Ignorato il Convegno su Giovanni Gentile organizzato al centro Pannunzio
Da circa 60 anni il Centro Pannunzio, si impone quale una delle istituzioni culturali più prestigiose del Piemonte e dell’Italia, nato con l’obiettivo di promuovere i valori democratici, liberali e civili ispirati al pensiero e all’opera di Mario Pannunzio, figura centrale della cultura italiana del Novecento.
Tra le altre rilevanti iniziative recentemente intraprese, Lunedì 11 novembre 2024, al Collegio San Giuseppe, il Centro “Pannunzio” ha organizzato un Convegno dal titolo “Giovanni Gentile: delitto politico o giustizia partigiana?” a 80 anni dall’assassinio del filosofo, a cui parteciparono gli studiosi Hervé A. Cavallera, Carla Sodini, Valter Vecellio, Gianni Oliva, Pier Giuseppe Monateri, Nino Boeti, Luciano Boccalatte, Maria Grazia Imarisio e Giuseppe Parlato.

Convegno prestigioso a ingresso libero per promuovere la diffusione della cultura e delle vicende storiche del nostro Paese, senza alcuna barriera o preclusione.
Con riferimento all’ampiezza del convegno e alle ingenti spese sostenute, il presidente del Centro Pannunzio, Professor Pier Franco Quaglieni, esprimendo la propria amarezza, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Presidente della Regione Alberto Cirio e per conoscenza all’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli, in cui, tra l’altro sostiene:” Con somma sorpresa apprendo oggi con una pec che la Regione Piemonte non contribuirà con un solo euro al sostegno finanziario di tale iniziativa che “è ammessa al contributo, ma non finanziabile per carenze di risorse” mentre altre realtà, sostiene il professor Quaglieni, “forse meno qualificate culturalmente, hanno ricevuto contributi non insignificanti”
Nel frattempo il consigliere regionale Laura Pompeo ha presentato un’interrogazione per sapere dall’Assessore regionale alla Cultura per quali motivi non sia stato concesso un contributo regionale al convegno riguardante Giovanni Gentile,” una figura complessa e importante della filosofia italiana, finalizzato a stimolare un dibattito critico sul suo pensiero e sul contesto storico in cui operò, organizzato dal Centro Pannunzio, una delle istituzioni culturali più prestigiose del Piemonte e dell’Italia” .
Interpellata nel merito, il consigliere Pompeo ha dichiarato: “Attendo dall’Assessore alla Cultura una risposta in tempi rapidi per chiarire i motivi dell’esclusione di questo importante momento di confronto dai contributi regionali”.
Forse il rodaggio del neo assessore alla Cultura è ancora in corso?
