La Palestina fa discutere. I Missionari Comboniani del Cuore di Gesù denunciano la violenza contro i civili di Gaza.
La situazione bellica che vige in Medio Oriente sta creando dibattito, iniziative e discussioni. Tutto importante visto che l’opinione pubblica e la libertà d’espressione sono sacrosante e sale della democrazia.
Oggi, onorando il giorno sacro per i Cristiani, la domenica, pensiamo sia giusto dar spazio all’opinione dei Figli del Sacro Cuore di Gesù – conosciuti come Missionari Comboniani del Cuore di Gesù – che, mediante una Dichiarazione ufficiale del Consiglio Generale hanno denunciato “con fermezza ogni forma di violenza contro i civili, ovunque essa si verifichi”.
Ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza, nel territorio occupato di Palestina, sta creando forti dibattiti e non poche frizioni fra i cittadini di tutto il mondo.
I Missionari Comboniani, mediante il loro Consiglio Generale, tengono a dire: “Esprimiamo con profonda commozione il nostro dolore per la tragedia che continua a colpire il popolo palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza. Ogni vita spezzata, ogni bambino ferito, ogni famiglia distrutta rappresenta una ferita aperta per l’intera umanità”.
Parole forti che i religiosi fondati nel XIX secolo dal vescovo Daniele Comboni, pronunciano con fermezza e senza remore.
I missionari, sulla scia della maggioranza dilagante nella Chiesa, spiegano che “nessuna giustificazione può cancellare il diritto alla vita, alla dignità, alla pace” e si uniscono “al grido silenzioso di chi ha perso tutto, ma continua a sperare nella giustizia” perché, a loro dire, “la solidarietà non è solo un gesto: è un impegno concreto per un futuro diverso”.
Concetti importanti, figli di una Dottrina Sociale della Chiesa corposa, ispirati da una situazione di dolore e morte che alberga nel medio Oriente.
I Missionari Comboniani insistono “Chiediamo il cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi e il pieno accesso agli aiuti umanitari. Ogni giorno senza pace è un fallimento per l’intera comunità internazionale e uno sfregio alla nostra umanità condivisa”.
E’ normale che i membri di un Istituto di Vita Consacrata chiedano il “cessate il fuoco” e il “pieno accesso agli aiuti umanitari” perché per chi ha consacrato la propria vita al Signore, nella Chiesa, la vita umana è sacra ed inviolabile.
Infatti i Missionari Comboniani precisano: “Come figli di Dio e fratelli di tutti, non possiamo restare indifferenti di fronte a tanto dolore”.
E’ difficile non concordare quando i figli di Daniele Comboni dicono che “Gaza merita vita, non distruzione; anela alla pace, non alla guerra”. Sarebbe bello, però, che i Figli del Sacro Cuore di Gesù esprimessero anche qualche considerazione sul terribile attentato terroristico compiuto dai palestinesi, ai danni dello Stato di Israele, il 7 ottobre 2023.
Bisogna sempre ricordare che – se si è giunti al terribile scenario odierno in quel di Gaza – il 7 ottobre 2023 “Hamas e altri gruppi terroristici hanno compiuto un attacco improvviso penetrando in territorio israeliano lungo il confine con la Striscia di Gaza, provocando la morte di circa 1200 persone, di cui 800 civili”.
A dirlo non sono i giornalisti ma il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per bocca del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Antonio Tajani, “Forza Italia”.
Lo Stato di Israele, probabilmente, secondo alcuni, sta esagerando nella risposta e sta compiendo atti di cui, prima o dopo, dovrà rispondere.
Il fatto, non trascurabile, però, è che il terrorismo di natura islamica non ha alcuna intenzione di fermarsi e che, comunque la si pensi, ha cagionato migliaia di morti in tutto il mondo con attentati e stragi.
Lascia sempre perplessi il fatto che dal Vaticano arrivano pesanti condanne contro chi si difende – in modo sicuramente eccessivo – ma mai contro chi attacca, terrorizza e mette in ginocchio civili inermi, intenti a vivere un momento di gioia e spensieratezza.
La guerra è sempre sbagliata, deprecabile, ingiustificata ma – se si vuole essere onesti – non si può non condannare, con forza e fermezza, ciò che ha scatenato questo conflitto, ossia l’attentato terroristico di matrice islamica del 7 ottobre 2023.
