Grattacielo RAI di Torino - da Wikipedia - P. D.
Lettera di un lettore amareggiato
Riceviamo e pubblichiamo la lettera – sfogo di un lettore che con amarezza evidenzia l’attuale situazione della RAI a Torino.
Le decisioni strategiche che incidono sul destrino di enti di rilevanza nazionale e che penalizzano pesantemente realtà socio–economiche locali, risultano difficili da accettare e da giustificare dal contesto civile che le deve subire.
Se poi queste “decisioni”, molto discutibili nella razionalità progettuale, dimostrano una particolare continuità nel tempo, creano inevitabilmente nell’opinione pubblica il convincimento di un accanimento di spoliazione deliberata, dal sapore punitivo.
Torino e il Piemonte sono stati la culla di importantissime realizzazioni industriali, culturali e scientifiche e nello stesso tempo sono stati un’ambita e ingiustificata preda di spoliazione (rapina? espropriazione?).
Il Cinema, le Radiotrasmissioni (RAI), le Start-Up e le aziende altamente tecnologiche sono state svuotate delle loro future potenzialità nel silenzio colpevole e mascherato da prepotenti interessi sovra nazionali e trasferite altrove, con l’avvallo scellerato dell’inconsistenza progettuale dei governi e dei politici del tempo.
Negare questa realtà risulta impossibile, come tentare di archiviarla nell’oblio.
Tuttavia, anche se oramai i “buoi sono scappati dalla stalla”, l’indignazione di tanti torinesi non può essere ulteriormente soffocata, con la scusa che “l’acqua passata non macina più”. Quest’acqua che porta la triste memoria di troppi e continui “scippi” evitabili purtroppo macina ancora … eccome!
La lettera che segue ne è un chiaro esempio.
Buona lettura. (m. b.)
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La RAI a Torino: Impegni del passato e disimpegni del presente
Notizia recentissima assurda: la RAI ha deciso di svuotare la sede storica di via Verdi di Torino, l’ex Centro Ricerche di Corso Giambone e vendere tutto per finanziare i lavori di bonifica dall’amianto la sede di Roma. La notizia è stata riportata da tutti i principali quotidiani.
Mio padre, Luigi Ponzio, iniziò la sua carriera all’EIAR come Capocentro del trasmettitore dell’Eremo, poi il suo cursus honorum proseguì nell’immediato dopoguerra con la discesa presso la Direzione tecnica centrale della RAI in via Arsenale 21 ed il successivo trasferimento nel grattacielo di via Cernaia quando già da via Arsenale era diventato Direttore impianti trasmittenti radiofonici di tutta l’Italia. Già due volte a partire dagli anni ’60 la RAI aveva pensato di trasferire la Direzione a Roma, personale compreso.
Anche mio padre con tutta la famiglia avrebbe dovuto trasferirsi a Roma, ma poi in particolare nel caso di mio padre la RAI si fece i conti in tasca: avrebbe dovuto trovare un alloggio uguale identico a quello lasciato a Torino, oltre tutto di proprietà, cosa che avrebbe avuto dei costi eccessivi per procurarglielo egualmente in proprietà.
La Direzione tecnica centrale vi rimase fino al 2010 quando fu trasferita a Roma (tanto per non sbagliare). Il grattacielo è poi stato venduto nel 2021.
Mio padre si rivolterà sicuramente nella tomba (Cimitero Monumentale, Primo Ampliamento) a sentire tale notizia, in considerazione di tutto quello che aveva fatto, tutto l’impegno che aveva profuso per la RAI.
La RAI ha lasciato il suo storico grattacielo di via Cernaia 33 a Torino nel 2014, anno in cui la struttura è stata svuotata. L’edificio, sede della Direzione Generale Tecnica fino a quella data, è stato successivamente venduto al gruppo Ipi. La Rai ha successivamente chiuso la Direzione Centrale Tecnica, responsabile della gestione dei trasmettitori, ed ha creato Rai Way S.p.A., quotata in Borsa.
Rai Way S.p.A. ha la sua sede legale principale a Roma, trasferita dal 23 aprile 2025 in Viale Castrense 9. L’azienda, leader nelle infrastrutture di rete, gestisce il Centro Nazionale di Controllo della Rete di Trasmissione da Roma e il Centro Nazionale di Controllo della Rete di Diffusione a Milano.
La sede principale di Rai Way a Milano è situata in Corso Sempione 27, 20145 Milano, all’interno dello storico centro di produzione Rai. Questo sito ospita il Centro Nazionale di Controllo della Rete di Diffusione e rappresenta un importante centro trasmittente della Lombardia, noto per il palazzo progettato da Giò Ponti.
Sebbene la sede legale sia a Roma, quella di Milano è cruciale per le operazioni di rete. Al marzo 2026, Rai mantiene una partecipazione di controllo pari al 65% circa delle azioni di Rai Way. Sono in corso valutazioni e procedure (inclusi DPCM) per consentire una riduzione della quota Rai al di sotto del 51%, fino a un minimo del 30%, in vista di una possibile integrazione con Ei Towers, operatore infrastrutturale del gruppo MFE-MediaForEurope.
EI Towers S.p.A. è il principale operatore indipendente italiano nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni, specializzato nella gestione di reti radiotelevisive, telefonia mobile (torri) e servizi di rete. Attualmente partecipata da F2i Sgr e MediaForEurope N.V. (MFE-Mediaset). Incredibile ma vero anche per il connubio RAI Mediaset.
Comunque l’effetto finale è che tutta una grande parte della RAI è andata via da Torino ed ora ne vogliono addirittura chiudere un’altra parte.
Giorgio Ponzio
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Torino è diventata ormai oggetto di disinteresse e disinvestimento non solo privato ma anche pubblico. Eppure questa città è stata la culla indiscussa di idee imprenditoriali e culturali che l’hanno resa unica. Purtroppo questo appartiene al passato, mentre oggi assistiamo a una spoliazione continua di tutto il patrimonio che questa città aveva saputo accumulare. E tutto ciò senza che nessuno, a parte qualche volenteroso purtroppo non dotato di potere, si sia messo seriamente in gioco per difenderla concretamente.
Che peccato!