La Federazione Russa, per bocca di Sergey Lavrov, chiede il cessate il fuoco in Medio Oriente.
Il mainstream dell’informazione, ad ogni occasione propizia, parla dell’incontro che vi sarà fra il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald J. Trump, per trovare un accordo relativo alla fine delle ostilità in Ucraina.
Non si dice però che il Ministero degli Affari Esteri russo, nella persona del Ministro Sergey Lavrov, si è pronunciato in modo chiaro sulla pace in Medio Oriente, valutando che nell’“enclave palestinese ci sono tutti i segni di una catastrofe umanitaria”.

Sulla base di ciò, il Ministro Lavrov, dopo essersi consultato con il Presidente Putin, ha dichiarato: “La Russia riafferma la sua continua posizione sulla necessità di un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza, del rilascio di tutti gli ostaggi e detenuti e del ripristino del libero accesso umanitario”.
Il cessate il fuoco in Medio Oriente è fondamentale.
Non si può continuare a vedere ciò che si vede da circa due anni. E’ fondamentale che il gruppo terroristico “Hamas” si arrenda, deponga le armi, smetta di usare la popolazione civile come scudo umano e restituisca i pochi ostaggi, illecitamente detenuti, ancora in vita, al legittimo Stato di Israele.
La Federazione Russa pone sul tavolo della diplomazia internazionale una questione: “Mosca crede fermamente che non ci sia alternativa alla soluzione del problema palestinese su una nota base giuridica internazionale con un principio centrale dei due Stati che prevede la creazione di uno Stato palestinese indipendente entro i confini del 1967 con la sua capitale a Gerusalemme Est, coesistendo in pace e sicurezza con Israele”.
Sulla questione ci sono diverse posizioni – com’è giusto che sia – ma la cosa che più conta è che si metta fine alla contesa fra i due Popoli e si stronchi – una volta e per sempre – il gruppo terroristico “Hamas”.
Lo Stato di Israele ha diritto ad esistere e non può essere oggetto di minacce continue, e continuate, dell’Iran e dei vari Paesi animati da teocrazie islamiche.
Non è possibile, nel 2025, sentir dire – come hanno fatto i Pasdaran – che la loro strategia “è spazzare via Israele dalla mappa geografica”.

E’ impossibile dimenticare quando, con grande violenza e cattiveria, il vice comandante dei Guardiani della Rivoluzione dell’Iran, noti come Pasdaran, Generale Hossein Salami, disse: “Annunciamo che se Israele intraprenderà un’azione per scatenare una guerra contro di noi, ciò porterà sicuramente alla sua eliminazione e alla liberazione dei territori occupati. Gli israeliani non avranno nemmeno un cimitero in Palestina per seppellire i loro cadaveri”.
Dinanzi a parole come queste vengono i brividi. Come si può parlare di eliminazione di un Popolo e di impossibilità, per lo stesso, di poter seppellire i propri morti?

Bene è che il Ministro Lavrov abbia postulato il cessate il fuoco. Bisogna che anche l’Organizzazione delle Nazioni Unite, ONU, faccia la sua parte.
A cosa servono gli Organismi Internazionali se poi non espletano le funzioni per cui sono nati?
Dispiace dirlo ai “russofobi” e agli odiatori del Cremlino ma Vladimir Putin sta lavorando per la pace e lo sta facendo con coerenza e perseveranza.