Ignorare l’atto scatenante di un conflitto equivale a mettere la testa sotto la sabbia, come fanno gli struzzi, e a parteggiare per una delle parti in causa. Con questi presupposti l’azione diplomatica si allontana e, con essa, anche la pace.

Già il 19 settembre 2023 “un’informativa dell’Unità 8200, il reparto d’élite d’intercettazione dell’intelligence militare specializzata in signal intelligence, aveva scoperto che Hamas preparava un’operazione di intrusione nel territorio di Israele e si esercitava alla presa di ostaggi”, ma nonostante ciò fu dato lo “strano ordine” di fermare le pattuglie nella zona della recinzione di confine con la Striscia di Gaza dalle 5:20 alle 9 del 7 ottobre 2023. La testimonianza è del combattente della Brigata Golani, Shalom Sheetrit (ci si augura sia ancora vivo).
Risulta semplicemente impensabile credere al fallimento dell’intelligence come causa del blackout securitario che causò i massacri. O stupidità o malafede.
Il punto cruciale della irreformabilità della questione Israele – Palestina sta, a mio parere, nell’ODIO RECIPROCO (di origine religiosa da parte dei maomettani, perché sterminare fino all’ultimo Ebrei e Cristiani è UN COMANDAMENTO di Allah – Maometto) che brucia Israeliani e Palestinesi, senza che si possa trovare via d’uscita per una VERA pace fra i due popoli nemici giurati… Riconosco anche che la situazione è sempre così intricata e praticamente impossibile da districare, che solo l’Onnipotente Misericordia e Gr6azia di Dio può operare, con un immenso miracolo, il cammino della Giustizia e della Verità!
Carissimo Claudio, hai perfettamente enucleato la questione, con uno sguardo attento e rigoroso alle VICENDE RELIGIOSE che sono la vera ragione del conflitto.
Purtroppo la narrazione di un PRESUNTO GENOCIDIO denota la profonda ignoranza di chi ne parla visto che negli ultimi decenni la popolazione della striscia di Gaza è pressoché triplicata.
Oltretutto – e nell’Italia garantista le cose stanno così – non si può parlare di GENOCIDIO sino a quando questo non verrà decretato dal Tribunale Internazionale dell’Aja con sentenza definitiva. Il resto è odio contro gli ebrei, antisemitismo che viene maldestramente mascherato da antisionismo.
Se si conoscesse la Bibbia, se si fosse studiato l’Antico Testamento, si capirebbe meglio la situazione.
Pur essendo d’accordo che i fatti del 7 ottobre siano da considerare un esecrabile attacco terroristico, ritengo che la guerra israeliano-palestinese non sia iniziata in quella data, ma decenni prima con varie fasi tutte egualmente esecrabili. I fatti terroristici e i conseguenti genocidi non sono azioni giustificabili mai e in nessun luogo.
Ritengo, inoltre, che trovare delle valide ragioni che possano rendere lecite azioni che giustifichino atti di terrorismo o risposte spropositate che comprendano massacri di civili di donne, vecchi e bambini non sia un atteggiamento accettabile.
Suggerirei di limitarci ai fatti, con equilibrio e senso della Giustizia. Essere favorevoli o giustificare azioni di guerra prive di alcuna natura etica, significa, implicatamente, oltrepassare il limite.
concordo con te Elia e con Claudio riguardo alla causa della guerra, cioè l’attentato del 7 ottobre. Cconcordo anche con Giancarlo che dice che la radice della guerra è ben più antica. Ma ciò che ripugna di più è l’interferenza anglo-massonica che ha motivi antichi di occupazione ed influenza sui territori, ma soprattutto che ha ora: secondo il progetto Kalergi si vuole meticciare i popoli affinché perdano la loro identità e cultura e diventino una massa ignorante e sfruttabile a basso costo. Per questo i governi europei smaniano per Gaza e non parlano mai del fatto che Hamas usa come scudi umani i palestinesi civili; gli israeliani colpiscono dove i loro droni segnalano la presenza di Hamas e se essi si nascondono nelle scuole e negli ospedali, i bastardi assassini sono loro; certo gli israeliani non sono mammolette, ma gli ignoranti europei, turlupinati da giornali di parte, credono che il genio del male sia solo Netaniahu, mentre invece la radice del male è Hamas. e la falsa chiesa parteggia per hamas che fa il gioco dei massoni; ecco un bel giro di colpe. e la causa è sempre la massoneria mondialista