Un atto indegno di ignoranti
Venerdì, 3 ottobre 2025, a Roma, qualcuno durante le dimostrazioni pro-Palestina ha lordato la statua di KAROL WOJTYLA con la scritta “fascista di m…” corredata dal simbolo comunista della falce e martello
L’autore del gesto è sicuramente un alunno di cattivi maestri odiatori di professione della Religione, di imbonitori che calcano le cattedre, comandano nei partiti, nelle redazioni dei giornali, nel le massonerie dei gruppi anonimi dell’alta finanza, che sanno in ventare parole magiche come “fascismo”, “patriarcato”, “genocidio”… per poi darle in pasto a torme di ragazzi che, ingenui e contenti, lasciano le aule e scorazzano per le strade…; ma sono certo che non è un “odiatore” ché l’odio presuppone, comunque, una “intelligenza” anche se diabolica che a lui manca; insomma è soltanto un povero ignorante esecutore di ordini (Giorgia Meloni a tal proposito, ha giustamente parlato di “un atto indegno di ignoranti”; v. Avvenire, 5 ottobre 2025). 
Altro dovrebbe fare il nostro “eroe” se veramente volesse emergere; magari andare a Budapest per bastonare i “fascisti” e lì farsi arrestare dai cattivi poliziotti magiari per essere, poi, eletto al Parlamento Europeo nelle liste del partito post-comunista dei Verdi, come è accaduto ad una tizia maestra sconosciuta che ora può vedersi esaltata su tutti i giornali e, soprattutto, godere di un lauto stipendio (12 mila euri mensili!) e sicura carriera; o, meglio ancora, prenotarsi un posto su un veliero della Flotilla per una crociera nel Mediterraneo orientale e raccontare, poi, di essere stato torturato dagli ebrei… Ma fin quando si limiterà a vergare di notte scemenze sulle statue dei Santi, di sicuro non ne caverà nulla. Poveretto!
Aggiungo subito che il fatto non mi meraviglia più di tanto. Di questi ragazzotti che hanno lordato la statua di Papa Wojtyla, che giocano alla guerra contro la polizia sapendo di essere impuni ti e perfino difesi da qualche presidente, che aggrediscono le sedi di “Pro Vita e Famiglia”, che impediscono con la forza libere conferenze in difesa della vita al grido “fuori i cattolici dall’Università!” (28-XI-2024), che ogni giorno invocano l’antifascismo dopo che il fascismo è morto 80 anni fa, che occupano scuole, bloccano stazioni e aeroporti, sfondano vetrine come tutti abbiamo potuto vedere…, di questi ragazzotti io ho conosciuto bene i nonni, quando nel “68”, giovane e forte, ero protagonista sulle “barricate” nelle università e correvo le strade e le piazze di Milano; ho visto allora il drappo rosso con falce e martello nell’Aula Gemelli all’Università Cattolica, i Crocifissi frantumati e buttati nelle latrine, la bandiera americana e il tricolore italiano bruciati nelle piazze.
Protagonisti erano i “bravi ragazzi” di allora, maestri-imbonitori dei “bravi ragazzi” di adesso, con la differenza che quelli possedevano nel loro dna ancora una residua cultura umanistica anche se volevano disfarsene prima possibile perché “borghese” – ricordo una collega insegnante di Italiano sedicente di Sinistra, che non aveva letto i “Promessi Sposi” e non si vergognava di farcelo sapere! –, questi, i manifestanti di ora, figli e nipoti di coloro, sono soltanto dei poveretti “analfabeti post-sessantottini” che non sanno ripetere neanche un verso di una poesia… ma hanno imparato bene l’odio alla Religione e a tutto ciò che da Essa discende nella società.
Io, comunque, – quidam de populo, cioè classico “signor nessuno” – cattolico da sempre, per quello zero-virgola che possono valere le parole che vado dicendo, voglio esprimere con tutto l’animo, il mio sdegno per tale gesto ignobile; lo scrivo per dare sfogo ad una spinta del cuore, farlo sapere anche ai cinque lettori dei miei “foglietti” e – soprattutto – per rendere omaggio a un grande uomo e grande papa oltraggiato la cui vita tutti abbiamo conosciuto e che la Storia ricorderà nei secoli futuri.
Carmelo Bonvegna
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