Polizia nuovamente nel mirino dei manifestanti pro-Ramy. Quanta tolleranza può ancora avere lo Stato?
La vicenda del Corvetto continua a tener banco nel dibattito del nostro Paese e, purtroppo, certa Sinistra sta approfittando della questione per aizzare i manifestanti contro le Forze dell’Ordine e chi indossa una divisa.
Poco più di mezz’ora fa il “Corteo per Ramy a Roma” è sfociato in gravissimi scontri tra i partecipanti e la Polizia. I cronisti presenti sul posto dicono che “dopo il lancio di bombe carta, bottiglie e fumogeni contro le camionette” le Forze dell’Ordine hanno reagito caricando i partecipanti.
E’ importante dire che le Forze dell’Ordine hanno fatto bene e che, visto il clima che vige dalla sera in cui Ramy Elgaml è deceduto in quel del Corvetto, a Milano, i cosiddetti “nuovi” italiani hanno alzato un po’ troppo il tono e un Paese civile non può permetterlo.
Dal 24 novembre 2024 – sera nella quale l’Elgaml ha perso la vita per esser salito sullo scooter con Fares Bouzidi, che materialmente non si è fermato all’intimazione dell’ “Alt” dei Carabinieri – di tempo ne è trascorso e tutto questo è inaccettabile.
Muoiono soggetti ogni giorno.
Sono morti anche membri delle Forze dell’Ordine per mano di immigrati ma, al contrario, nessuno ha mai preso a bombe carta, bottigliate e fumogeni gli immigrati che incontrava per strada. Bisogna smetterla con la retorica sterile e senza senso.
La vita di Ramy Elgaml non valeva di più di quella del Vicebrigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, di Pamela Mastropasqua, o di quella delle tante, troppe, donne violentate negli anni da immigrati che in Italia vivono un senso di impunità senza eguali.
Eppure stasera, in Piazza dei Sanniti, nel Quartiere San Lorenzo di Roma, ci sono stati scontri degni di una vera e propria guerriglia urbana. Come può il Governo continuare a tollerare ciò?
In tanti continuano a chiedersi se non sia il caso di identificare tutti i partecipanti ed inserirli in una “black list” dalla quale attingere qualora questi chiedano la Cittadinanza Italiana, un mutuo, o altro.
Non si può tenere all’interno del Paese della gente che odia la Costituzione e quanti indossano una divisa per salvaguardarne i dettami.
La Magistratura sta facendo le indagini per capire “se”, “come” e “quando” si sono svolti i fatti al Corvetto. Spetta ai giudici accertare cause e responsabilità. I facinorosi non possono mettere a ferro e fuoco le nostre città e, se lo fanno, ne devono pagare le conseguenze.
Come ben dice l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace ad oggi una sola cosa è certa: ad uccidere Ramy è stato il suo amico Fares decidendo di non fermarsi all’“Alt” dei Carabinieri e mettendosi a correre come un ossesso fra le strade di Milano, tra strade a senso unico e semafori non rispettati.
Parlare di “Razzismo di Stato” denota profonda ignoranza e latente malafede in un Paese che, suo malgrado, ospita una quantità abnorme di immigrati che, poi, fanno quel che fanno ed affollano le sue carceri.
“Civico 20 News”, ancora una volta, esprime sostegno e solidarietà a quanti prestano servizio nelle Forze dell’Ordine a difesa della sicurezza collettiva.

Ha ragione l’avv. Bernardini De Pace! Perché non si parla del guidatore della moto? È lui che guidava come un pazzo e ha fatto cadere Rami! Che c’entra la polizia? Poi basta con queste sceneggiate stupide delle manifestazioni a sostegno di Rami!! Sono tutte pilotate dalla sinistra che organizza gli studenti meno seri e li carica di odio per la polizia e per l’Italia