L’Esercito della Salvezza sempre in prima linea nel vivere il Vangelo.
Venerdì 17 ottobre 2025 è stata la Giornata Internazionale per l’eliminazione della povertà istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 e si celebra per promuovere la consapevolezza e l’impegno globale contro la povertà in tutte le sue forme.

La Responsabile nazionale comunicazioni e fundraising “Esercito della Salvezza” in Italia, Capitano Valentina Castaldo, ci fa sapere che “in un’Italia che cambia, anche la povertà cambia volto. Oggi non sempre si mostra con evidenza: può celarsi dietro chi lavora ma non riesce a vivere dignitosamente, dietro chi si prende cura di un familiare malato, o dietro una famiglia che affronta tutto da sola“.
Quanta verità in queste parole. Come rimanere insensibili dinanzi a queste asserzioni? Impossibile se si ha un minimo di cuore.
Il Capitano Castaldo spiega che “sono povertà nuove, spesso invisibili, che chiedono ascolto e risposte concrete“.
Si tratta, e chi fa cronaca lo sa, di forme di povertà che stanno mettendo in ginocchio tanti italiani. Le file a “Pane Quotidiano“, a Milano, e nelle varie mense “Caritas” d’Italia sono l’immagine plastica di ciò di cui stiamo parlando.
Ecco perché il Capitano Castaldo tiene a comunicare: “noi dell’Esercito della Salvezza, ogni giorno ci impegniamo per riconoscere e sostenere i bisogni nascosti del nostro Paese. Nel solo 2024, abbiamo assistito 37.670 persone in diverse regioni d’Italia: lavoratori in difficoltà, caregiver familiari, minori vulnerabili e famiglie monoparentali“.
Numeri grandi, non marginali, storie di vite, persone, anime, che non ci possono rendere insensibili ed indifferenti.
Col Capitano Castaldo dobbiamo ammettere che “questi numeri raccontano l’impegno di una rete fatta di amore, dedizione e speranza. Ma raccontano anche una realtà che chiede di essere vista, capita e accolta. Crediamo che una società sana nasca dall’amore e dal sostegno reciproco“.
In questo 2025, in un pianeta ricco di conflitti armati e contese geopolitiche, fa specie sentir parlare di “amore” e “sostegno reciproco“. Non ci siamo più abituati.
Fa bene al cuore quando dall'”Esercito della Salvezza” dicono: “vogliamo rinnovare il nostro impegno per costruire comunità più giuste, inclusive e solidali“.
La speranza è che l’Unione Europea, il Governo Italiano, le Regioni e i Comuni facciano loro questo enunciato e si adoperino concretamente per “costruire comunità più giuste, inclusive e solidali“.

Io ci spero poco. Abbiamo il riarmo a cui pensare. C’è poco spazio per la vera solidarietà in un momento in cui tutti credono solo nel do ut des e nella sete di conquista o di distruzione dell ‘avversario
Cara Margherita, è assai singolare che ci debba pensare l’Esercito della Salvezza e non la politica.