Cuneo ha visto l’ennesima operazione di repressione del crimine contro l’ambiente. Ottimo lavoro dei Carabinieri.

Nella mattinata odierna presso la Caserma “Gonzaga”, sede del Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, c’è stata una Conferenza Stampa relativa all’“Operazione Tanaro” condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Alba e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) del Gruppo Carabinieri Forestale di Cuneo, coordinati dall’eccellente Procura della Repubblica di Asti del Procuratore Biagio Mazzeo.

L’operazione materiale delle esecuzioni delle 7 misure cautelari personali, consistenti nel divieto di dimora nel campo e nel divieto d’esercizio d’impresa è scattata alle prime ore del mattino del 27 ottobre 2026 ma, come facilmente intuibile, l’indagine “ha avuto origine nel 2024” quando l’acume investigativo del Capitano Giuseppe Santoro mise gli Enti preposti in allarme su quanto stava accadendo al Campo Nomadi “Pinot Gallizio” di Alba.

I fatti ci dicono che si è giunti all’esecuzione delle misure cautelari a seguito di “prolungate e complesse investigazioni” che hanno “consentito di individuare una filiera illecita facente capo, a vario titolo, a 21 soggetti di una comunità con legami familiari, alcuni dei quali titolari di ditte individuali o soci di cooperative formalmente attive nel recupero dei rottami”.
Dal Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, il Tenente Colonnello Daniele Riva ci esplicita che “schermati dalla parvenza di legalità offerta dalle partite IVA, gli indagati avevano trasformato il campo nomadi in una vera e propria base logistica abusiva”.
Ancora una volta, come già accaduto in passato, in molti si chiedono perché se ne siano accorti i Carabinieri e non gli Agenti della Polizia Locale di Alba che, per competenza ed attribuzione, hanno un maggior controllo e una conoscenza più specifica del territorio urbano. Ma tant’è.
Al netto delle indagini siamo in grado di dirvi che “i carichi di rifiuti speciali venivano introdotti senza alcuna tracciabilità, per estrarne poi le frazioni metalliche nobili (rame, ottone e ferro). Tutto il materiale privo di valore commerciale, altamente inquinante, veniva invece sversato e/o ammassato direttamente a ridosso delle abitazioni del campo nomadi e sulle sponde del Tanaro, generando discariche a cielo aperto in piena fascia fluviale vincolata, situata a breve distanza dal Centro Storico di Alba e dal paesaggio vitivinicolo tutelato dall’UNESCO quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Torna copiosa la domanda: come mai nessuno si è accorto delle “discariche a cielo aperto” situate a “breve distanza dal Centro Storico di Alba” se non i Militari della Compagnia Carabinieri di Alba e l’allora Comandante Giuseppe Santoro?
Per fortuna alla Procura di Asti non sono superficiali quando le Forze dell’Ordine segnalano ipotesi di reato e, dunque, sono stati impiegati simultaneamente circa 100 Carabinieri (tra componente territoriale e forestale) che, coordinati dall’Autorità Giudiziaria, hanno “svelato un vero e proprio mercato parallelo e remunerativo: oltre al sequestro di svariate tonnellate di rifiuti pericolosi e cumuli di metalli pregiati, sono stati rinvenuti timbri aziendali usati per attestare falsi conferimenti e un kit professionale per la contraffazione di targhe automobilistiche”.
Grazie alla professionalità dell’Azienda Regionale per la Protezione dell’Ambiente, ARPA Piemonte, sono stati fatti dei carotaggi e dei campionamenti del terreno i quali, dopo attente analisi, “hanno certificato un quadro di profondo inquinamento: suoli del tutto privi di impermeabilizzazione accoglievano fusti corrosi di sostanze oleose, carcasse e parti meccaniche non bonificate, batterie esauste al piombo, cavi bruciati e rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche esposti alle intemperie”.
Come detto sono stati effettuati specifici esami di laboratorio che hanno portato ad un “documentato livello di contaminazione tossica fino a 300 volte superiore ai valori soglia di legge, con concentrazioni allarmanti di idrocarburi pesanti, piombo, zinco, antimonio, cadmio e cromo”.
Grazie ad un alacre e precipuo lavoro di polizia giudiziaria svolto dai Militari dell’Arma, la Procura della Repubblica di Asti ha potuto attenzionare 21 soggetti per “gestione illecita di rifiuti, discarica abusiva e deturpazione di bellezze naturali”.
Come detto 7 dei 21 deferiti sono stati meritevoli di “misure cautelari notificate il passato 27 ottobre, proprio per inquinamento ambientale e gestione illecita di rifiuti, precedute dal sequestro preventivo delle aree contaminate e di 7 autocarri impiegati nei trasporti illegali, avvenuto l’1 ottobre 2026”.
Mentre la politica pensa solo ad organizzare fiere, sagre, palii, eventi mangerecci e dozzinali, le Forze dell’Ordine operano con precisione chirurgica per consegnare gli eco-criminali all’Autorità Giudiziaria.
Doveroso è il ringraziamento al personale militare del NORM Carabinieri di Alba, al NIPAAF Carabinieri Forestale di Cuneo, e all’ottimo Capitano Giuseppe Santoro – oggi Comandante della Compagnia Carabinieri di Aversa, alle dipendenze del Comando Provinciale di Caserta – per quanto fatto a tutela dell’ambiente, della salute pubblica, della salvaguardia delle persone oneste e per bene.
