A Cuneo un cane è morto dopo esser stato gettato dal balcone. Il Sindaco del PD bacchetta i cittadini per i toni usati sui social.
L’11 agosto scorso, a Cuneo, “una donna torna a casa ubriaca ma non trova le chiavi. In preda alla rabbia sfonda la porta a spallate, terrorizzando il proprio cane, un meticcio di piccola taglia, che abbaia spaventato. In un gesto disumano, la donna lo afferra per il collo e lo scaraventa dal balcone della propria abitazione: l’animale muore sul colpo”.
Con queste poche righe scritte dagli attivisti della “Lega Nazionale per la Difesa del Cane” vogliamo darvi contezza di quanto tremendamente accaduto a Cuneo.
La quarantenne, ubriaca, dicono da “Torino Today”, “sarà denunciata per maltrattamento e uccisione di animali e rischia fino a quattro anni di reclusione e 60mila euro di multa per via della legge Brambilla”.
La questione è assai seria ma, assurdo a dirsi, alle 21:53 del 14 agosto 2025, dall’Addetta Stampa del Sindaco di Cuneo, arriva una mail dal titolo: “Nota della Sindaca Patrizia Manassero sulle competenze amministrative nel caso del cane ucciso l’11 agosto”.

Il Signor Sindaco, Patrizia Manassero, “Partito Democratico”, ha dichiarato: “Sarebbe un atto illegittimo se io oggi emettessi una eventuale ordinanza per vietare a questa persona la detenzione di altri animali. Sarà la Giustizia a fare il suo corso, essendo la donna stata denunciata per questo gesto vile, grave, certamente riprovevole. Io potrò intervenire nel caso in cui il contesto giudiziale lo richiederà”.
La risposta del Sindaco è arrivata dopo che molti cittadini avevano chiesto che il Primo Cittadino si pronunciasse e, magari, emettesse un’ordinanza per impedire alla donna omicida di avere in futuro un animale da affezione.
Il Sindaco Manassero, infatti, ha esordito: “È stato chiesto un mio intervento di tipo amministrativo in relazione a quanto avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 agosto, quando una donna, evidentemente in stato di alterazione psicofisica, ha causato la morte del proprio cane, scaraventandolo dal secondo piano”.
Manassero non può intervenire contro una donna che ha ucciso il proprio cane ma può dire: “Desidero però anche condividere – a costo di essere a mia volta attaccata – lo sconcerto per il tanto odio, per le tante, gravi ingiurie che si leggono sui canali social in relazione a questa esecrabile vicenda. Alcune espressioni contengono minacce che sono moralmente pesantissime e potrebbero anche configurarsi come illecito civile”.
Al Sindaco di Cuneo Ponzio Pilato, come dicono a Roma, “gli spiccia casa”.
Se il Sindaco non ha competenza per intervenire sul fatto di cronaca, non la ha neppure per giudicare ciò che accade sui social.
Anche in questo caso esistono gli Organi di Polizia Giudiziaria e la Magistratura che, nel caso, dovranno decidere se e come procedere.

Ma il Sindaco non demorde: “Se per certi versi condivido e comprendo lo sdegno, avendo per altro io stessa un cane, per altri versi mi fa riflettere leggere la quantità di odio e di violenza rivolta contro la persona che ha compiuto questo gesto”.
L’odio e la violenza – anche se solo ipotetici e verbali – non sono mai giustificabili. Chi ha minacciato la donna che ha ucciso il cane ne risponderà dinanzi all’Autorità Giudiziaria, come prevede il nostro Ordinamento Giuridico.
L’inquilino del Municipio di Cuneo chiosa: “Anche io ritengo che la Giustizia debba fare il suo corso, ma sento la necessità di invitare a moderare i toni. In un momento in cui la sensibilità di tanti è scossa da questo episodio, credo sia importante non perdere di vista il valore del senso civico e della misura”.
Molti Cittadini cuneesi, invece, ritengono che il Sindaco, se interviene su un tema, lo deve fare per impedire che si ripetano atti criminali, vergognosi e deplorevoli.
L’educazione della cittadinanza, e il controllo delle emozioni di quanti hanno visto una vita volare giù da un balcone, non è compito di Patrizia Manassero.
Se qualcuno ha commesso dei reati verrà senz’altro imputato e redarguito dalla Magistratura.
Il Sindaco di Cuneo pensi a far funzionare i servizi comunali, a tenere in ordine la città, a far in modo che il verde pubblico sia decoroso, a curare le aree cimiteriali, …

E se, invece di un piccolo cane, avesse avuto in casa un piccolo bambino?
Si se fosse un bimbo le cose sarebbero diverse..
Ma la donna è denunciata per tanto LEGGE SARÀ PRATICATA ANCHE SE NON ERGASTOLO
IO HO UN GATTO ..UNA NON DEFINISCO MADRE ..PERCHE NON SI USA UNA CREATURA COMW GIOCATTOLO..IN MANO A TRE ANNI SENZA CERVELLO SVILUPPATO..TRATTATO PEGGIO DEI GIOCATTOLI..IL GATTO L GRAFFIATA..LA MADRE INVECE DI UNO SCAPACCIONE
HA DROGATO IL GATTO..CON…
DENUNCIATA PER DUPLLICE MALTRATTAMENTO
ORDINANZA NIENTE ALTRE CREATURE..E NEMMENO LO ZOO A TUTTE E DUE..MONITORATA DA UN ASSISTENTE…ANCHE AMMINISTRATORE ERA INTERVENUTO..
IL GATTO DISINTOSSICATO LO PRESO IO..E HA TROVATO TANTO AFFETTO E TANTA LIBERTA
SODDISFAZIONE DEI CITTADINI E DEL SINDACO AVEVANO RACCOLTO FIRME OER ALLONTANARE LA DONBA E PROLE DA ALTRE CATTIVERIE
SDEGNO DEL.PADRE VERSO LA MOGLIE
QUESTA E GIUSTIZIA
UN ABBRACCIO E BUON PONTE PICCOLO..ORA NON SEI PIÙ IN PERICOLO
C’è modo di condannare duramente una persona crudele, senza biasimare chi soffre per l’episodio accaduto. Il sindaco Manassero non fa bene a scaricare tutto sugli organi della giustizia. Al sindaco spetta una dura condanna per ogni forma di violenza su persone animali e cose. Pensi a questo signora sindaco, poi, dopo che avrà fatto ciò che deve, condannerà le inutili espressioni d’odio sui social e tutti noi con lei
Certo che tale persona deve essere condannata con il massimo della pena. Non si può avere pietà.