Umberto Visani, a sin. con Francesco Rodolfo Russo nel corso di una conferenza.
«… I pregiudizi spesso circondano temi scomodi che andrebbero esaminati con apertura mentale …»
La parola mistero deriva dal greco mysterion, evento religioso oscuro e segreto di cui possono parlare soltanto gli iniziati. Oggi, con il termine mistero s’intende un fatto inspiegabile sulla base delle conoscenze scientifiche: dall’origine delle piramidi egizie e delle antiche civiltà per arrivare ai nostri giorni alla presunta presenza di alieni sulla Terra, ai rapimenti e agli incontri ravvicinati con entità extraterrestri.
Antoine de Saint-Exupéry scrisse: «Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è una mortificazione dell’intelligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verità.»
Affrontiamo alcuni di questi misteri con Umberto Visani, laureato con lode presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino, ricercatore indipendente di ufologia, archeologia misteriosa, criptozoologia e controinformazione. Scrive per numerose riviste specializzate nazionali e internazionali, tra cui “Mistero Magazine”, “XTimes”, “Ufo International Magazine”, “Révista Ufo Brasil”, “Fate Magazine”. È stato più volte ospite della trasmissione televisiva “Mistero” in onda su Italia 1.

Quando è nato l’interesse per i misteri, l’ufologia, la criptozoologia?
Il mio primo interesse è nato a 7 anni durante un viaggio in Scozia con i miei genitori. Giunti sulle rive del Loch Ness, la visita al museo con tutte le foto di Nessie mi hanno fatto sorgere un forte interesse che da lì è passato ad altre misteriose creature, come Sasquatch, Yeti e altri esseri anomali. In seguito, l’interesse per gli UFO, intorno ai 9 anni.
Recentemente, in Antartide, nel Mare di Weddell, si è visto nuovamente un enorme buco nel ghiaccio marino che da decenni periodicamente si manifesta. Questo fenomeno fa parte dei misteri di cui vi siete occupati tu e Gianluca Lamberti nel libro “Sotto l’Antartide”?
Penso che buchi di questo tipo possano essere assolutamente naturali e non nascondano alcun mistero. Il che non significa che, sotto i ghiacci, non vi possano essere vestigia di altre civiltà passate di cui si sia perso il ricordo al passare di migliaia di anni, complice un cambiamento climatico netto e naturale nel corso dei millenni (fenomeno assolutamente normale e studiato dalla scienza senza dover tirare in ballo alcun intervento antropico).
Il mistero di Atlantide: c’è qualcosa di vero o è un’enorme bufala frutto della fantasia di Platone?
Platone ne parla in termini assolutamente reali, non in ottica di mythos bensì di storia vera, accaduta in concreto. Vengono fornite indicazioni precise, un’enorme isola oltre le colonne d’Ercole, in mezzo all’Atlantico. Non dimentichiamo i riferimenti a un’isola di questo tipo in molteplici tradizioni, anche lontane, come gli Aztechi che affermavano di essere giunti anticamente da Aztlan, la cui assonanza con Atlantide è evidente. Occorre quindi guardare con attenzione a queste analogie e affrontare il tema Atlantide senza i pregiudizi che spesso circondano temi “scomodi” che invece andrebbero esaminati con apertura mentale, il che non vuol dire lanciarsi in voli pindarici ma nemmeno escludere aprioristicamente qualsiasi ipotesi differente dalle vulgate tradizionali.
Esseri mostruosi, entità misteriose e animali inconsueti fanno parte da sempre di leggende e folklore; pensiamo allo Yeti, al Chupacabra, al Ninki Nanka, al Mostro di Loch Ness e così via. È di questo che tu e Matteo Martini vi siete occupati nel libro “Esseri anomali dall’ignoto”?
Sì, ma nel libro abbiamo cercato di affrontare il tema da una prospettiva un po’ diversa rispetto alla criptozoologia tradizionale. Le tradizioni del passato, così come molte cronache moderne, sono ricche di racconti di incontri con creature anomale: esseri mostruosi, entità misteriose, animali insoliti che sembrano sfidare le categorie abituali della razionalità. In “Esseri anomali dall’ignoto” abbiamo raccolto e analizzato una vasta casistica di questi fenomeni, cercando però di leggerli anche alla luce di un’ipotesi diversa, quella cosiddetta “parafisica”, proposta da studiosi come Jacques Vallée e John Keel.
