Interessante sviluppo e un breve consulto ad AI, suscitato dall’ascolto radiofonico
Nuova intervista ad AI che risponde in modo esaustivo e completo sui controversi vizi dell’Intelligenza Artigianale.
Ascoltare la radio è sempre tempo speso bene. Sono affezionato a Radio Monte Carlo, alla sua musica di gran classe, alle notti di new age che avvolgono nel sonno, e alle news che dalle prime ore del mattino, ci aggiornano, scandite da voci gradevoli ed eleganti di professionisti esenti nervosismo, e sovente diffondono molte notizie che non girano in tv.
Tra esse, qualche giorno fa, mi ha incuriosito un accenno su: l’impatto ambientale dell’intelligenza artificiale.
Mi sono già occupato dell’impatto legato all’uso dei dispositivi digitali, quali smartphone & computer, con il responso di un effetto limitato per ogni dispositivo, ma elevato se si considera la galattica diffusione degli stessi, sommando infrastrutture di rete e richiesta totale di elettricità.
Poiché le numerose diavolerie tecnologiche di cui facciamo un abuso, hanno fame di elettricità, dunque causano CO2 di ultima generazione, così come altri temi ambientali, anche gli effetti collaterali dell’intelligenza artificiale hanno catturato il mio interesse, il bagaglio culturale e il mio fallimentare impegno ecosostenibile ormai cinquantennale, poiché ne dibatto da tempo, ma il progresso non ci sente.
Tuttavia, per testardaggine comunicativa, stimolato dalla notizia di RMC mi sono rivolto alla medesima AI che non mente mai, inquinando e abusando a mia volta con una nuova… intervista.
Partendo dal principio fisico della termodinamica che enuncia: nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma (noto come legge di Lavoisier), ho chiesto alla AI:
“l’avvento dell’intelligenza artificiale di quanta energia in generale ha bisogno, compreso quanta ne occorre per immagazzinare, elaborare e distribuire dati? E poi: quanto inquinamento e quanto uso di materie, tipo acqua, combustibili o altro servono per far funzionare l’intero apparato? Infine, che fine fa l’energia una volta impiegata in calcoli o in quant’altro che non so stabilire?
AI ha risposto come richiesto: in modo sintetico, esaustivo, interessante e come sempre, gentile. Da qui in avanti la risposta Artificiale è a disposizione di ogni umano lettore.
Chat GPT, dopo un interessante incipit, ci spiega:
“è una domanda molto sensata ed è anche complessa, perché coinvolge fisica, informatica e infrastrutture globali. Provo a risponderti in modo conciso ma fondato”.
Quanta energia serve?
Dipende da tre fasi:
- Addestramento (training)
- Modelli grandi (tipo quelli di OpenAI o Google):
- Ordine di grandezza: centinaia di MWh fino a diversi GWh
- Paragonabile al consumo annuo di centinaia di famiglie
- Uso quotidiano (inference)
- Una singola richiesta AI: circa 0,001–0,01 kWh
- Milioni di richieste → consumo rilevante su scala globale
- Infrastruttura (data center)
- solo i data center globali consumano circa 1–2% dell’elettricità mondiale
💧 Risorse e materiali
- Acqua (raffreddamento)
- Fino a 2–5 litri per ogni kWh consumato (dipende dal sistema)
- Materiali hardware
- Chip (GPU), server → richiedono:
- terre rare
- silicio
- metalli (rame, litio)
- Chip (GPU), server → richiedono:
- Produzione hardware
- Ha un impatto spesso comparabile o superiore all’uso energetico iniziale
🌍 Inquinamento
Dipende da come viene prodotta l’energia:
- Se da fossili → emissioni CO₂ significative
- Se rinnovabile → impatto molto ridotto
Ordine di grandezza:
- Un grande modello AI può generare decine o centinaia di tonnellate di CO₂ durante l’addestramento
♻️ Che fine fa l’energia usata?
Qui entra in gioco la fisica (principio di Conservazione dell’energia):
👉 L’energia non scompare:
- quasi tutta si trasforma in calore
- una piccola parte in:
- segnali elettrici
- onde elettromagnetiche
➡️ Nei data center:
- il calore viene dissipato (ventole, acqua)
- a volte recuperato per riscaldamento urbano (in crescita)
🧠 In sintesi
- L’AI non crea energia, ma la trasforma in calore
- Il consumo è significativo ma non dominante rispetto ad altri settori (industria, trasporti)
- L’impatto reale dipende da:
-
- scala d’uso
- efficienza hardware
- fonte energetica

-
L’Argomento è vasto, questo è un sunto che può essere arricchito.
“Se vuoi, posso confrontare l’impatto dell’AI con attività quotidiane (tipo streaming, auto elettriche, ecc.) per darti un’intuizione ancora più concreta”.
Ed eccomi di ritorno, adesso sono il cronista umano!
Ormai AI è quasi ripetitiva: per il momento tutto dipende sempre dalle nostre scelte e per chiunque abbia confidenza con la fisica e con i procedimenti di produzione elettrica, con tanto di causa-effetto, niente di nuovo. Nelle rapidissime risposte artificiali, si coglie ancora la “genesi dell’uomo”.
Con tante crudeltà che stanno rattristando il mondo, questa indagine non era la più impellente, ma nemmeno è da trascurare, poiché risulta che in questo procedimento “tutto richiede energia”.
Ed è per garantirci questa risorsa fossile e inquinante, indispensabile per tutto, anche, per i nostri giochi sugli smartphone, per gli auguri di buon mattino, per condividere foto e filmati di gatti e di vacanze al mare, che missili e bombe sganciati per quasi quattro mesi nel Golfo Persico, hanno mandato in crisi il mondo.
17/04/2026: accordo tra USA & Repubblica Islamica Iraniana. Le petroliere ora sembra che stiano per ripartire. La riapertura dello stretto di Hormuz che ha fatto tremare l’Europa, tornerà a rifornire le nostre occidentali vanità!?

Dunque, ringraziando i colleghi dell’elegante Radio italiana del Principato di Monaco, per lo spunto e per aver suscitato questo “dialogo”, adesso chiedo al lettore se è interessato alla nuova offerta scaturita dall’AI in modo spontaneo, quasi consapevole di dover proseguire…. Perciò: prossime ed eventuali!?
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Si può puntata. È interessante
Argomento troppo impegnativo per la mia Ignoranza Naturale.
Mi appare come una nuova religione, con dogmi e misterl.
Fascinans et Tremens