnale di partecipazione meridionale alla stagione resistenziale. Per Gremmo, quella interpretazione sarebbe frutto di una storiografia “barricadiera da salotto”, desiderosa di rintracciare nel Mezzogiorno un fermento politico simile a quello del Nord, anche dove le fonti non lo confermano.
La ricostruzione proposta è più cupa: nel caos del dopoguerra, sostiene l’autore, la criminalità organizzata seppe infiltrarsi nelle nuove formazioni politiche, sfruttando il vuoto di potere per riaffermare il proprio controllo. La cosiddetta “Repubblica Rossa” sarebbe dunque l’esito di questa dinamica, non un moto di emancipazione dei ceti subalterni. A testimoniarlo, secondo Gremmo, anche il bilancio degli eventi: un solo morto, un sacerdote, vittima non di scontri ideologici ma di intimidazioni armate da parte di sedicenti “partigiani” che la Resistenza non l’avevano mai fatta.
Il volume, nel suo complesso, si presenta come un atto d’accusa contro un mito radicato e contro una certa tradizione interpretativa che avrebbe preferito la leggenda alla verifica documentaria. Gremmo invita a guardare Caulonia non come un laboratorio politico, ma come il ritorno in superficie di una piaga secolare, quella del potere criminale capace di adattarsi a ogni mutamento storico.
Per chi si occupa di storia del Mezzogiorno, il libro rappresenta un contributo destinato a far discutere: non solo per la tesi, ma per il modo in cui obbliga a interrogarsi su come si costruiscono – e si smontano – i miti politici del Novecento italiano.

Roberto Gremmo
Il grande abbaglio della “Repubblica Rossa” di Caulonia – Togliatti e l’intrusione della ‘Ndrangheta calabrese nel “Partito Comunista Italiano” nel 1945
Storia Ribelle, 2026, 200 pp. – 20 €
Il libro può essere richiesto alla DIEST DISTRIBUZIONI di Torino:
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