Secondo questa prospettiva, alcune di queste manifestazioni potrebbero non appartenere semplicemente al dominio della zoologia o della biologia, ma provenire da un livello di realtà in qualche modo tangente a quello della nostra esperienza ordinaria. È interessante notare che molti dei presunti “animali sconosciuti” alla scienza sono in realtà ben noti nelle tradizioni locali, che però raramente li interpretano come semplici specie naturali: spesso vengono considerati entità liminali, presenze legate a dimensioni simboliche o spirituali.
Questo non significa che si tratti soltanto di miti: in diversi casi le testimonianze parlano di manifestazioni concrete, talvolta accompagnate da tracce o elementi fisici. La parte curata da Matteo Martini approfondisce proprio gli aspetti teorici di questa ipotesi, collegandoli al sapere tradizionale e a certe prospettive esoteriche. In questo modo il fenomeno viene osservato sotto una luce diversa, che mette in discussione sia l’interpretazione puramente zoologica sia alcune spiegazioni più recenti, come l’idea di una semplice origine extraterrestre.
In più di un libro ti sei interessato delle cosiddette abductions aliene. Nel giro di circa dieci anni Filiberto Cardenas il 3 gennaio 1979 e Linda Cortile nella notte del 30 novembre del 1989 sono stati addotti, sebbene in modo differente. Entrambi riapparvero e poterono raccontare la loro esperienza. Ci sono invece molti altri casi di scomparse anomale e definitive. Come interpretare i primi, ammesso che non siano il frutto della fantasia dei protagonisti, e gli altri casi che sono lontani dalle spiegazioni più comuni?
I casi di Filiberto Cardenas e di Linda Cortile sono certamente fra i più noti nella letteratura sulle abductions, ma sono anche molto discussi e controversi. Nel corso degli anni sono stati oggetto di interpretazioni differenti e di forti critiche, proprio perché la documentazione non sempre appare solida o verificabile in modo indipendente.
Personalmente trovo più significativo il caso di Travis Walton, avvenuto nel 1975 negli Stati Uniti. Walton lavorava con una squadra di taglialegna quando, secondo il racconto dei presenti, tutti videro un oggetto luminoso sospeso nel cielo. Travis si avvicinò e fu colpito da un fascio di luce proveniente dall’oggetto, scomparendo poi per diversi giorni. I suoi colleghi, che assistettero all’episodio, furono sottoposti al poligrafo e i risultati non evidenziarono menzogne. Walton riapparve cinque giorni dopo raccontando un’esperienza di presunto rapimento a bordo di un’astronave. Al di là dell’interpretazione finale, ciò che rende il caso interessante è proprio la presenza di più testimoni indipendenti e di verifiche investigative.
In Italia un episodio altrettanto noto è quello di Pier Fortunato Zanfretta, avvenuto alla fine degli anni Settanta in Liguria. Anche qui non si tratta soltanto di un racconto isolato: vi furono segnalazioni di oggetti luminosi, testimonianze di altre persone e interventi delle forze dell’ordine. In alcune occasioni furono rilevate tracce sul terreno e registrate comunicazioni radio che documentavano lo stato di forte agitazione di Zanfretta durante gli eventi.
Questo non significa che si debba accettare automaticamente l’interpretazione extraterrestre, ma indica che esistono casi in cui il fenomeno non si limita a un racconto individuale. Quando emergono elementi esterni, testimoni o riscontri oggettivi, il fenomeno diventa molto più complesso e merita di essere studiato con attenzione, senza pregiudizi ma anche senza conclusioni affrettate.
Il 26 febbraio 1959 furono trovati morti al Passo di Dyatlov degli escursionisti. Gli investigatori sovietici non trovarono alcuna spiegazione logica per questo evento. Qual è la tua opinione?
Il caso del Passo di Dyatlov resta uno dei grandi misteri del Novecento e, nonostante decenni di studi e nuove indagini, è ancora difficile formulare un’ipotesi definitiva che spieghi tutti gli elementi della vicenda. Le nove persone che facevano parte della spedizione erano alpinisti esperti e si trovavano in un contesto certamente difficile, ma non tale da giustificare alcune delle dinamiche emerse durante le indagini.
