La Basilica accoglie le salme di cardinali, uomini di Chiesa e nobili romani, tra cui il Principe Julio Valerio Borgese
Papa Francesco riposa a Santa Maria Maggiore, dopo i funerali solenni in San Pietro.
Il Pontefice è stato tumulato nel tempio mariano a cui era tanto legato e dove era solito recarsi a pregare l’icona della Vergine Salus Populi Romani. Sulla tomba del Papa, prosegue ininterrotto il pellegrinaggio di fedeli e pellegrini che provengono da diversi paesi del mondo.
La tomba del Papa, nella Basilica Papale sull’Esquilino, è stata realizzata in marmo di provenienza ligure con la sola iscrizione “Franciscus” e la riproduzione della sua croce pettorale.
“La tomba è stata preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della basilica di Santa Maria Maggiore”, si riferisce nella comunicazione della Santa sede. “La tomba è situata nei pressi dell’Altare di San Francesco”.
L’edificio della basilica, comprese le scalinate esterne, costituisce un’area territoriale della Santa Sede e gode, insieme ad altri immobili e in base ad accordi tra lo Stato Italiano e Santa Sede, del privilegio di extraterritorialità, come stabilito dai Patti Lateranensi e formulato successivamente nell’Accordo di villa Madama.
La basilica, edificata durante il pontificato di Liberio (352-366), fu ricostruita o ristrutturata da Papa Sisto III (432-440), che la dedicò al culto della Madonna la cui divina maternità era appena stata riconosciuta dal Concilio di Efeso (431).
Secondo la tradizione, la Madonna apparve in sogno a papa Liberio e al patrizio Giovanni, suggerendo di erigere una basilica in un luogo che sarebbe stato indicato miracolosamente. Così quando la mattina del 5 agosto un’insolita nevicata imbiancò l’Esquilino, Liberio avrebbe tracciato nella neve il perimetro della nuova basilica, costruita poi grazie al finanziamento di Giovanni. Di questo antico edificio rimane il ricordo solo in un passo del Liber Pontificalis che afferma che Liberio «fecit basilicam nomini suo iuxta Macellum Liviae».
Ad ogni modo il 5 agosto di ogni anno, in ricordo di Nostra Signora della Neve, avviene la rievocazione del cosiddetto “miracolo della nevicata”: durante la celebrazione della messa al mattino e del Vespro alla sera, viene calata, dal centro del soffitto a cassettoni in corrispondenza della cripta della mangiatoia, una cascata di petali bianchi.
La basilica di Santa Maria Maggiore ospita al proprio interno le sepolture di otto pontefici:
- Papa Onorio III(pontificato: 1216-1227)
- Papa Niccolò IV(pontificato: 1288-1292)
- Papa Pio V (pontificato: 1566-1572)
- Papa Sisto V(pontificato: 1585-1590)
- Papa Clemente VIII(pontificato: 1592-1605)
- Papa Paolo V(pontificato: 1605-1621)
- Papa Clemente IX (pontificato: 1667-1669)
- Papa Francesco(pontificato: 2013-2025)
Oltre a tantissimi cardinali e uomini di Chiesa, la Basilica conserva le spoglie di discendenti di famiglie illustri di Roma.
Tra i sepolti, ricordiamo un personaggio, a volte controverso, passato alla storia soprattutto per i suoi alti meriti militati: Il Principe Junio Valerio Borghese, medaglia d’oro al valor militare .
Nacque a Roma il 6 giugno 1906. Allievo all’Accademia Navale di Livorno dal 1923, nel luglio 1928 conseguì la nomina a Guardiamarina ed imbarcò sull’incrociatore Trento. Promosso Sottotenente di Vascello nel 1929, prese imbarco sul cacciatorpediniere Fabrizi e nel 1933, nel grado di Tenente di Vascello, imbarcò sui sommergibili Tricheco ed Iride; con quest’ultimo partecipò a missioni operative durante il conflitto italo-etiopico e nella guerra di Spagna.
Allo scoppio del secondo conflitto mondiale ebbe il comando del sommergibile Vettor Pisani e nell’agosto 1940, promosso Capitano di Corvetta, ebbe il comando del sommergibile Scirè, con il quale trasportò mezzi ed operatori nelle missioni di Gibilterra e di Alessandria.
Costituitasi il 15 maggio 1940 la gloriosa X Flottiglia MAS per Mezzi d’Assalto, assunse il comando del Reparto Operatori Subacquei e con la promozione a Capitano di Fregata, anche quello della Flottiglia.
Al comando dello Sciré trasportò ad Alessandria gli operatori subacquei che nella notte fra il 18 ed il 19 dicembre 1941 violarono la munitissima base navale inglese di Alessandria ed affondarono le due corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth.
Gli uomini della X Mas, smentendo calunniose dicerie, erano soldati italiani al servizio del Re e della patria. Il loro era un inaudito coraggio testimoniato dall’ingente bottino in medaglie d’oro e d’argento al valor militare che si guadagnarono dal 1940 al 1943, quando erano stati “incursori del Re”, ossia combattenti a tutto tondo dell’esercito italiano propriamente detto.
Dopo l’8 settembre 1943, Borghese aderì alla Repubblica Sociale Italiana e comandò, fino al termine del conflitto, la ricostituita X Flottiglia MAS.
Ottenne altre decorazioni a r
iconoscimenti per merito di guerra:
- Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo occidentale, febbraio 1938);
- Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (Mediterraneo orientale, dicembre 1941);
- Promozione al grado di Capitano di Fregata (1941).
Oltre alle encomiabili e certificate azioni di eroismo, Junio Valerio Borghese passò alla storia per un’iniziativa politica intrapresa nel 1968, quando fondò il Fronte Nazionale, con l’aspirazione di creare uno Stato forte, in contrapposizione ai condizionamenti all’azione di governo e alla democrazia, che l’Italia subiva dall’avanzata dell’estrema sinistra e del sindacato comunista.
Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, tentò un fantomatico e mai accertato colpo di stato alla guida di un gruppo di fedelissimi. A seguito del fallito e supposto golpe di cui non emersero tracce, fu ricercato dalla polizia e si rifugiò in Spagna e il 26 agosto 1974 morì a Cadice.
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