Nel Seminario Vescovile di Asti, un nutrito ensemble vocale e strumentale del Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria diretto da Stefano Bagliano renderà omaggio all’arte di tre dei più grandi protagonisti del Settecento musicale.
Dopo lo strepitoso concerto bachiano eseguito l’anno scorso nella Chiesa di San Martino con grande successo di pubblico, giovedì 16 ottobre 2025 alle 21 Regie Sinfonie ospiterà di nuovo i ragazzi e le ragazze del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio “Antonio Vivaldi” di Alessandria, che per l’occasione saranno diretti dal flautista Stefano Bagliano, grande specialità del repertorio antico eseguito secondo i dettami della prassi storicamente informata, in un programma imperniato sulla gloriosa tradizione del Barocco italiano.
Se si eccettuano le Quattro Stagioni, il brano di gran lunga più famoso della vasta produzione di Antonio Vivaldi è senza dubbio il Gloria RV 589, ampio affresco sacro che il Prete Rosso compose nel 1716.
Nonostante la sua sfolgorante bellezza, questo caposaldo della letteratura barocca cadde ben presto nell’oblio, per essere riscoperto solo nel 1939 grazie al compositore torinese Alfredo Casella. Composta per una formazione imponente, che prevede un coro a quattro parti, due soprani, un contralto, un oboe, una tromba, archi e basso continuo, quest’opera è strutturata in 12 sezioni che si alternano in una varietà di forme, di tempi, di ritmi, di tonalità e di organico, con brani solistici in stile d’aria, strumenti concertanti, cori omofonici, sezioni contrappuntistiche e ritornelli da concerto.
L’unitarietà del lavoro viene garantita dalla ripresa, nel penultimo movimento, del tema iniziale in una sorta di circolarità strutturale.
Vivaldi compose due Beatus vir, il primo di ampio respiro, per doppio coro e doppia orchestra ancora legato alla tradizione policorale del Cinquecento veneziano (RV 597) e il secondo dal carattere più intimo (RV 598).
Quest’ultimo lavoro vide la luce tra il 1713 e il 1719, all’inizio della permanenza del compositore presso l’Ospedale della Pietà, e si compone di singolo movimento in tempo di Allegro, diviso sapientemente in varie sezioni collegate tra loro da un ritornello musicale. Per questo incantevole brano, il Prete Rosso utilizzò lo stile del concerto strumentale, ma in una scala assai più ampia ed elaborata.
Nella produzione strumentale di Alessandro Scarlatti si segnala in particolare la Sinfonia di Concerto Grosso n. 2, che si apre con uno Spiritoso nel quale gli squilli dal sapore militare della tromba accompagnata dal flauto ora in terza ora in sesta creano un clima di eccitazione, che ben presto si placa nella cantabilità del successivo Adagio, nel quale il flauto indugia in una delicata introspezione.
Questa oasi dolcemente contemplativa lascia ben presto il posto a un Allegro brillante e pervaso di vitalità, nel quale la tromba e il flauto evidenziano le loro distinte nature espressive. Un altro breve Adagio dai toni intimistici prelude al grandioso Presto, che con le superbe sonorità della tromba chiude fastosamente quello che è forse il lavoro più brillante del corpus strumentale scarlattiano.
Cantata profana per soprano e un ensemble strumentale che accanto agli archi comprende un oboe e due flauti dolci e la viola da gamba, Tra le fiamme fu composta da un Georg Friedrich Händel appena ventiduenne durante il suo soggiorno a Roma sui versi del cardinale Benedetto Pamphilj, uno dei principali mecenati del compositore sassone, che pencolano tra contenuti amorosi e spirituali, chiamando in causa le figure mitiche di Dedalo e Icaro.
Giovedì 16 ottobre 2025 – ore 21
Refettorio del Seminario Vescovile
Piazzetta Seminario 1 – Asti
GLORIA
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Beatus vir RV 598
Alessandro Scarlatti (1659-1725)
Sinfonia di Concerto grosso n. 2 in re maggiore
Georg Friedrich Händel (1685-1759)
Tra le fiamme HWV 170
Antonio Vivaldi
Gloria in re maggiore RV 589
Il Cantiere di Orfeo
Stefano Bagliano, direttore
Ingresso: € 5
