Milano, i Sindacati fanno un passo avanti per il settore delle consegne a domicilio. “Esselunga” ha capitolato.
Come vi abbiamo detto qualche giorno fa, precisamente il 24 luglio 2025, i lavoratori del trasporto hanno incrociato le braccia contro il colosso della grande distribuzione “Esselunga”. 1.200 lavoratori sono entrati in sciopero e hanno fatto sentire la loro frustrazione dinanzi ai cancelli del polo logistico di Pioltello, a Milano.
Oggi, avendo seguito da vicino, passo passo, tutta la vicenda, siamo in grado di dirvi che “in data 31 luglio 2025, si è sottoscritto un importante accordo tra le società Deliverit Srl, B&V Logistics Srl e Cap Delivery Srl e le Organizzazioni Sindacali” per “rafforzare e qualificare il settore delle consegne a domicilio per Esselunga, accompagnando le trasformazioni in atto e garantendo migliori condizioni di lavoro, sicurezza e relazioni industriali, retributive e normative”.
Una notizia assai positiva in un momento nel quale il mondo del lavoro vacilla per via dell’annuncio dei dazi provenienti dagli USA, della situazione siderurgica dell’ex-ILVA a Taranto, e per la cessione del colosso “IVECO” all’indiana “Tata Motors”.
Dalla FILT-CGIL di Milano ci fanno sapere che “questa intesa impone standard elevatissimi di legalità, solidità economico-finanziaria e rispetto delle normative per i fornitori attuali e futuri; si rafforza un sistema relazionale di confronto tra le parti, attraverso incontri nazionali e territoriali che monitorano l’applicazione dell’accordo e affrontano prontamente ogni problematica emergente”.
La parte più rilevante – almeno a nostro avviso – è quella in cui si “disciplinano in modo chiaro e preciso le attività e le condizioni di lavoro del personale viaggiante, con particolare attenzione alle consegne in regime di discontinuità, garantendo strumenti di tutela come indennità di trasferta, formazione continua e sistemi all’avanguardia per le consegne ai piani, assicurando così un futuro più sicuro, equo e rispettoso per tutti i lavoratori”.
Questo è un punto molto importante visto che era stato proprio uno degli autisti che consegnano la spesa per “Esselunga” a lamentare come “molte persone stanno al quarto piano, senza ascensore, e noi, come muli, dobbiamo salire a portare la spesa: acqua da due litri, sabbia del gatto, robe pesantissime”.
Grazie all’intervento dei Sindacati “le aziende implementeranno l’adozione di ausili tecnologici all’avanguardia (sali scale elettrici e a batteria, oppure motorizzati di ultima generazione) per coadiuvare gli operatori nella consegna, volti a diminuire complessivamente i carichi di lavoro”.
Sempre sul fronte della Salute e della Sicurezza dei lavoratori si è sancita “l’istituzione delle Commissioni Paritetiche territoriali per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, che avranno il compito di monitorare e aumentare gli standard di sicurezza applicati durante l’attività del lavoratore anche attraverso le modalità operative presenti nell’accordo”.
Di importante rilievo anche il fatto che “in caso di avversità meteo (allerta rossa) le parti hanno stabilito una riduzione dei carichi di lavoro, ovvero una riduzione del numero dei giri nonché l’eventuale sospensione di quelli la cui zona di consegna sia impattata dalle condizioni climatiche avverse”.
Va detto con chiarezza che, nonostante un primo atteggiamento di arroganza e predominanza, il comparto della logistica che opera per “Esselunga” ha dovuto addivenire a più miti consigli prendendo atto che “l’applicazione della disciplina contenuta nell’accordo è unica e inscindibile” e che “l’accordo avrà validità fino al 31 agosto 2028”.
Non siamo abituati a narrare vittorie sindacali. Abbiamo, negli anni, visto un sindacato sempre più prono alle Parti Datoriali e sempre meno incline a tutelare, per davvero, il lavoratore.
FILT-CGIL Milano e Lombardia, va detto, ha invertito la tendenza e dimostrato che – se c’è la volontà – il lavoratore si può tutelare.
Ecco perché è bene sottolineare – a mo’ di chiosa – che “questo nuovo accordo rappresenta un passo importante verso una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori consolidando un quadro normativo stabile e garantito per il periodo triennale, con un confronto continuo tra le parti firmatarie dell’intesa, per rispondere prontamente alle esigenze dei lavoratori”.
Per una volta lo sciopero è servito e si è dimostrato che non sempre i datori di lavoro hanno ragione.
