Carabinieri di Alba sempre pronti a tutelare i cittadini onesti e per bene. Deferiti due immigrati alla Procura di Asti.
Grazie alla puntuale ondata di informazioni che giunge dal Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, siamo in grado di narrare che il Comando Compagnia Carabinieri di Alba ha effettuato numerosi servizi di controllo del territorio con “croccanti” risultanze.

Il Comandante del Reparto Operativo, Tenente Colonnello Daniele Riva, Ufficiale incaricato di intrattenere i rapporti con i giornalisti, fa sapere che “nell’ambito delle attività di controllo del territorio finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno deferito, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Asti, due persone in distinte attività investigative”.
Inutile dire che la Compagnia Carabinieri di Alba si distingue per capacità operativa, preparazione in materia di polizia giudiziaria, acume investigativo che in molteplici occasioni si è palesato.

In molti rammentano che i Militari della Compagnia di Alba – nell’ultimo biennio – hanno effettuato numerosi controlli contro il lavoro nero, decapitato un’organizzazione criminale di etnia albanese con l’Operazione “Pater-Turnover 2”, contrastato concretamente il caporalato in agricoltura, tutelato donne vittime di violenza sessuale, smantellato una discarica abusiva nel cuore della Langa con l’Operazione “Tanaro”, messo fine ad un ampio giro di narcotraffico con l’Operazione “Restyling 2”, …
Chi si occupa della cronaca in provincia di Cuneo si trova spesso a rendicontare brillanti e prestigiose operazioni portate a termine dall’ottima Compagnia Carabinieri di Alba, sotto il valente comando del Capitano Giuseppe Santoro, dietro competente impulso del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Colonnello Marco Piras.
Tornando ai casi in oggetto, dalla Caserma Gonzaga tengono a comunicare che “i militari della Stazione albese hanno deferito, in stato di libertà, per furto aggravato un cittadino marocchino 42enne, senza fissa dimora e già noto alle Forze dell’Ordine che, nella serata del 19 maggio scorso, si era impossessato di un profumo del valore di circa 130.00 euro prelevandolo dagli scaffali di un esercizio commerciale di Corso Langhe, venendo poi identificato a seguito d’immediata attività d’indagine anche per la pronta denuncia del responsabile del punto vendita”.
La Stazione Carabinieri di Alba, comandata con maestria dal Luogotenente C.S. Claudio Grosso, è molto apprezzata e stimata dai residenti nella Capitale delle Langhe che, in caso di necessità, non esitano ad interpellarla.

Un altro deferimento in stato di libertà è stato compiuto dai Militari della Stazione Carabinieri di Govone che, rivolgendosi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Asti, hanno segnalato un cittadino albanese 44enne per furto aggravato.
I fatti di specie ci dicono che “l’uomo è stato individuato all’esito di una mirata attività investigativa avviata dai militari a seguito di un furto perpetrato all’interno di un cantiere allestito in località Canove”.
Questi due ennesimi episodi di immigrazione criminale, compiuti da un marocchino ed un albanese, smentiscono quanto disse il Presidente dell’INPS, Tito Boeri, nel luglio 2018. L’ex numero uno dell’Ente che eroga le prestazioni sussidiarie ebbe a dire che “I migranti ci pagano le pensioni”.

La narrazione di arresti continui, crimini compiuti da immigrati, stragi compiute da immigrati di seconda generazione, smentisce categoricamente, e nettamente, la retorica demagogica di quella Sinistra che cerca di santificare ciò che invece è sulfureo e dannoso per il nostro Paese.
Per questo motivo è assolutamente necessario plaudire alla costanza, coerenza, perseveranza, con cui il Capitano Giuseppe Santoro ed i suoi sottoposti operano a servizio della popolazione onesta e per bene dell’albese e della Langa.
La speranza è che l’Autorità Giudiziaria inizi a dare maggior considerazione all’Arma dei Carabinieri, al suo personale militare, all’articolazione territoriale di Stazioni che funge da primo avamposto dello Stato a tutela degli onesti.
