Luca Pantanella: “La protesta non diventi uno strumento per alimentare violenza, devastazioni e attacchi alle Forze dell’Ordine”
Il Segretario generale provinciale della FSP Polizia di Stato richiama l’attenzione sulle possibili infiltrazioni nei cortei, sull’utilizzo strumentale dei giovani e sui presunti tentativi di provocazione ai danni degli operatori in servizio.
Le manifestazioni svoltesi in questi giorni in diverse città italiane riaccendono l’attenzione su un fenomeno preoccupante: il rischio che iniziative nate sotto il segno della protesta vengano strumentalizzate da gruppi intenzionati a provocare disordini, alimentare tensioni e mettere in discussione l’ordine pubblico attraverso comportamenti violenti.
“Dopo gli episodi della scorsa settimana caratterizzati da devastazioni, danneggiamenti e saccheggi di attività commerciali – dice Pantanella – il massiccio dispiegamento delle Forze dell’Ordine e l’attività preventiva hanno contribuito a impedire il ripetersi di analoghi saccheggi”.
Non sono tuttavia mancati, secondo quanto segnalato, tentativi di provocazione e momenti di tensione protrattisi fino a tarda sera:
“La libertà di manifestare è un diritto fondamentale, ma non può diventare il paravento dietro cui nascondere violenza, devastazioni e tentativi di provocare le Forze dell’Ordine”
Aggiunge Luca Pantanella, Segretario generale provinciale della FSP Polizia di Stato che insiste:
“Il rischio è che giovani studenti e cittadini, magari convinti di partecipare a una battaglia per una causa legittima, finiscano per essere coinvolti in dinamiche che perseguono obiettivi completamente diversi da quelli dichiarati”.
Presunte infiltrazioni e provocazioni: necessario fare chiarezza. Particolare attenzione merita, secondo il sindacato, la segnalazione di persone che si presenterebbero durante le manifestazioni come appartenenti a categorie professionali, tra cui quella giornalistica o sanitaria, con modalità e finalità che andrebbero verificate.
Un episodio emblematico sarebbe stato segnalato a Torino, dove un uomo qualificatosi come giornalista ma che siamo certi che nn lo fosse, avrebbe ripreso da distanza ravvicinata il volto di un poliziotto, in un contesto che, secondo la ricostruzione riferita, sarebbe stato caratterizzato da atteggiamenti provocatori denunciando poi di essere stato picchiato:
“Chiediamo che questi episodi siano verificati con attenzione. Se qualcuno utilizza qualifiche professionali o simboli identificativi per avvicinarsi agli operatori, provocare tensioni o agevolare comportamenti violenti, siamo di fronte a una questione che merita approfondimenti rigorosi. È fondamentale distinguere chi svolge correttamente il proprio lavoro da chi eventualmente ne sfrutta il ruolo per finalità estranee”
prosegue il Segretario Pantanella che sottolinea inltre come la FSP e gli organi competenti approfondiscano eventuali modalità organizzate di infiltrazione nei cortei, anche attraverso l’analisi dei comportamenti tenuti sul posto e delle informazioni pubblicamente diffuse sui social network.
Ulteriori interrogativi riguardano la circolazione online di riferimenti e contatti per fornire assistenza legale in caso di fermo o intervento delle Forze dell’Ordine. L’assistenza legale costituisce un diritto e non rappresenta, di per sé, un elemento di irregolarità. È tuttavia necessario, secondo il sindacato, verificare eventuali collegamenti concreti con condotte finalizzate a organizzare o favorire disordini.
“Non criminalizziamo chi manifesta pacificamente e non mettiamo in discussione il diritto alla difesa. Chiediamo, però, che si faccia piena luce su ogni eventuale organizzazione che dovesse incoraggiare la violenza o utilizzare i ragazzi come prima linea di uno scontro che finisce per danneggiare loro stessi, le città e l’intera collettività”
rimarca ancora il Segretario Generale Provinciale Pantanella che richiama inoltre la responsabilità del dibattito pubblico e delle forze politiche:
“Le dichiarazioni rese in merito a eventuali fermi di minorenni, da parte di un deputato di AVS che protestava contro il fermo di due minorenni solo per il fatto ‘ che avesserò 2 molotov’ e’ gravissimo ed inconcepibile, soprattutto quando sono in corso accertamenti su fatti gravi, dovrebbero essere improntate alla prudenza e al rispetto delle verifiche investigative, ma ormai è accertato che questa parte politica aspira a questo tipo di elettorato.
Non è accettabile invece che gli operatori vengano preventivamente trasformati in capri espiatori ogni volta che intervengono per contenere situazioni di pericolo. Allo stesso tempo, ogni responsabilità deve essere accertata nelle sedi competenti, nel rispetto della legge e delle garanzie individuali. La sicurezza pubblica non può diventare terreno di propaganda”.
A pagare il prezzo più alto delle manifestazioni che degenerano sono spesso i commercianti, costretti a fare i conti con vetrine danneggiate, attività compromesse e perdite economiche, insieme ai cittadini che subiscono blocchi, disagi e un peggioramento della vivibilità urbana.
A questi danni si aggiungono i costi organizzativi e umani dei servizi di ordine pubblico, che richiedono un impiego considerevole di personale e risorse per prevenire saccheggi, proteggere le persone e garantire lo svolgimento delle manifestazioni in condizioni di sicurezza la giornata e’ costata circa 100 mila euro, per garantire la sicurezza, un costo enorme ed inutile per una protesta inutile poiché priva di ogni idea di dibattito e di proposta al governo in chiave contrattuale e documentale.
