A Cuneo il Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri ispeziona diverse aziende agricole e ne sanziona diverse.
In questi giorni di vacanza, quando i datori di lavoro pensano di poterla fare franca sui controlli da parte degli Enti ispettivi, al mondo agricolo è giunta una “doccia fresca” da parte dei Carabinieri Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cuneo.
Il Comandante del Nucleo Carabinieri Ispettorato Lavoro- NIL, Maresciallo Capo Dario Scarcia, informa che “si è conclusa la campagna straordinaria di vigilanza nel settore agricolo per il contrasto al fenomeno del “caporalato” realizzata dall’Arma dei Carabinieri a livello nazionale”.
Un’attività che da diversi anni viene attuata sul territorio della Granda e che riporta sempre delle notizie molto interessanti dal punto di vista delle violazioni.
Il Maresciallo Capo Scarcia e i suoi militari hanno controllato “10 aziende agricole di cui 5 risultate irregolari; sono stati controllati 73 lavoratori (70 di questi extracomunitari) di cui 5 occupati “in nero”, tra questi 1 era clandestino (allo stesso è stato notificato il decreto di espulsione dal territorio nazionale)”.
Una mole di lavoro espletata tra i frutteti, nei campi, nei magazzini, fra i trattori e nelle stalle. I Carabinieri non hanno paura di sporcarsi le scarpe e vanno in tutti i luoghi dove gli italiani vivono, faticano e si guadagnano il pane.
Il NIL Carabinieri ha “adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale avendo occupato personale in nero in misura superiore al 10%”.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, altamente specializzati nella vigilanza in materia di lavoro e sicurezza dei lavoratori, hanno anche “accertato il mancato rispetto del “protocollo rischio calore”, in particolare l’azienda trovandosi in stato di rischio “alto” per l’elevata temperatura, non rispettava l’Ordinanza della Giunta Regionale del Piemonte del 01.07.2025 che prevede, tra le altre cose, per i lavoratori del settore agricolo occupati in condizioni di esposizione diretta e prolungata al sole in attività fisica intensa, il divieto di lavoro tra le 12:30 e le 16:00”.
Questo capitolo del controllo effettuato ha un valore davvero importante perché la sicurezza e la salute dei lavoratori deve avere sempre la primazia. Non si può mai mettere il capitale dinanzi al valore dell’essere umano e dei lavoratori.
Al netto delle ispezioni “sono 5 i datori di lavoro che, dalle verifiche documentali tuttora in corso, saranno sanzionati per irregolarità quali lavoro nero, pagamenti di retribuzioni con strumenti non tracciabili, orari di lavoro superiori a quelli registrati sul Libro unico del Lavoro, nonché violazioni al T.U. sicurezza sul lavoro relative a omesse visite mediche per l’accertamento dell’idoneità al lavoro e omessa formazione dei lavoratori”.
In Provincia di Cuneo le regole si rispettano, i lavoratori vanno tutelati e il mondo del lavoro dev’essere lecito e trasparente.
E’ doveroso, dunque, ringraziare il Maresciallo Capo Dario Scarcia – unitamente a tutto il personale a lui sottoposto – per l’ottimo lavoro svolto e per le ispezioni più che pertinenti espletate.

Anche tra la gente comune c’è chi mette da parte i doveri di uomo e di cittadino per il guadagno. Si è sempre visto questo fenomeno, ma oggi è più accentuato grazie al numero di persone disoccupate, senza casa e disposte a farsi sfruttare. Indegno da parte dei datori di lavoro e indegno da parte degli stessi sfruttati. Essi sono in gran parte immigrati e molti sono i clandestini. A parte i datori di lavoro che sono inqualificabili, penso agli immigrati che sono venuti qui a farsi sfruttare; per vivere così non era meglio che stessero a casa loro? Non tutti vengono da territori in guerra; ma gli altri non capiscono che se stanno a casa loro e si impegnano a fare qualcosa per la loro nazione, come scavare pozzi, coltivare la campagna o altro, andrà a beneficio della loro gente? Qui non possono dire di stare bene, non hanno niente!!! E allora gridano “ italiani di merda”! Non è agli italiani in generale che devono gridare questo!! È a quei bravi scafisti che lo devono dire! E alle ong che lucrano! E ai politici che fanno i populisti e invocano l’accoglienza e l’inclusione! Questi ultimi hanno combinato un bel disastro uniti al clero rosso che da Bergoglio in giù li ha sostenuti! È ora di dire la sacrosanta verità!!