I Carabinieri di Alba, alle dipendenze del Capitano Giuseppe Santoro, segnano un altro importante punto nel contrasto all’illegalità in Alba.

Nella mattinata odierna il Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo, Capitano Marco Dainese, ci ha comunicato che il Comando Compagnia Carabinieri di Alba ha effettuato degli accurati controlli contro il fenomeno del caporalato in agricoltura e in contrasto alle occupazioni abusive di immobili.
In un breve ma chiaro comunicato stampa, dai militari dell’Arma viene comunicato che “prosegue l’azione di prevenzione e controllo del territorio da parte dei Carabinieri della Compagnia di Alba, con particolare attenzione al fenomeno del caporalato e alle occupazioni abusive di immobili”.
Molti nostri lettori concordano sul fatto che queste azioni sono oltremodo necessarie visto che – ogni anno, a controlli effettuati – si scoprono sempre lavoratori non in regola con il contratto di lavoro, stagionali alloggiati in strutture fatiscenti o non idonee ad ospitare esseri umani, ecc…
Dall’Arma fanno sapere che “nelle prime ore del mattino, i militari hanno effettuato un mirato intervento presso l’ex centrale del latte, dove hanno sorpreso nove cittadini stranieri, tutti regolari sul territorio nazionale, che avevano trovato sistemazione di fortuna all’interno della struttura abbandonata”.
Notizie come questa fanno davvero arrabbiare perché – al di là di come la si pensi sul fenomeno migratorio – le persone vanno trattate da esseri umani, con rispetto, diritti e considerazione. Far dormire le persone che lavorano in strutture abbandonate, e non idonee alla ricettività, è vergognoso.
Possibile che il Sindaco di Alba, Alberto Gatto, uomo di centrosinistra, non sapesse della “sistemazione di fortuna” ubicata ed utilizzata nel suo comune?
La Polizia Locale di Alba, che dovrebbe conoscere il territorio urbano e pattugliarlo, non poteva procedere ad uno sgombero e ad un’opportuna segnalazione all’Autorità Giudiziaria?
A quanto pare no visto che hanno dovuto intervenire i Carabinieri della Compagnia di Alba, comandati da un eccellente Capitano Giuseppe Santoro, che hanno appurato come “i soggetti, perlopiù braccianti agricoli impiegati in questi giorni nella vendemmia, sono stati identificati e allontanati dall’edificio, che versava in condizioni igienico-sanitarie particolarmente precarie”.
Fondamentale sarà l’intervento del NIL Carabinieri Cuneo, articolazione dell’Arma che opera presso gli Uffici della Direzione Territoriale del Lavoro e contrasta i reati relativi al mondo produttivo.
Il NIL Carabinieri, in sinergia con il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL CN2, dovrà provvedere ad adottare “le più opportune valutazioni sulla particolare tematica”.
E’ davvero stucchevole – nonché imbarazzante – vedere i politici che nei talk-show e nelle tribune elettorali si riempiono la bocca di “diritti umani”, “diritti dei lavoratori”, “condizioni salariali eque”, ma poi non fanno assolutamente nulla per migliorare la situazione che gli è ben nota.
Alba non è New York e nemmeno Kathmandu. Possibile che tra Sindaco, Assessori, Consiglieri Comunali, Polizia Locale, nessuno avesse contezza del giaciglio di fortuna ubicato all’interno della ex centrale del latte?
I Carabinieri della Compagnia di Alba, forti della sensibilità verso i diritti umani impartitagli dal loro Capitano comandante, Giuseppe Santoro, e dal Comandante Provinciale, Colonnello Marco Piras, hanno pensato – in modo più che opportuno – di contattare l’Osservatorio regionale sull’immigrazione e sul diritto d’asilo che, dal marzo 2023, coordina il “Progetto Common Ground”.
Il “Progetto Common Ground” – come fanno sapere da “Piemonte Immigrazione” – “si propone di prevenire e contrastare le forme di distorsione del mercato del lavoro (lavoro irregolare, lavoro sommerso, caporalato, sfruttamento lavorativo) in tutti i settori, attraverso interventi di protezione sociale e interventi attivabili nell’ambito dei Servizi per il lavoro, promuovendo lavoro dignitoso e sicuro, e legalità”.
Come sempre l’Arma dei Carabinieri esplicita la sua vocazione ad essere amica e compagna di viaggio della popolazione. Per chi indossa l’uniforme della Benemerita la priorità è la salvaguardia del cittadino che – comunque vadano le cose – resta al centro della sua attenzione operativa ed investigativa.
Bisogna specificare – per diritto di cronaca, ed onestà dell’informazione – che “l’attività rientra in un più ampio dispositivo di controllo messo in campo dall’Arma sul territorio albese, volto a garantire legalità, sicurezza e condizioni di lavoro dignitose”.
Parafrasando il celebre Bertolt Brecht, molti si domandano “C’è un sindaco ad Alba”?
La risposta è complessa perché Alberto Gatto, in campagna elettorale promise mari e monti, ma, a ben vedere, sta facendo molto meno del suo predecessore Carlo Bo, che non brillava per risultati e traguardi.
Resta opportuno e necessario ringraziare i Carabinieri di Alba per quanto fatto, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Cuneo per l’attenzione e l’impegno dedicato all’intera Granda, e tutte le articolazioni dell’Arma che, di volta in volta, cooperano con le realtà Territoriali per risolvere i problemi e ripristinare la legalità.
