La Sanità Pubblica nel mirino del Consigliere Regionale Giulia Marro. L’Assessore Federico Riboldi risponda con serietà. Con la salute non si scherza.
Il Consigliere Regionale del Piemonte Giulia Marro, eletto nella lista di “Alleanza Verdi Sinistra”, esponente di “Possibile”, soggetto politico fondato da Pippo Civati, sta alzando un polverone sulla gestione, quantomeno discutibile, della Sanità Pubblica da parte di Federico Riboldi, esponente di “Fratelli d’Italia”.
Difficilmente si può essere d’accordo con le posizioni del Consigliere Marro ma questa volta non si può che concordare con chi denuncia che le liste d’attesa in Piemonte sono un colabrodo, al di là della retorica propagandistica dell’Assessore alla Salute, Federico Riboldi.
Giulia Marro, antropologa di professione, non ha paura nell’asserire: “Pochi giorni fa il presidente Cirio definiva quello di Cuneo un “modello nazionale” nella lotta alle liste d’attesa. Ma la realtà sembra diversa: in Consiglio Regionale ho presentato il caso di una visita con priorità B (entro 10 giorni) fissata alle 00:16 di notte. Allo sportello hanno detto chiaramente: “non si presenti, la richiameremo””.
Purtroppo queste cose accadono e, va detto con estrema chiarezza, l’Azienda Ospedaliera “Santa Croce e Carle” ha dei medici eccellenti (seppur una minoranza rispetto al totale) ma ha una gestione davvero bizzarra e discutibile.
Molto spesso gli utenti vengono trattati con sufficienza, pressapochismo e, se osano protestare, vengono anche presi “a pesci in faccia” perché si sa, dopo la “pandemia”, gli operatori sanitari sono divenuti “eroi” e guai a chi osa contraddirli.
Giulia Marro non ha scoperto l’acqua calda. Il problema delle strutture pubbliche che non rispettano i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie prescritte è assai vecchio.

Il collega Mario Giordano, direttore di “Fuori dal Coro”, sono anni che si batte contro Direzioni Sanitarie di Presidio e Direzioni Generali che credono di essere inarrivabili, incontestabili ed impunibili.
Però va riconosciuto al Consigliere Marro che ha avuto coraggio a sollevare una questione così scabrosa in un momento in cui l’Assessore Regionale alla Sanità va sbandierando in giro importanti – quanto inimitati – successi sul taglio delle liste d’attesa in ogni dove.
Bene ha fatto l’esponente di “Possibile” a dire che “Non si tratta di un episodio isolato. Altri pazienti hanno ricevuto prenotazioni con la dicitura: “La data non è reale. Sarete ricontattati…”. Di fatto, appuntamenti fittizi che gonfiano i numeri, falsando completamente il “modello” e ancora una volta prendendo in giro la cittadinanza rimandando gli appuntamenti oltre i termini di legge. La normativa è chiara: le agende non si chiudono e, se i tempi non sono rispettati, le prestazioni vanno garantite in intramoenia al costo del ticket”.
La Sanità Pubblica non può permettersi il lusso di prendere in giro i pazienti, gli utenti e i pubblici contribuenti. E’ una vergogna una sanità che rispetta le regole solo quando i pazienti passano attraverso lo strumento dell’“intra moenia” o della libera professione.
I pazienti non sono “bancomat con i piedi” ai quali tirare salassate per prestazioni che, invece, andrebbero erogate in regime di Servizio Sanitario Nazionale, come prevede la legge.
Ha ragione il Consigliere Marro nel dire che “se questa prassi fosse confermata, saremmo davanti a una violazione grave del diritto alla salute”.
Da quanto è dato sapere l’assessore Riboldi ha chiesto chiarimenti alle direzioni sanitarie dell’Ospedale Croce e Carle di Cuneo (diretto ancora da Livio Tranchida, che ora passerà a dirigere la Città della Salute di Torino) definendo il tutto “assolutamente non accettabile”.

Ma intanto i cittadini attendono risposte concrete. E la cosa davvero inaccettabile è che l’Assessore Regionale alla Sanità non sappia cosa fanno le sue strutture pubbliche sul territorio.
Se non erriamo, Presidente della IV Commissione Consiliare “Sanità, assistenza, servizi sociali, politiche degli anziani”, è Luigi Genesio Icardi, “Lega”, uomo molto vicino al Senatore Giorgio Maria Bergesio, “Lega”, già Assessore Regionale alla Sanità nel precedente mandato.
Luigi Genesio Icardi è della Provincia di Cuneo e all’Azienda Ospedaliera “Santa Croce e Carle”, quando era Assessore, era di casa. Come mai ora non segue ciò che accade?
Il Governatore del Piemonte, Alberto Cirio, “Forza Italia”, è anch’egli della Provincia di Cuneo. Possibile che il suo occhio albese sia solo attento al nosocomio di Verduno?
Non si può che concordare con i colleghi de “Lo Spiffero” che hanno sottolineato come “Se quanto denunciato dalla consigliera regionale di Avs Giulia Marro fosse accertato ci si troverebbe di fronte a fatti che non solo minerebbero i dati sulle liste d’attesa, ma aprirebbero a ipotesi potenzialmente ben più gravi”.
Dispiace dirlo ma la politica – di qualsiasi colore sia – non ha il diritto di mancare di rispetto a pazienti e utenti finali. La Sanità Pubblica è un bene di tutti e non può essere smantellata per far posto alla ben più redditizia sanità privata o privata convenzionata.
Privato non significa migliore, privato non significa eccellente, privato, in Italia, non è la prassi ma l’eccezione per pochi “Paperoni”.
Il tema è scottante e sta facendo infuriare Cuneesi e Piemontesi.
Possibile che a dirigere la Sanità Pubblica non si possano mettere persone competenti, con curriculum dirigenziali acclarati ed una esperienza pregressa dimostrata e dimostrabile?
Regione Piemonte vuole forse emulare la Regione Calabria dove la sanità è al limite della decenza e se non vi fossero i medici cubani non si potrebbero far funzionare i Pronto Soccorso?
Urge risposta e urgono interventi. Il tempo delle chiacchiere è finito e, in sanità, non avrebbe mai dovuto cominciare.

Purtroppo, caro Elia, i galoppini dei partiti continuano a occupare le strutture dirigenziali della Sanità e i risultati si vedono.Poi ci sono i sindacati che spadroneggiano con un numero di delegati spropositato ,sottratti all’esercizio dele loro mansioni a scapito dei diversi servizi negli ospedali .Per non parlare del permissiere che generosamente prevede esoneri per qualsiasi motivo di carattere fiisico e personale ,L’allegra gestione di Chiamparino e Saitta, in alcuni comparti della nostra Sanità, purtroppo prosegue
Caro Francesco, sono argomenti che noi “addetti ai lavori”, tu specialmente in quanto esperto di sanità e Regione, sappiamo. Grave è la assoluta noncuranza dell’utenza da parte del “carrozzone pubblico”. Mai avrei pensato di essere in accordo con la Marro.
Il nostro pregio, caro Elia è quello di analizzare problemi e situazioni coon oggettivi,tà anche quando consideriamo le istanze provenienti da persone che sono lontanissime dal nostro pensiero e dalla nostra concezione di vita