Carlo Picco
Una notizia inaspettata
Le voci stavano già circolando da qualche giorno, ma pare sia arrivata la conferma. Il dottor Carlo Picco, Direttore Generale dell’ASL Torino, dovrebbe lasciare il servizio per raggiunti limiti d’età con la fine dell’anno.
Sparsa la notizia, sono in tanti, tra coloro che seguono le vicende sanitarie della nostra regione a riflettere e soffermarsi sulle peculiarità del dottor Picco.
Vi sono manager all’apice delle ASL che, pur essendo competenti, si trovano ad agire quasi ingessati tra il rispetto delle numerose e spesso contraddittorie leggi e norme che regolano la materia, e il timore di invadere altri spazi anche quando ciò sarebbe necessario, senza tralasciare gli inciampi dell’invadenza politica.
Ma il grigiore non si confà con la personalità di Carlo Picco che, dopo una lunga attività professionale e di direttore sanitario in alcune ASL del Piemonte e rivestito la posizione apicale del sistema sanitario in altra regione, dal gennaio 2020 è entrato nei ranghi della Sanità regionale come commissario e dal 2021 come direttore generale dell’ASL Torino. Nello svolgimento delle sue funzioni, ha sempre saputo, con molta serenità e autorevolezza, dare valore alla complessità della sua gestione ove maturano molte aspettative, si amministrano persone, patrimoni, investimenti e soprattutto si dovrebbe agire nel rispetto e l’interesse dei pazienti.
Qui si è trovato ad operare in uno dei periodi più convulsi dal dopoguerra. Alle strutture sanitarie e agli organici di medici e personale infermieristico passati attraverso gli sfracelli della giunta Chiamparino, si è aggiunto il dramma del Covid che ha ancor più messo in tensione il funzionamento delle strutture sanitarie e i cui effetti ancor oggi si riscontrano con strascichi evidenti.
Nella sua gestione, ha saputo tenere insieme San Giovanni Bosco, Maria Vittoria, Amedeo di Savoia, Martini e Oftalmico, oltre alla sanità territoriale.
In più ha avviato un programma di adeguamenti strutturali con nuovi investimenti sull’area torinese per oltre 48 milioni. Il suo segreto su cui molti ora stanno riflettendo, è la capacità di affrontare ogni aspetto delle complessità, non trascurando il rapporto umano e il coinvolgimento dei suoi interlocutori, ad ogni livello ed i risultati lo attestano.
Ha fatto rifiorire l’Oftalmico quale ospedale specialistico di eccellenza che oggi funziona interamente. Tutte le strutture dell’Asl di sua competenza sono state interessate dai programmi di ampliamento e di valorizzazione, che hanno impattato in modo particolare sul miglior funzionamento delle attività a vantaggio degli utenti.
Ha seguito il minuzioso iter che porterà all’edificazione del nuovo ospedale che, di concerto con la città di Torino, dovrebbe sorgere nell’area della Pellerina, sempre che le proteste degli ambientalisti non ritardino e mutilino il programma. Tanti altri apprezzamenti potrebbero essere messi in evidenza.
Coloro che lo stimano e collaborano con lui, vorrebbero che la giunta regionale nell’intento di chiudere degnamente la legislatura protragga la permanenza del dottor Picco a capo di una Asl così compressa, articolata e emblematica.
In caso contrario, nell’interesse del funzionamento delle strutture di competenza, c’è da augurarsi che se entro la data indicata la regione proseguirà sulla scelta del successore, privilegi la continuità non solo sotto il segno della competenza, ma cercando di preservare il metodo che ha caratterizzato l’agire del dottor Picco.
Nei giorni scorsi il presidente Cirio ha presentato un piano straordinario che entro un anno dovrebbe far cambiare volto al funzionamento della sanità regionale, una rivoluzione copernicana, a quanto pare.
Piano assai ambizioso sul quale, oltre ai finanziamenti si dovrà investire sulla designazione di un team direzionale ampiamente collaudato, oltreché adeguato ad iniziare dall’individuazione delle priorità, la progettazione di attività, servizi e coinvolgendo e motivando, in primis, il personale dedicato. Per poter contare su una felice partenza e puntare sul risultato atteso, quale candidato migliore potrebbe trovarsi in Carlo Picco, ove oltre alla fama saranno prioritari e determinanti i risultati?
Ci aggiorneremo prossimamente.
