Sinistra ridicolizza il Parlamento
“Cuneo per i Beni Comuni” non riesce proprio a digerire il “Decreto Sicurezza”. Il fatto che il Governo Meloni osteggi criminali e irregolari non piace ai bolscevichi della Granda.
Il 2025 ha visto licenziare il “Decreto Sicurezza” che il Governo Meloni aveva ampiamente promesso in campagna elettorale. La Destra, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha dimostrato di essere in grado di mantenere la parola data.
La cosa non è piaciuta agli attivisti della lista civica “Cuneo per i Beni Comuni” – accozzaglia di Sinistra che riunisce, fra le altre “Rifondazione Comunista”, “Potere al Popolo”, “Verdi” – che infatti si sono prodigati a dirsi “Contro il Decreto Sicurezza” perché “quando la paura diventa legge, i diritti si fanno più fragili”.
Dalle parti di “Cuneo per i Beni Comuni” si insiste: “Il cosiddetto Decreto Sicurezza non è solo una misura amministrativa. E’ un segnale culturale e politico preoccupante: quello di uno Stato che sceglie di rispondere alla complessità con la semplificazione autoritaria, che scambia il controllo per giustizia, e che preferisce la repressione al dialogo”.
Intanto ai difensori dei “Beni Comuni” andrebbe ricordato che lo Stato ha la potestà della coercizione e che, quando si trova dinanzi orde di immigrati che delinquono, ha il dovere di reprimerne l’azione.

Ma nulla, i “compagni de noantri” perseverano: “Parliamo di una visione di società in cui si limitano le libertà di associazione e manifestazione; si irrigidisce il controllo sulle piazze e sul dissenso; si delegittimano pratiche di solidarietà e partecipazione; si rafforza una logica emergenziale, che mette ordine pubblico davanti a diritti fondamentali. In nome della “sicurezza”, si riducono gli spazi di democrazia”.
Ai profeti dei “Beni Comuni” andrebbe rammentato che esiste un diritto fondamentale che è quello dei Cittadini Italiani di poter vivere in sicurezza a casa loro. Non è possibile assistere a casi quotidiani di furti con strappo, scippi, molestie, risse, spaccio di droga, … in pieno giorno, da parte di soggetti che l’ex Presidente della Camera, Laura Boldrini, valorizzò come “risorse”.
Perché è verissimo che “sicurezza vera è poter vivere senza paura” ma è altrettanto vero che gli italiani non devono rinunciare alla loro libertà.

E, invece, ci sono tanti Cuneesi che hanno paura a transitare in Corso Giovanni Giolitti, Via Silvio Pellico, Piazzale Libertà, Via Antonio Meucci, Via Sebastiano Grandis, per non parlare, poi, di Via Bongioanni – Quartiere Gramsci – dove, per via del dormitorio della Croce Rossa Italiana c’è bivacco pressoché fisso o di Via Beppino Nasetta dove il Questore ha dovuto emettere un Decreto ai danni di un immigrato pericoloso che ora, per fortuna, è al CPR di Torino.
Nonostante questo dai tutori dei “Beni Comuni” fanno sapere che non possono accettare in silenzio il “Decreto Sicurezza” perché – a loro dire – “colpisce il principio stesso di cittadinanza, rende tutti più vulnerabili, normalizza l’idea che i diritti siano un lusso, non una base comune”.
La demagogia, l’ideologia, la miopia che albergano negli ambienti della Sinistra cuneese sono imbarazzanti soprattutto quando essa arriva a dire: “Le forze democratiche si assumano la responsabilità di difendere i diritti civili di tutti, non solo dei più visibili o dei più forti. Perché oggi più che mai, diritti e libertà non vanno dati per scontati. E quando si comincia a toglierli a qualcuno, prima o poi tocca a tutti”.
Agli ideologi di “Cuneo per i Beni Comuni” andrebbe rammentato che il “Decreto Sicurezza” non è stato imposto – come invece accadde per i DPCM di “Giuseppi” – ma è stato regolarmente votato dai Deputati alla Camera e dai Senatori al Senato, con ampia maggioranza, dopo congrua dissertazione, senza imposizione o coercizione.

Può non piacere, per carità, può esser ritenuto eccessivo, ci mancherebbe, ma “le forze democratiche” si sono assunte la responsabilità di licenziare il “Decreto Sicurezza” per spuntare le armi di manigoldi, delinquenti, criminali, spacciatori, e dar più poteri e maggiori tutele ai Servitori dello Stato, a Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, ecc…
Il “Decreto Sicurezza” è perfetto? Sicuramente no. E’ perfettibile? Sicuramente sì.
“Cuneo per i Beni Comuni” ha la possibilità, nel Paese democratico quale l’Italia è, di vincere le prossime elezioni, andare a Palazzo Chigi e fare tutte le leggi che ritiene congrue alla “libertà civile”, ai “diritti per tutti”, alla “Costituzione viva”.
Sino ad allora dovrà osservare le Leggi dello Stato, riconoscere il “Decreto Sicurezza” e fare ciò che il nostro Ordinamento prevede. Il bello della democrazia è che governa chi vince.
Si vogliono cambiare le cose? Si vincano le elezioni!

Mio padre diceva sempre che i sinistri “ mentono sapendo di mentire “ e mi sa che sia vero. Come si può scambiare una giusta regolamentazione con la repressione lo sanno loro che mentono sapendo di mentire. Come può una società svilupparsi culturalmente e socialmente senza regole lo sanno loro che mentono sapendo di mentire Non si può nemmeno parlare e discutere per arrivare a comprendersi con chi mente sapendo di mentire. È un muro di gomma che danneggia tutta la società, ma è inutile parlare con chi continua a sostenere cose sbagliate e false; dobbiamo solo continuare a creare leggi che regolino la nostra società e non li prendiamo nemmeno in considerazione
Margherita, analisi ineccepibile. Si torna a Esopo quando parlava de “la volpe e l’uva”. Questi non vincono le elezioni e cercano ogni pretesto per attaccare chi le ha vinte.