Sara Dlena
Ferma presa di posizione di FI e Lega e di qualche consigliere di opposizione
È ormai da mesi che il sindaco Lo Russo dopo essere precipitato alla 72esima posizione nel gradimento dei concittadini, si prepara alibi e salvagenti per costruire un campo larghissimo e affrontare le prossime elezioni comunali. Ha già imbarcato gli allievi di Elsa Fornero, per ricavarsi un tocco di perbenismo, ma per accaparrarsi l’estrema sinistra e non lasciare spazio al M5S, servono misure forti, anche scavalcando i diritti dei cittadini. L’occasione non è tardata ad arrivare
Nella seduta del 16 luglio 2025 delle Commissioni Quarta e Seconda, presieduta da Vincenzo Camarda (PD), è stata nuovamente discussa la proposta di deliberazione di iniziativa popolare relativa alle “Tutele per il diritto alla Casa” già presentata l’anno scorso, ma prudentemente accantonata.
Quest’anno la musica è cambiata e la presidente del Consiglio Comunale, Maria Grazia Grippo, ha ringraziato i primi firmatari della proposta per il lavoro svolto, partito “dal basso”.
A dar man forte alla presidente ci pensa l’attivista Rocco Albanese, tra i primi tre firmatari dell’atto, che riferendosi ai lavori pregressi della commissione precisa:
“Il diritto all’abitare – ha detto – è stato messo al centro del dibattito cittadino e l’approvazione del Piano dell’Abitare non era facilmente prevedibile un anno e mezzo fa. Per riempire i “vuoti edilizi” – ha affermato – accanto alla leva degli incentivi, è però possibile utilizzare un’altra leva: quella dei disincentivi, in maniera graduale e crescente, intervenendo sul Regolamento edilizio, con sanzioni per i grandi proprietari immobiliari che tengono i loro beni di stato di “ingiustificato abbandono”.
Nel dibattito in Commissione, Claudio Cerrato (PD) ha elogiato l’importante lavoro politico svolto dal gruppo di “Vuoti a rendere”, che ha messo l’abitare al centro del dibattito cittadino. Ha però espresso un parere politico negativo sulla requisizione degli immobili in stato di ingiustificato abbandono.
Il tema riguarda la quotidianità della vita – ha detto Sara Diena (Sinistra Ecologista), auspicando che l’atto, seppur depotenziato da emendamenti, venga approvato, per intraprendere un ambizioso percorso di tutela del diritto all’abitare. Ha quindi ribadito che la requisizione è uno strumento di cui il Comune di Torino può avvalersi in caso di necessità. Andrea Russi (M5S) ha dichiarato che il suo Gruppo ha deciso di “sostenere in pieno, totalmente, in ogni suo punto” la deliberazione, per non lasciare nessuno indietro, annunciando la propria disponibilità a proporre eventuali emendamenti.
Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha espresso contrarietà all’atto: bisogna incentivare, non disincentivare – ha affermato – e investire in edilizia pubblica e servizi per promuovere il diritto all’abitare.
Forza Italia non voterà mai un testo simile: siamo per tutelare e difendere la proprietà privata – ha dichiarato Federica Scanderebech (Forza Italia), domandandosi come sia possibile censire le proprietà private sfitte e vuote, nel rispetto della legge, e auspicando un confronto con tutte le parti coinvolte.
Come Gruppo politico abbiamo sempre difeso il diritto alla proprietà e non crediamo all’esproprio proletario – ha affermato Ivana Garione (Moderati), esprimendo anche dubbi sulla definizione di “grandi proprietari”. Voteremo contro, se il testo non verrà modificato – ha concluso.
Come Lista civica Torino Domani consideriamo l’abitare una sfida sociale ed economica per lo sviluppo della città, ragionando sugli incentivi, e troviamo molto interessante lo studio delle leve dei disincentivi nelle politiche pubbliche per non tenere vuote le case – ha detto Tiziana Ciampolini (Torino Domani).
La discussione non nasce adesso, ma accompagna da trent’anni tutte le Amministrazioni – ha evidenziato Silvio Viale (+Europa, Radicali Italiani) “Tenere un appartamento vuoto è una scelta in un sistema liberale e democratico – ha affermato – anche perché in un Paese normale si può affittare e avere un appartamento libero in tempi stabiliti, mentre oggi in Italia è molto difficile. Anche nei Paesi socialisti le case non vengono requisite, ma costruite” – ha concluso, spiegando che a Torino bisogna aumentare l’offerta immobiliare, non requisire gli immobili non in uso, e annunciando il suo voto contrario.
Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) ha ringraziato enti e associazioni per il lavoro, che ha permesso un’ampia riflessione. Siamo estremamente sensibili al tema dell’abitazione e di chi non può permettersi una casa o non trova una casa in affitto – ha dichiarato – ma i processi vanno accompagnati, senza contrapposizioni ideologiche tra proprietari e inquilini, ad esempio favorendo le co-abitazioni e la figura dell’amministrazione di condominio solidale e incentivando le attività di Locare.
Si è invece molto sbilanciato a favore del provvedimento, il solito assessore Rosatelli: “È stato molto importante e utile avere posto in maniera forte l’attenzione sul tema della casa – ha affermato l’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli – e dobbiamo dare risposte prima che sia troppo tardi, superando pregiudizi e paure. Ha quindi detto che la deliberazione “non è un attentato ai valori costituzionali di tutela della proprietà privata”, ma riguarda un “esercizio di responsabilità nel nome di un interesse pubblico”.
