La Francia punta sulla salute pubblica e sulla tutela dei minori. L’Italia ha una legge che sarebbe valida ma che nessuno fa applicare.
Più volte si è parlato del tabagismo e del grave abbandono di mozziconi di sigaretta sul suolo pubblico, con il conseguente inquinamento ambientale e delle falde acquifere.
In Italia ci sarebbe la Legge 28 dicembre 2015, n. 221 che, fra le altre cose, dice: “è vietato l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul suolo, nelle acque e negli scarichi”. Una legge poco conosciuta, ignorata e non applicata dalla maggior parte dei Comandi di Polizia Locale.
Il Legislatore, però, ha sancito che “Chiunque viola il divieto è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a euro centocinquanta. Se l’abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da fumo di cui all’articolo 232-bis, la sanzione amministrativa è aumentata fino al doppio”.
Purtroppo in molti si lamentano dell’inciviltà e della mancanza di rispetto dei tabagisti ma nessuno – o comunque molto pochi – fa niente. Eppure i mozziconi di sigarette contengono 4.000 sostanze nocive e cancerogene.
In Francia, poco dopo il confine con il Piemonte, invece, si è giunti a decisione seria e determinante: “Fumare in spiaggia, in un parco, sotto una pensilina dell’autobus o davanti a una scuola superiore è ufficialmente vietato”.
La Redazione di “ANSA” sostiene come “questo divieto, volto a proteggere i minori, non si applica alle terrazze di bar e ristoranti, con grande costernazione dei gruppi antifumo”.
Si poteva fare di più? Senza dubbio. Il problema è che mentre la Francia sanziona chi fuma nelle “immediate vicinanze di biblioteche, impianti sportivi (stadi, piscine, ecc…), scuole o strutture che accolgono minori”, l’Italia dorme bellamente dinanzi al problema.
Il Ministro della Salute francese, Catherine Vautrin, senza paura di essere impopolare, ha detto: “qualsiasi violazione potrà essere punita con una multa a partire da 135 euro, ma che può arrivare fino a 750 euro. Dove ci sono bambini, il tabacco deve sparire. Un parco, una spiaggia, una scuola, sono luoghi per giocare, imparare, respirare”.
Bisognerebbe dirlo anche a quei luoghi comunali, come ce ne sono a Cuneo, dove il cattivo esempio arriva proprio da chi li gestisce, luoghi nei quali mancano addirittura i cartelli che vietano il fumo e che, contravvenendo alle norme vigenti, non indicano il nome di colui che deve procedere alla sanzione.
Parigi, e la Francia tutta, vogliono perseguire un obiettivo ambizioso: “Una generazione libera dal tabacco entro il 2032”. Ci riusciranno?
Il tempo darà risposta e contezza. Intanto, va riconosciuto, In Francia ci stanno provando.
