La Cassazione interviene sul lassismo adottato dalla Corte d’Appello di Milano nei confronti dell’assassino di Giulia Tramontano, Alessandro Impagnatiello.

Avendo seguito sin dall’inizio la vicenda, vogliamo notificare che finalmente la Procura Generale presso il Tribunale di Milano ha chiesto ed ottenuto dalla Suprema Corte di Cassazione un nuovo processo d’Appello per Alessandro Impagnatiello, l’assassino di Giulia Tramontano e della piccola creatura che portava nel grembo.
La povera Giulia Tramontano – che era un autentico angelo – è stata assalita con 36 coltellate ed era incinta di sette mesi.
Per l’efferatezza del reato i Magistrati milanesi avevano chiesto, a gran voce, “il riconoscimento della premeditazione” anche se gli avvocati difensori dell’assassino Impagnatiello “puntavano all’eliminazione dell’aggravante della crudeltà e al riconoscimento delle attenuanti generiche”.
Come si fa a non riconoscere l’“aggravante della crudeltà” quando l’assassino Impagnatiello ha martoriato il corpo della povera Giulia con 36 fendenti, nonostante ella fosse incinta di un’innocente ed indifesa creatura?
La Procura Generale della Cassazione sostiene che “quello di Giulia Tramontano fu un agguato organizzato e premeditato”.
Alessandro Impagnatiello – che qualcuno cerca di far passare per “non del tutto colpevole” – ha pianificato l’omicidio di Giulia Tramontano e lo possiamo dire perché nei sei mesi precedenti l’omicidio, per evidenza emersa nel processo dibattimentale, alla compagna “ha somministrato del veleno per topi sul quale aveva iniziato ad effettuare approfondimenti online già a dicembre 2022”.
Il fatto moralmente grave è che secondo la Corte d’Appello di Milano Impagnatiello non attuò premeditazione dell’omicidio ma “tentò di far abortire la donna che in quel momento portava in grembo il figlio di entrambi”.
In pratica procurare un aborto è una cosa normale, lecita, moralmente corretta. Stiamo scherzando?
Dopo la vergognosa sentenza di Appello dove Impagnatiello venne condannato all’ergastolo la Famiglia Tramontano aveva espresso “disgusto” per la sentenza e aveva insistito per ottenere “l’aggravante della premeditazione”.
La collega Raffaella Coppola, “RTL 102.5”, tiene a sottolineare che quella di Giulia Tramontano è stata “una eliminazione lucidamente pianificata della compagna e del bambino che portava in grembo” da parte dell’assassino Impagnatiello, come ha sostenuto l’avvocato Nicodemo Gentile, legale del Signor Franco, papà di Giulia.
Incredibile, invece, la posizione del difensore del già condannato Alessandro Impagnatiello, avvocato Giulia Gerardini, che ha detto: “Non me lo aspettavo e sinceramente non condivido la decisione della Cassazione. Vediamo un attimo la motivazione e torneremo a discutere”.
All’avvocato Gerardini – che fa semplicemente il suo lavoro – bisogna spiegare che l’unica “motivazione” che va vista ed analizzata è quella per cui il suo assistito ha deciso di uccidere la compagna e il piccolo Thiago, ancora nel ventre.
La Corte di Cassazione ha semplicemente chiesto la celebrazione di un Processo di Appello bis visto che è evidente a tutti come – nei confronti di Giulia Tramontano – Alessandro Impagnatiello ha attuato un “agguato organizzato” di un’efferatezza francamente intollerabile.
Le persone che stanno realmente scontando un ergastolo – che si può definire “fine pena mai” – sono quelle che appartengono alla Famiglia Tramontano. A loro è stata strappata una figlia, è stato negato il diritto a veder nascere Thiago, è stata mutilata l’anima.
