I Carabinieri di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, portano a termine l’Operazione “Restyling 2” assicurando alla giustizia otto pusher stranieri.
Pochi minuti fa dal Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, il Comandante del Reparto Operativo, Tenente Colonnello Daniele Riva, ci ha fatto sapere che “nelle prime ore del mattino del 28 maggio, i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno dato esecuzione ad otto ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal Tribunale di Asti, nei confronti di otto soggetti di origine africana per spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi della Stazione Ferroviaria albese”.
Notizia che, ormai, non fa neppure più tanto clamore dal momento che è prassi consolidata che l’immigrazione criminale imperversi nelle nostre città, sotto lo sguardo fanciullesco di una politica inadeguata e inconcludente.

I militari della Compagnia Carabinieri di Alba, magistralmente coordinati dalla Procura della Repubblica di Asti, alle dipendenze dell’eccellente Procuratore Biagio Mazzeo, hanno approfondito quanto avevano già fatto nell’“Operazione Restyling” (luglio 2024) che “aveva portato al sequestro preventivo del “Residence della Stazione” ed all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nella Provincia di Cuneo a carico di cinque soggetti stranieri”.
Il Comandante della Compagnia Carabinieri di Alba, Capitano Giuseppe Santoro, valente Ufficiale e ottimo investigatore, sotto l’egida della Procura di Asti, ha impiegato i suoi militari in diversi servizi di monitoraggio, controllo ed indagine fino ad ottenere da parte del Questore di Cuneo, Carmine Rocco Grassi, – ai sensi dell’articolo 100 del TULPS – la “sospensione dell’attività del “Bar della Stazione” vista l’assidua frequentazione di soggetti censurati, nonché deferendo all’Autorità Giudiziaria ulteriori spacciatori”.
L’evidenza criminale, di cui i Carabinieri di Alba erano ben informati, ha permesso l’avvio dell’“Operazione Restyling 2” nella quale “è stato riscontrato un incremento di giovani e giovanissimi acquirenti, alcuni dei quali avevano partecipato come comparse in un video rap realizzato da un gruppo di giovani africani, in parte destinatari delle odierne misure cautelari, ambientato alla Stazione Ferroviaria ed il cui intento era quello di evidenziare la diversità culturale e l’integrazione sociale”.
E’ osceno sentir parlare di “integrazione sociale” quando è oltremodo evidente che gli immigrati di seconda – e talvolta terza – generazione non hanno alcun desiderio di assumere la cultura italiana, la cultura della legalità e la cultura del rispetto delle norme giuridiche.
Dal Comando Provinciale dei Carabinieri tengono a precisare come “i destinatari delle misure, perlopiù senza fissa dimora, agivano nelle cessioni autonomamente, talvolta collaborando tra loro, operando principalmente dal primo pomeriggio sino al tramonto. Al termine dell’autorità delittuosa i pusher trovavano dimora in alcuni appartamenti, nella ex centrale del latte abbandonata lungo il fiume Tanaro e nel CPPA di Via Pola, luoghi perquisiti nella mattinata del 28 maggio dai Carabinieri e dalle Unità Cinofile antidroga della Guardia di Finanza intervenute a supporto”.
Un plauso va fatto a tutti gli attori che hanno agito nell’attività d’indagine, di appostamento, di controllo, di verbalizzazione ed, infine, di intervento e di applicazione delle misure cautelari.

Grazie al lavoro egregio ed esemplare del Capitano Santoro e dei suoi sottoposti, oggi, possiamo dire che “sono state trovate e sequestrate 6 dosi di hashish, 43 dosi di crack per un totale di 25 grammi, 41 dosi di marijuana per un totale di 233 grammi, nonché bilancini di precisione, denaro contante e materiale per il confezionamento”.
La Procura della Repubblica, viste le ingenti quantità stupefacenti e le più che evidenti risultanze investigative, ha potuto, nei confronti di quattro soggetti predisporre la traduzione in carcere, “mentre per gli altri quattro è stato applicato il divieto di dimora nella Provincia di Cuneo”.
Come doveroso, va precisato che la posizione degli otto soggetti è al vaglio dell’Autorità Giudiziaria che, nel corso delle udienze dibattimentali, ne valuterà l’eventuale colpevolezza.
Albesi, cuneesi e persone per bene colgono l’occasione per ringraziare – ancora, e di nuovo – il Capitano Giuseppe Santoro, i Carabinieri delle Stazioni dipendenti dalla Compagnia di Alba, il personale del Nucleo Operativo Radio Mobile di Alba e il Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, per l’ottimo lavoro svolto con perizia, attenzione ed innegabile abnegazione a servizio della popolazione civile.

Certamente sono da ringraziare i carabinieri per il lavoro svolto, ma mi domando che valenza ha il divieto di dimora per questi soggetti. Non staranno più in provincia di Cuneo ma andranno a delinquere da qualche altra parte. Non ha senso! Chi delinque deve essere mandato in Albania e rimpatriato, altrimenti non ce ne libereremo mai più!!!!
Carissima Margherita, hai perfettamente ragione. In diverse Conferenze Stampa abbiamo posto ai magistrati la tua stessa perplessità.
Dalla Magistratura vi è un muro di gomma su questi temi. Abbiamo visto che si mise sotto accusa Matteo Salvini per aver fermato una ONG.
La sicurezza non può essere maneggiata così. Urge una riforma della Magistratura e una revisione pressoché totale del Codice Penale.