Recensione di Francesco Rodolfo Russo
La pasticceria, aperta dalle 23 alle 5 del mattino, non è solamente un negozio ma diventa, per i “naufraghi della notte”, un rifugio accogliente, caldo come il pane e dolce come i pasticcini che lì si preparano. Pani e dolci sono esposti come gioielli preziosi. In questo luogo non si è soltanto accolti ma anche compresi, in tutti i sensi.
Sia i proprietari della pasticceria sia gli avventori sono personaggi peculiari.
Tutti hanno alle spalle percorsi difficili e privi di affetto. Affetto che trovano in questo negozio particolare.
Il senso dell’accoglienza e della gentilezza è tipico della cultura giapponese, ma i personaggi e le situazioni possono essere rappresentativi di un universo spesso invisibile.
C’è il sorridente Kurebayashi, al quale è intestata la pasticceria, che sembra non dubitare delle persone.
C’è Hiroki, che sforna il pane, e Nozomi, che sostiene di essere la sorella minore, o meglio la sorellastra di Miwako, la moglie morta di Kurebayashi. Kodama, un bambino di cui nessuno si occupa, e sua madre, Orie, che compare e scompare. C’è anche Madarame “il signore dei telescopi”: sceneggiatore, “osservatore” stalker, il quale paragona l’essere umano al pane e si sente rispondere da Hiroki che «il pane è meglio. È perfetto. C’è una stabilità perfetta nel processo di realizzazione. Da questo punto di vista, la gente è stupida. Molto più del pane.» Infine, c’è Sophia che esercita il suo fascino su uomini e bambini.
Lo spirito del negozio prende spunto dalla filosofia di Miwako: «il pane è un cibo democratico. Semplice e versatile: si può mangiare per strada, al parco, ovunque. Anche se non hai un tavolo dove sederti, anche se non hai nessuno accanto a te, puoi morderlo e godertelo. Il buon pane ha lo stesso sapore per tutti.»
È esaltata, quindi, la cultura del pane non soltanto come alimento. C’è il racconto del rito della preparazione, quasi un cerimoniale psicoanalitico perché la riuscita di un buon pane non dipende solamente dagli ingredienti ma anche dalla gestualità e dai sentimenti che albergano nell’animo di chi impasta.
Persino i personaggi che potrebbero apparire negativi (Madarame e Sophia) a contatto con la dolcezza e la bontà della pasticceria trasformano le loro caratteristiche collaborando alle “buone” azioni che da lì prendono avvio.
Il locale si trasforma così in un nucleo familiare per chi non ha avuto il calore di un “nido” e ancora lo cerca, a dimostrazione che la famiglia può anche non essere creata dai legami di sangue.
La pasticceria di mezzanotte – La straniera è la narrazione di un luogo particolare, dove il pane diviene un ponte tra le persone, unendo cuori e anime.
Questa storia delicata, profonda e calda, proprio come il pane appena sfornato, indica la strada per vedere le persone oltre le apparenze, diversamente da come vogliono mostrarsi.
Francesco Rodolfo Russo

Noriko Onuma
La pasticceria di mezzanotte – La straniera
Garzanti 2025, pagg. 208 – Euro 16,00
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I personaggi come companatico del pane, elemento essenziale che dona equilibrio e legame a chi li cerca entrambi nella nella notte. Più che un romanzo può apparire come una favola dolce come il profumo del pane appena sfondato. Un esempio di come le differenze del genere umano , differenze non sono ma solo ingredienti diversi per una buona ricetta.
Mi incuriosisce questa panetteria che si trova in Giappone che è aperta solo di notte.Mi sembrano interessanti i personaggi ..lo leggerò
Che bella recensione. Grazie. Un libro sicuramente da leggere
Interessante, da provare certamente. Grazie
Il libro propone una magnifica iniziativa, sarei molto felice di poterlo leggere.
Ottima recensione, chiara .
Mi ha fatto venire la curiosità di leggere il libro.
Grazie Francesco Russo
Nell’essenziale del ” pane ” racchiude valori umani che fanno ” gustare il calore dell’ Amore.. senza distinzioni..
Amore per gli altri e per se stessi.
Bellissimo , mi è piaciuto molto .
Anche l’orario di apertura è significativo e profondo.
Sicuramente da leggere.
Bravo.
La recensione fa proprio venire la voglia e la curiosità di leggerlo. Lo farò sicuramente. Grazie
Realistico e surreale, come molti romanzi giapponesi, curiosa la scelta della pasticceria dove si intrecciano le vite dei personaggi.
Lo leggero’ sicuramente, grazie anche alla tua accattivante recensione.
Avevo letto la trama di questo libro in libreria e mi era sembrato interessante; leggendo questa recensione sono ancora più interessata ad acquistarlo. Lo leggerò!
Sarei interessato a leggere il libro in questione…
L’ iniziativa la trovo interessante…
Ottima recensione e libro che vorrei leggere….complimenti!
Recensione veramente interessante, complimenti. Ed il libro è sicuramente meritevole di lettura
Bellissima recensione ….lo leggerò sicuramente.
Ma che meraviglia! Che bello se esistesse davvero una pasticceria così! Ma leggendo il libro, che andrò subito a comprare, mi immedesimo nel racconto e lo vivrò come fosse realtà! Complimenti per la descrizione dettagliata e autentica di questo capolavoro
È un libro che racchiude tanta vita e poesia di persone sconosciute tra loro, ma che ognuna in quella Pasticceria riesce, con il “pane caldo” ad accogliere e confortare tante vite con problemi personali e di solitudine a trovare un posto che li accoglie
Avrei molto da commentare, ma mi piacerebbe leggere il libro di uno scrittore che pur non conoscendolo, lo sento molto vicino.
Grazie Francesco. Penso che la tua recensione sia stupenda. Un abbraccio per come mi ha commosso ciò che ho letto.
Annamaria
Il profumo della quotidianità.
Veramente bravo! La recensione mi è piaciuta moltissimo.
La recensione invoglia a immaginare di far parte del gruppo dei frequentatori di questa pasticceria speciale per assorbire un po’ della confortante atmosfera che avvolge i suoi frequentatori. E disegna una caratteristica della cultura giapponese (ripensando al ciclo della caffetteria di Tawaguchi), di cui ci sarebbe molto bisogno anche da noi.
Complimenti, mi piacerebbe leggerlo