Nel corso degli anni sono state avanzate molte ipotesi: da fenomeni naturali come una valanga o particolari effetti del vento e delle basse frequenze sonore, fino a teorie che coinvolgono test militari segreti o eventi ancora più insoliti. Alcune spiegazioni naturali riescono a chiarire determinati aspetti, ma non riescono a risolvere l’intero quadro.
Un elemento che continua a suscitare interrogativi riguarda la posizione in cui furono ritrovati alcuni dei corpi. Studi successivi, tra cui quelli di una studiosa bulgara che ha rianalizzato fotografie e rapporti dell’epoca, hanno messo in evidenza un particolare curioso: alcuni degli escursionisti sembrerebbero essere stati trovati allineati vicino a un albero in una disposizione che ricorda quasi quella di un plotone d’esecuzione. Questo dettaglio è difficile da conciliare con una semplice fuga disordinata causata dal panico o da un evento naturale improvviso.
Lo scorso febbraio l’ex presidente Barack Obama ha dichiarato di credere che gli extraterrestri esistano, pur non avendoli visti e negando che i militari USA ne tengano qualcuno nella base Area 51 nel deserto del Nevada. Diverso il caso di Jimmy Carter che nel 1969, allora senatore della Georgia, la sera del 6 maggio vide a Leary, in Texas, un disco volante. Oltre le dichiarazioni personali, i governi di tutto il mondo hanno sempre fatto il possibile per smentire notizie riguardanti eventi inspiegabili. Poiché i fenomeni alieni mutano nel corso della Storia, la teoria delle entità extraterrestri potrebbe essere ingannevole?
Sì, a mio giudizio l’ipotesi extraterrestrialista non è la più probabile… non è quella che maggiormente riesce a spiegare il fenomeno. Basti pensare all’ondata di aeronavi di fine Ottocento, oggetti che sembravano usciti da un romanzo di Jules Verne, con relativi occupanti dalle sembianze assolutamente umane, sedicenti inventori che si comportavano a metà tra i folletti delle tradizioni occidentali e i moderni occupanti degli UFO. Risulta chiaro come ipotizzare si tratti di mezzi tecnologici provenienti dalla spazio profondo sia una visione frutto della modernità, oltre che fortemente limitata. Per questo motivo ritengo molto più valida l’ipotesi parafisica di cui agli studi di John Keel e Jacques Vallée che hanno mostrato come il fenomeno cambi al mutare del periodo storico e dell’osservatore… cambia la maschera e non conosciamo il vero volto.
Il pozzo di Santa Cristina in Sardegna, quello di Badlapur in India e l’architettura di piazza San Pietro a Roma hanno una sagoma a forma di serratura. Per le prime due può essere corretto parlare di paleocontatto con gli Alieni?
Non penso. Quando si va così indietro nel tempo, l’errore più grave è quello di applicare categorie iper moderne a civiltà antiche che ragionavano in maniera completamente diversa e avevano visioni del mondo del tutto differenti. Con questo metodo fallace, si proietta il presente nel passato e non si comprende alcunché di civiltà così lontane che andrebbero invece studiate all’interno del loro humus culturale e valoriale.
Billy Meier, scrittore e contattista svizzero, sostiene di essere stato avvicinato dai pleiadiani, esseri evoluti, alti, biondi, con occhi chiari e così via. La descrizione è angelica. Che cosa pensi del personaggio?
Personaggio molto controverso e materiale fotografico altrettanto controverso. Non credo abbia fatto un buon servizio all’ufologia, nel senso che temo possa aver falsificato gran parte di ciò che ha raccontato.
A quasi sessanta anni dall’atterraggio sulla luna del 21 luglio 1969 sono ancora numerosi i dubbi in merito allo sbarco dell’uomo sul satellite, suffragati da una serie di fotografie ufficiali della Nasa piene di incongruenze tecniche. Chi mette in dubbio la veridicità dello sbarco sono riviste specializzate quali “Fotografare”, “Fotonotiziario”, Giulio Forti, editore della rivista “Fotografia Reflex”… Tutti sostengono che gli scatti sono terrestri e non lunari. L’analisi che tu presenti nel libro “Mai stati sulla Luna?” si basa su quei pareri?
Nel libro ho preso in considerazione diversi contributi critici provenienti dal mondo della fotografia e dell’analisi dell’immagine, perché alcune osservazioni tecniche avanzate nel corso degli anni meritano di essere esaminate con attenzione. Tuttavia il mio approccio non si limita a riprendere le opinioni di riviste o di singoli commentatori: ho cercato piuttosto di confrontare i dubbi sollevati con le analisi di studiosi ed esperti provenienti da ambiti scientifici differenti.
