Dialogo oltre il tempo con l’artista che scolpì l’invisibile nella pietra
Roma. Notte inoltrata. La Basilica di San Pietro è immersa in un silenzio che non appartiene ai vivi. Entro dalla navata centrale e una forza magnetica mi attira verso destra, fino a fermarmi davanti alla Pietà. Nessuno attorno. Solo il chiarore lunare e un senso di attesa. È allora che avviene. Il marmo mi chiama. O forse è la mente che cede. In un istante, un varco si apre dietro la statua. Un passaggio stretto, invisibile a chi non guarda davvero. Scendo. Mi trovo in sotterranei che non esistono — eppure ci sono. Là, davanti a un blocco bianco ancora informe, un uomo lavora. Scalpello in mano, volto scavato, mani coperte di polvere. È lui. Michelangelo Buonarroti.
Domanda: Maestro… la disturbo?
Michelangelo: Tutti disturbano. Ma non tutti ascoltano. Parli pure, ma sappia che il tempo qui non si misura.
Domanda: Lei è all’opera anche qui, nei sotterranei dell’immaginazione?
Michelangelo: L’anima non smette mai di scolpire. Qui il marmo è più puro. Qui non ci sono committenti, né scadenze. Solo l’essenza della forma.
Domanda: Vorrei cominciare dalla sua Pietà. Perché una Madonna così giovane, più del Figlio che tiene in grembo?
Michelangelo: Perché è l’Eterna. Non è una madre terrena: è Vergine, è Madre, è Figlia del Suo Figlio. Dante lo ha compreso, nel canto XXXIII del Paradiso lo afferma: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio”. Lì c’è il mistero divino che ho cercato di incarnare. Lei non piange. Lei sa. Il suo volto è silenzio che conosce la resurrezione.
Domanda: E il gesto delle sue mani…?
Michelangelo: Non trattiene, non stringe. Offre. Mostra il Figlio come un altare mostra l’Ostia. È un gesto sacrificale, non materno. Non c’è disperazione. C’è consapevolezza.
Domanda: Eppure in quella statua ha apposto una firma. L’unica, in tutta la sua opera.
Michelangelo: La firma l’ho scolpita dopo aver udito dei romani attribuirla ad altri. Avevo ventiquattro anni. Fu vanità, forse. Ma fu anche un sigillo: un’opera del genere va dichiarata. Non per me. Per il marmo stesso.
Domanda: Lei ha scolpito, dipinto, progettato cupole, scritto versi… Cosa è per lei l’arte?
Michelangelo: L’arte è l’ombra che la luce getta sulla materia. È la via per l’invisibile. Gli occhi vedono, ma il cuore riconosce. Io ho solo cercato l’uomo nella pietra.
Domanda: Ha detto che la figura è già nel blocco, e che lei la libera. Questo è… esoterico.
Michelangelo: Tutto è simbolo. Il marmo è il caos primordiale. L’artista è il medium. Non crea: ordina. Non inventa: rivela. La mia arte nasce dall’ascolto. Dalla preghiera. Anche dal tormento. Ho letto le Scritture, ma anche Ermete. Ho contemplato la forma come si contempla l’invisibile.
Domanda: E la Cappella Sistina? Un’opera titanica, quasi oltre l’umano.
Michelangelo: Un supplizio. E una grazia. Mi rifiutai all’inizio: non sono pittore, dissi. Ma il Papa non sentiva ragioni. Lì ho dipinto la creazione e il giudizio, l’alba e l’Apocalisse. Ogni affresco è un grido. Ogni volto, una preghiera.
Domanda: E la vecchiaia? L’ha avvicinata a Dio?
Michelangelo: Mi ha tolto le forze, ma acceso il fuoco. Ho lavorato fino alla fine. Ancora tracciavo, ancora scolpivo, ancora cercavo. La fine, non è buio, è compimento.
Domanda: Maestro… se potesse parlare oggi a un giovane artista?
Michelangelo: Gli direi: scolpisci prima te stesso. Cerca la verità, non il successo. Ascolta la materia. Ama la solitudine. Non cercare lo stile: cerca il senso. E ricordati: ogni vera opera d’arte è un’esplosione silenziosa.
Silenzio…
Lo scalpello riprende a colpire il marmo. Un suono antico, ritmico, come un battito d’anima.
Torno indietro. O almeno, credo. Ma la via del ritorno non esiste. Mi trovo ancora davanti alla Pietà. Mi fermo. È come se nulla fosse accaduto… o tutto.
Sulla fascia che attraversa il petto della Vergine, leggo:
MICHEL A(N)GELUS BONAROTUS FLORENT FACIEBAT
Non è un nome. È un sigillo. In quel momento tutto tace. E capisco: i sotterranei in cui l’ho incontrato…non esistono, se non nell’anima di chi guarda davvero.
6,27, leggo nel buio l’ora proiettata dalla sveglia posta sul comodino. Sono a casa.
Tra i filmati presenti sul mio canale YouTube ho scelto per Voi. Link: La Pietà
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Bravò Sergio! Avanti così!
Grazie Gian Carlo, buon mare