I Carabinieri hanno visto premiare il Comandante della Compagnia di Alba, Capitano Giuseppe Santoro, al Teatro Curci di Barletta.

Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Alba, Capitano Giuseppe Santoro, nella giornata di ieri, mercoledì 08 aprile 2026, è stato insignito della Civica Benemerenza “Città di Barletta” per essersi distinto nella dedizione al servizio allo Stato.
Il Capitano Giuseppe Santoro, Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, da sempre ammiratore dell’Uniforme e dei valori in essa contenuti, è stato allievo della celeberrima Scuola Navale “Francesco Morosini” di Venezia, ha frequentato la Scuola Marescialli della Marina Militare di Taranto, è entrato all’Accademia Militare di Modena ed ha concluso il suo percorso formativo per il comando alla Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.

Il Comandante Santoro, Ufficiale molto apprezzato nella Forza Armata, è stato attenzionato dalla Città di Barletta, sua terra natia, per il mirabile curriculum e per la palpabile umiltà che lo contraddistingue.
Sono pochi a sapere che egli ha diretto numerosi servizi di ordine pubblico durante manifestazioni politiche, eventi sportivi, iniziative legate al Comitato “No Tav” e alla kermesse culturale della Mostra del Cinema di Venezia.
Prima di giungere al Comando della Compagnia Carabinieri di Alba, sotto l’egida del Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, il Capitano Giuseppe Santoro ha partecipato alla Missione “Join Enterprise” nell’ambito del Battaglione MSU inquadrato nella KFOR come Comandante di Compagnia.

A seguire, il brillante Ufficiale barlettano è stato trasferito presso il NORM della Compagnia Carabinieri di Rho dove ha diretto numerose attività d’indagine per il contrasto di reati contro la persona e contro il patrimonio.
Il Capitano Giuseppe Santoro, classe 1991, nonostante la sua giovanissima età, è noto per l’attività che ha portato alla cattura in cinque giorni del killer della ‘ndrangheta Massimiliano Sestito, già autore dell’omicidio dell’Appuntato Scelto dei Carabinieri Renato Lio, ucciso a Soverato il 20 agosto 1991.
La cronaca ci narra come Massimiliano Sestito era improvvidamente evaso dagli arresti domiciliari prima di subire la sentenza di condanna all’ergastolo per l’omicidio del boss Vincenzo Femia.

A seguire, il Capitano Santoro ha preso parte all’attività d’indagine sull’omicidio efferato ed ingiustificabile di Giulia Tramontano e del piccolo Thiago che ella portava nel grembo, era gestante al settimo mese.
Di grande rilevanza la partecipazione all’attività inquirente che ha portato all’arresto di un esponente di spicco del campo nomadi di Negrotto, a Milano, tale Alan Spada, considerato autore di 14 rapine a mano armata, in concorso con due collaboratori; e l’arresto di cinque esponenti criminali autori di rapine a gioiellerie, sale slot e centri scommesse.

Dopo questo florilegio di attività operative ed inquirenti, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha destinato il Capitano Giuseppe Santoro alla Compagnia Carabinieri di Alba, in provincia di Cuneo, dove l’Ufficiale barlettano ha dimostrato il suo valore e la sua indiscutibile caratura.
Durante il primo periodo di Comando ad Alba, il Capitano Santoro, coadiuvato da Militari di alto valore e professionalità ineguagliabile, ha concluso attività di indagine che hanno portato all’emissione di sei misure cautelari nei confronti di soggetti di etnia sinti autori di furti di rame, all’arresto di due soggetti, tra cui il titolare di un’agenzia di moda, per la verosimile commissione di 5 violenze sessuali di cui 1 di gruppo, allo smantellamento di una rete di smaltimento illecito di rifiuti e discarica abusiva che ha portato la Procura della Repubblica ad indagare 21 soggetti di etnia sinti.

Il Sindaco della Città di Barletta, Cosimo Cannito, il Presidente del Consiglio Comunale, Marcello Lanotte, la Presidente della I Commissione Consiliare Affari Istituzionali, Stella Mele, il Vicepresidente, Carmine Doronzo, i Componenti della Commissione, Adelaide Spinazzola, Patrizia Mele, Letizia Rana, nella splendida cornice del Teatro Curci, hanno stabilito che il Capitano dei Carabinieri Giuseppe Santoro, cittadino barlettano, “rappresenta un esempio di eccellenza, dedizione e servizio allo Stato”.
Nel conferire la Civica Benemerenza al Capitano Giuseppe Santoro, la Città di Barletta ha detto: “Ufficiale dell’Arma, si è distinto nel corso della sua carriera per importanti attività operative e investigative nel contrasto alla criminalità organizzata e comune, contribuendo in maniera concreta alla tutela della sicurezza e della legalità. Ha preso parte a missioni internazionali e ha ricoperto incarichi di responsabilità, ottenendo riconoscimenti e attestazioni di merito per il suo operato. Il suo percorso umano e professionale, caratterizzato da preparazione, coraggio e senso del dovere, rende onore alla Città di Barletta, di cui rappresenta un motivo di orgoglio”.
Quando una città esprime stima, riconoscenza, orgoglio, per un suo cittadino è un fatto veramente degno di menzione. Ancor di più nei giorni in cui la Suprema Corte di Cassazione chiede un processo di appello bis per l’assassino di Giulia Tramontano.
Il Capitano Giuseppe Santoro, come detto, ha partecipato alle indagini che hanno condotto all’arresto, e alla conseguente condanna, dell’assassino Alessandro Impagnatiello.
Notizie come questa permettono agli italiani onesti e per bene di gioire per la presenza silenziosa e costante dell’Arma dei Carabinieri ma, soprattutto, di poter ringraziare chi indossa con onore l’Uniforme della Benemerita.
Un doveroso plauso al Capitano Giuseppe Santoro, un sincero ringraziamento alla Città di Barletta, un sentito e riconoscente GRAZIE all’Arma dei Carabinieri.