Tra questi vi sono, ad esempio, le analisi sulla parallasse condotte dal professor Colin Rourke, docente di matematica all’Università di Coventry, quindi uno studioso pienamente qualificato per affrontare questioni geometriche e prospettiche legate alle immagini. I suoi studi hanno sollevato interrogativi interessanti sulla disposizione di alcuni elementi nelle fotografie delle missioni Apollo, mettendo in discussione varie interpretazioni convenzionali.
Il mio intento non è quello di proclamare una verità definitiva, ma di mostrare come attorno a questo tema esista un dibattito che coinvolge anche studiosi con competenze specifiche. Il metodo che ho cercato di seguire è proprio questo: ascoltare e confrontare pareri di esperti, provenienti da diversi settori, e offrire al lettore gli elementi per riflettere criticamente su una delle vicende più importanti e discusse della storia contemporanea.

L’opera “I misteri dell’Umbria” nasce dalla collaborazione con Federica Baldi. Lo stimolo per la realizzazione del libro è stato la fama di questa regione come terra di leggende, di storie di fantasmi o perché vi è riscontro di una grande casistica ufologica?
In realtà il libro nasce proprio dall’idea di affrontare l’Umbria misteriosa a tutto tondo, senza limitarci a un solo ambito. Con Federica Baldi abbiamo cercato di esplorare la regione in tutte le sue dimensioni più enigmatiche: dalle leggende popolari alle storie di fantasmi, dai racconti tramandati nei borghi e nei castelli fino ad alcuni episodi più recenti legati ad avvistamenti o fenomeni anomali.
Un aspetto che ci ha interessato molto è anche quello storico e archeologico, perché l’Umbria è una terra antichissima, in cui si intrecciano culture diverse. Alcuni studi, ad esempio, suggeriscono possibili influenze o presenze celtiche nel passato della regione, che si riflettono in simboli, tradizioni e toponimi. Questo patrimonio culturale contribuisce a creare un tessuto di racconti e suggestioni che ancora oggi sopravvive nella memoria locale.
Il nostro intento, quindi, non era concentrarci esclusivamente sull’ufologia o sul paranormale, ma offrire una sorta di analisi a 360 gradi di tutti gli aspetti misteriosi della regione: storici, folklorici, archeologici e, quando presenti, anche anomali. Proprio questa ricchezza di livelli interpretativi rende l’Umbria un territorio particolarmente affascinante per chi si occupa di misteri.

Complimenti, molto chiaro e di facile comprensione
Argomento interessante. Grazie per l’intervista.
Intervista molto interessante su una materia a me assolutamente sconosciuta.
Un argomento che mi porta istintivamrnte ad esser scettico, ma l’intervista mi ha incuriosito e sicuramente vorrò approfonfire
Accattivante e stimolante intervista. È il potere del mistero……
Complimenti.
La foto d’apertura di Russo e Visani mi ha ricordato di aver partecipato a quell’evento. La conversazione partì dalle foto che mostravano l’atterraggio sulla luna, ma si parò anche di altro.
L’intervista è molto interessante.
Nelle risposte, ho ritrovato precisione e pacatezza. Ringrazio entrambi.
Rosa Lastella
Grande dinamismo culturale di Visani derivante dai suoi molteplici interessi evidenziato in maniera sapiente da Francesco Rodolfo Russo. Mi piace.
Complimenti a Francesco Rodolfo Russo per l’intervista a Umberto Visani ricca di dettagli affascinanti. Vengono analizzati i tanti eventi misteriosi che si sono riscontrati sulla terra, attribuibili a presenze non meglio definite. Quello che mi affascina, anche, riguarda l’uomo, che è egli stesso mistero. Mi chiedo se tali eventi potrebbero intrecciarsi con un’analisi dei fenomeni cosiddetti “paranormali” che si sono rivelati in alcuni e che sono tutt’oggi avvolti nel mistero.
Quanti argomenti affascinanti perche avvolti dal “mistero” .
Bellissima intervista ad Umberto Visani ottimo ricercatore e studioso.
Complimenti Francesco Rodolfo Russo, come sempre acuto intervistatore.
Complimenti a Francesco Rodolfo Russo
Sempre interessanti le sue analisi .