Cuneo riceve il riconoscimento di “ComuneCiclabile” dalla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB).
Tra le varie e discutibili iniziative che vedono protagonista la Città di Cuneo c’è sicuramente quella di stamane in cui la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta (FIAB) ha consegnato alla Giunta Manassero “il riconoscimento di Cuneo ComuneCiclabile con il punteggio di 4 bike smiles”.
Sarebbe interessante che la commissione esaminatrice spiegasse a tutti come si attribuiscono tali riconoscimenti dal momento che le piste ciclabili di Cuneo sono indecenti, piene di buche, spesso ostruite da autovetture, o occupate da soggetti che non ne dovrebbero fruire.
Chi usa la bicicletta per girare sull’Altipiano sa bene che, per esempio, il tratto ciclabile sito in Corso Nizza, tra Piazza Galimberti e Corso Dante (lato Stura), è perennemente occupato da studenti in attesa dei pullman, da motociclette di soggetti che frequentano i bar della zona, da soggetti con cane o passeggini che, non riuscendo a transitare sotto i portici, optano per la pista ciclabile.
Ciò nonostante la FIAB “ha riservato a Cuneo una menzione speciale perché entrata fin dalla prima edizione in questo percorso”.
La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta “ha apprezzato il lavoro di formazione e sensibilizzazione con le scuole di ogni grado, incluso il progetto di alternanza scuola-lavoro. Bene il bike to work, correlato da app dedicata, le campagne di comunicazione e l’evento all’interno del Cuneo Bike Fest. Per la FIAB Cuneo è ‘un comune pilota per i risultati ottenuti in questi due ambiti’”.
Il Comune di Cuneo, infatti, si riempie sempre la bocca per il suo impegno legato alla mobilità dolce e sostenibile ma, nel concreto, cosa fa?
Tanti nostri lettori, per lo più fruitori delle due ruote, lamentano la funzionalità delle piste ciclabili, la scarsa manutenzione delle stesse ma, soprattutto, l’insufficiente ed inefficiente controllo che la Polizia Locale attua sulle porzioni di suolo pubblico destinate alle biciclette.
Il Sindaco di Cuneo, Patrizia Manassero, “Partito Democratico”, nel ricevere la bandiera gialla della FIAB ha detto: “Ringraziamo la FIAB per il riconoscimento accordato al nostro lavoro ma anche per la positiva e fruttuosa collaborazione. Anche questo ci incoraggia a proseguire un percorso non semplice per trasformare la città nel senso della vivibilità anche grazie a una mobilità sostenibile”.
Parole retoriche di un Sindaco che, solo qualche giorno fa, interpellato sull’invivibilità della pista ciclabile di Via Vecchia di Borgo San Dalmazzo, rammentava come il Comune fa tutto quello che può.

Secondo Manassero “cambiare abitudini e stili di vita è una bella sfida, ma è un impegno necessario in cui come Amministrazione crediamo”.
Bello che Manassero e la sua Giunta credano serva un “impegno necessario” per cambiare le abitudini dei cuneesi. Bisognerebbe fare anche qualcosa di concreto.
Quando si trova un gruppo di proprietari di cani che occupano la pista ciclabile o che la usano come defecatoio per i loro “amici a quattro zampe” bisognerebbe fare qualcosa, magari qualche verbale.
Non parliamo poi del fatto che – per esempio all’attraversamento ciclabile che collega Via Vecchia di Borgo San Dalmazzo (Quartiere Donatello) con Via Giovanni Battista Bongiovanni (Quartiere Gramsci) – le automobili non concedono quasi mai la precedenza alle biciclette e che, non di rado, vi sono frenate brusche e pericolose.
La FIAB sottolinea come “serviranno ulteriori sforzi nell’ambito della moderazione del traffico veicolare”. La risposta di Patrizia Manassero è nebulosa come sempre: “Continuiamo a lavorare perché sarebbe bello raggiungere il punteggio massimo di 5 bikes smiles”.

Chissà che i Consiglieri Comunali, alcuni dei quali amanti delle due ruote, non possano intervenire, magari in Commissione Urbanistica, Mobilità o Ambiente, per rammentare al Sindaco che “di buone intenzioni è lastricato l’inferno”.
Un ruolo di importante pungolo per la Giunta lo possono rivestire i Comitati di Quartiere che, lo sappiamo, hanno diverse lamentele dei residenti per come sono “non gestite” le piste ciclabili.
Non basta dire che “sarebbe bello raggiungere” un obiettivo; bisogna lavorare per raggiungerlo, sanzionare chi ne ostacola il raggiungimento, utilizzare la Polizia Locale per quello che è nata.
Il tema è complesso, articolato, e di urgente attualità. Bisognerà sicuramente monitorarlo.
