Nati per pubblicizzare saponi e prodotti da toilette, vengono illustrate nelle pagine del libro di Matilde Tortora della Fondazione Cassa Risparmio di Fermo edito da Andrea Livi Editore
Quando si volevano che gli auguri rimanessero non solo nel momento, ma nel tempo si cercavano diverse forme, una di queste erano i calendarietti. Questa forma di augurio viene esposta nel libro riccamente illustrato di Matilde Tortora, Fondazione Cassa Risparmio di Fermo, “Auguri lunghi un secolo”, pubblicato da Andrea Livi
Editore.
“Il volume si propone, andando a ritroso nel tempo, si legge nell’introduzione del testo, d’illustrare un secolo d’auguri veicolati dai calendarietti. Si ha notizia dei primi calendarietti attorno al 1875 e grande è stata, da allora in poi e fino a qualche decennio fa, la varietà della loro produzione e la loro diffusione.
Ad essi era demandato uno scopo pubblicitario, il dover creare un bisogno, l’incitare al consumo di un determinato prodotto (si cominciò con il pubblicizzare saponi e prodotti da toilette in maggior parte, altri prodotti alimentari specialmente i dolciari seguirono questa strada pubblicitaria) e sono stati sicuramente proprio essi, i calendarietti, gli antesignani delle attuali forme di pubblicità, i primi sicuramente a strutturarsi in un connubio intenzionale di immagini parole, dando però, per la prima volta nella cultura occidentale ( che da sempre ha privilegiato la parola), il primo posto alle immagini.
Varie furono, nei primi anni, le forme dei calendarietti, ce n’erano ad esempio a forma di ventaglio, a forma di stella, ma tra tutte prevalse e si attestò ben presto quello a forma rettangolare, un cordoncino di seta colorato teneva insieme le poche pagine di cui si componevano (che erano 16 o 20) e, peculiarità che li ha poi sempre contrassegnati erano assai profumati”.
Il libro si dipana in sei sezioni, riccamente illustrate, in modo che il lettore possa spaziare e venire a conoscenza della diversità di temi e d’argomenti che i calendarietti hanno trattato lungo tutti questi anni. Le sei sezioni tematiche sono le seguenti: Arte, leggenda e storia; Barba, capelli … e libri; Opere liriche e operette; Come al cinema; Il corpo velato; Eroi,Stati,Imperi, Comandi.
Questi calendarietti avvisavano del Capodanno in arrivo, ne erano in un cero modo bandiera, incitavano a compiere
propositi di spese e di acquisti per l’anno nuovo, propositi corredati di immagini, di illustrazioni e facevano ventilare lo scorrere dei dodici mesi futuri lieve e accattivante come lo era senz’altro il voltare la piccola pagina colorata e il sostarvi con lo sguardo, perdendosi in sogni e fantasticherie indotti dalle belle immagini colorate colà riprodotte. I committenti pertanto tenevano molto che questi veicoli pubblicitari fossero ben disegnati e molto curati nell’aspetto grafico e nell’accostamento dei colori.
Grandi illustratori non disdegnarono di accettare committenze, e di prestare la loro opera a questi calendarietti e quindi di attivare nel corso degli anni con disegni, a volte bellissimi, sogni e fantasticherie in una gran massa di persone. Di questi illustratori ne citiamo alcuni: Antonio Rubino, Costantino Grondona, Plinio Codognato, Umberto Brunelleschi, Gustavo Rossi (Gustavino), Gino (Luigi) Boccasile, Tancredi Scarpelli, Giuseppe Russo (Girus), Marcello Dudovich, anche i pittori futuristi Giacomo Balla e Fortunato Depero, si cimentarono con questi lavori.
A prestare opera a questi oggetti furono anche, svariati per lo più anonimi disegnatori a incrementare coi loro disegni questo mondo di carta benaugurante e che diveniva sempre più diffuso, preoccupandosi soprattutto che le loro immagini potessero raggiungere un vasto pubblico di persone e che anche le persone più semplici ne potessero fruire, affinché il messaggio pubblicitario cogliesse nel segno.
I calendarietti, meglio conosciuti come “ i calendarietti dei barbieri”, ricchi di immagini e per lo più profumati, furono assai diffusi fin dagli ultimi decenni dell’Ottocento. Erano “omaggi” dalla grafica accattivante e dai bei colori a stampa che ad ogni inizio d’anno, venivano offerti ai clienti, risultando graditi e soddisfacendo, lungo tutti questi anni, le fantasie e i sogni di milioni di persone.
Personaggi ed eventi storici, paesi e costumi esotici, soggetti d’arte e mitologici, storie popolari, classici, opere liriche, film, divi del cinema e della canzone, immagini di donne velate con malizia o in costumi succinti: questi i temi ed i soggetti da essi illustrati per pubblicizzare, i prodotti, le ditte o i negozi più disparati e soprattutto, “saloni” dei barbieri.
Nonostante oggi stesso che siamo nel terzo millennio, questi calendarietti ci invitano oltre alla visione ad una
riflessione profonda. Una domanda sfogliando le pagine di questo raffinato e importante volume, ci viene da porsi? Che cosa ha consentito a questi oggetti, per i quali non c’è stato alcun museo, né finora alcun archivio a preservarli e farceli giungere fino a noi.
La risposta la troviamo nel volume di Matilde Tortora,”Auguri lungo un secolo”, della Fondazione Cassa Risparmio di Fermo.
Autore:
Matilde Tortora, collabora al DAMS e al Centro Interdipartimentale della Comunicazione dell’Università della Calabria. Storica e critica cinematografica autrice di diversi libri di cinema. Premio della cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da anni ricerca e studia le illustrazioni stampate su piccoli supporti di carta in Italia dal secolo scorso a pochi decenni fa, così da ricostituire le fila di una storia della cultura veicolata lungo il ‘900 daa reperti all’apparenza “minimi” e nel contempo assai popolari. Ha partecipato a diverse Mostre in Italia.
Ha pubblicato inoltre, saggi e racconti con diversi editori: Rubbettino, Periferia, Andrea Livi, La Mongolfiera , La Tartaruga, Piemme, SERI, Mondadori, Feltrinelli.
Descrizione immagini
Foto copertina catalogo
Foto 1 calendario “Talmone 1906”
Foto 2 calendario “Don Chisciotte 1927”
Foto 3 calendario 1954 “ Via col vento”
Foto 4 calendario 1910 “Bellezza”
Foto 5 calendario “Partenze e Ritorni 1918”
Foto 6 calendario 1941 “Omaggio della Farmacia De Florentiis”
Le immagini che documentano il testo sono tratte dal libro:
”Auguri lunghi un secolo”, a cura di Matilde Tortora, Fondazione Cassa Risparmio di Fermo, pp.158 ill. colori, rilegato con copertina rigida, Andrea Livi Editore, Fermo, s.i.p.
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