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Una strage di alberi nell’area verde del Centro detentivo di corso Brunelleschi a Torino: “Ragioni di sicurezza”
Torino. Del governo da record ancora non abbiam ben capito la politica sui migranti – tra velleitari “espatri albanesi” e mega-regolarizzazioni bengalesi per soddisfare le esigenze schiavistiche dei padroni delle piattaforme multinazionali di delivery –, ma stavolta ci sono andati di mezzo gli alberi…
Per “controllare meglio” (disse il lupo cattivo a Cappuccetto Rosso) il famigerato CPR di corso Brunelleschi, disponendo barriere e/o “piste di visibilità”, la Prefettura ha ordinato in estate ed eseguito ad oggi massivi abbattimenti di piante ad alto fusto in quell’area demaniale: lo scempio risultante è chiaramente illustrato dalle foto qui pubblicate, fornite alla redazione dagli abitanti della zona.

Nessuno era stato nemmeno informato o consultato in merito, né si sono scomodati a coinvolgere le istituzioni rappresentative dei residenti; senza spiegazioni e nonostante la ferma contrarietà di Comune e Circoscrizione 3 (che da tempo immemorabile lamenta il degrado interno ed esterno del Centro detentivo, luogo di proteste, evasioni e persino incendi, e ne chiede la chiusura e la riconversione civile per il quartiere), si è dunque proceduto militarmente a un intervento di taglio dal forte impatto ambientale: in piena crisi climatica, con anomalie meteo-termiche estreme, caldo ed afa davvero insopportabili, si decide così di sottrarre ai cittadini ulteriore ombra ed ossigeno.
Con la solita scusa della sicurezza, ci tolgono pure l’aria per respirare!
(e.s.l.)
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