Il progetto è già inserito all’odg del prossimo Consiglio Comunale di Torino. Vedremo a breve se, oltre al voto scontato di grillini e estrema sinistra, quanti del PD approveranno una norma liberticida,
L’amoralità della proposta esce dalla Commissione consigliare e investe la politica nazionale: “Chiediamo con forza il ritiro della proposta di delibera del Comune di Torino che prevede il diritto di requisire le case ai legittimi proprietari». Ad affermarlo il senatore Roberto Rosso, segretario provinciale di Forza Italia Torino e Responsabile nazionale per gli Azzurri del Dipartimento Casa; Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino; Federica Scanderebech, capogruppo del partito in Sala Rossa e Domenico Garcea, vicepresidente vicario in Consiglio comunale a Torino.
«Il solo fatto che venga messa in discussione rappresenta un vero e proprio attentato al diritto alla proprietà privata, che non ammette sfumature. Un proprietario ha il sacrosanto diritto di decidere se affittare o usufruire dell’appartamento, come e a chi affittarlo, e a quanto locarlo. Non ci possono essere margini di ambiguità su questo. In un Paese civile”, ribadiscono con forza i dirigenti di FI, queste ovvietà non possono essere oggetto di interpretazioni. “Comprendiamo che un’Amministrazione come quella di Lo Russo, che considera gli occupanti di Askatasuna come soggetto di diritti, abbia le idee confuse, ma qui siamo all’ABC. Così come non è pensabile aumentare l’Imu – peraltro la più alta d’Italia sulle seconde case – e la Tari, una tassa che dovrebbe essere basata sul consumo puntuale» – spiegano gli Azzurri. Oltre all0indignazione il documento di Forza Italio pone il sindaco di fronte alle sue responsabilità:
«Anche solo immaginare una requisizione di una proprietà privata non adibita ad usi impropri è da film horror. Perché il Comune di Torino e il sindaco non requisiscono Askatasuna, incalza la nota di Forza Italia?
“Non siamo convinti che sia neppure utile censire gli immobili sfitti: chi pagherà i costi di questo lavoro, se poi – come è ovvio – non si potranno requisire? Si tratterebbe di una spesa indebita da Corte dei Conti. Il mercato delle locazioni lo crea appunto il mercato, non fantomatiche ronde punitive contro i proprietari. Se il Comune di Torino vuole davvero modificare il mercato, ha un’unica strada: quella di incentivare l’affitto alle fasce più deboli in modo più vantaggioso rispetto a quanto fatto finora. Deve guardare il mondo della casa dalla parte di chi ha faticato decenni per comprarla, a causa di una tassazione che proprio il Partito Democratico ha innalzato a livelli intollerabili.”
Come reagirà lo Russo per continuare a tenere il piede in più scarpe?
“Oggi chi rinuncia ad affittare, prosegue il documento di Forza Italia, lo fa sempre più spesso per mancanza di garanzie di tornare in possesso dell’immobile, dovendo affrontare spese folli causate da reiterati processi per sfratto che spesso non portano al ristoro dei mancati introiti da locazione. La Giunta Lo Russo, come sempre, vive in un altro pianeta: un’isola che non c’è, perché basata sull’ideologia, su una visione a senso unico e non sul contatto con la realtà. Oggi i proprietari sono soli; se venisse votata questa delibera, lo sarebbero ancora di più, e si disincentiverebbe l’acquisto di case».
Anche da parte della Lega si annuncia mobilitazione contro questa proposta altamente demagogica.
Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega, lo definisce “un attacco alla proprietà privata”, “una misura stalinista” che guarda alla “espropriazione proletaria”. Il consigliere della Lega così conclude: “Di Salis ne abbiamo viste già molte. Il comune di Torino pensi ai propri immobili, come Askatasuna, prima di occuparsi di quelli degli altri, ottenuti con sacrifici. Questa delibera è una follia“.
Da qui alle elezioni comunali quante affermazioni folli e lesive delle libertà personali dovremo ancora aspettarci dal morituro Lo Russo?
Esiste un diritto che si chiama diritto di proprietà ed esiste un secondo diritto che si chiama diritto all’abitare”, così per i demagoghi è facile e assolutorio passare oltre.

Mi chiedo: ma esiste ancora lo stato di diritto?
Forse per alcuni politici è un ricordo obsoleto di un momento nel quale la Costituzione aveva un certo significato. Certamente esistono argomenti di grande rilevanza, qual è il diritto alla casa, ma non è certo calpestando il diritto di proprietà che la pubblica amministrazione locale può tentare di risolvere questo grave problema: almeno rispettiamo il lavoro dei nostri padri e le nostre tradizioni istituzionali secolari.
Condivido e apprezzo il contenuto dell’articolo commentato.
Grazie caro Avvocato. Hai perfettamente ragione, lo sconforto assale chi crede e si identifica nello stato di Diritto. Quando si partecipa a certi incontri o si leggono dichiarazioni come quelle riportate nell’articolo, si avverte il falso buonismo e la superfcialità irreponsabile di chi rilascia commenti. Quanta immaturità!