Fotografia e immagini possono diventare strumenti per fare formazione e per correggere stili di vita errati. Guai a demonizzare i social network.
La ricerca di “Civico 20 News” nel mondo dei social network, e delle buone realtà giovanili che stanno cambiando il paradigma del lavoro e del fare, continua.
Questa volta parliamo di un giovane torinese, classe 1999, che da alcuni anni sta portando su “Instagram” il concetto di fotografia applicata alle varie sfumature della vita.
Andrea Mazzi, questo il suo nome, ha deciso di utilizzare il social network dedicato alla fotografia e alle immagini per veicolare messaggi, emozioni, stati d’animo e sensazioni in uno spettatore sempre più dipendente dallo smartphone e sempre meno abituato a porsi interrogativi e domande.
Sembra quasi retorico parlare di comunicazione attraverso le immagini ma – in questa epoca del digitale e, dio non voglia, dell’intelligenza artificiale – trovare dei giovani che hanno ancora qualcosa da dire e decidono di farlo, nonostante tutto e tutti, ha dell’incredibile.
In più bisogna sottolineare che Andrea è doppiamente coraggioso visto che “Instagram”, così come altre piattaforme legate all’immagine, sono solitamente appannaggio di creatori di contenuti di sesso femminile. Il mondo social sembra ormai una “cosa da donne”.
All’interno del suo account “andrea_mazzi99”, che conta oltre 11mila follower, il giovane torinese propone scatti di moda, lifestyle, street art, street photography, temi sociali, … tanti linguaggi per un solo obiettivo: realizzare contenuti creativi e coinvolgenti, che animino la discussione e suscitino la riflessione.
I sociologi della comunicazione, che da anni studiano ed analizzano il mondo dei social, spesso dicono che i ragazzi usano le piattaforme per cercare “facili guadagni” e per vivere in un mondo completamente differente da quello reale.
Talvolta questo può esser vero ma, sempre più spesso, i giovani stanno smentendo queste teorie che sono più accademiche che concrete rilevazioni della realtà.
Andrea Mazzi, infatti, è laureato in Scienze della Comunicazione ad indirizzo Comunicazione Digitale d’Impresa, un settore sempre più in espansione che, nel mondo dei social network, ha un ruolo fondamentale.
In diversi scatti, il giovane Mazzi ha posto in evidenza location note e meno note di Torino, portando così la città della Mole anche alle tante persone che nel Capoluogo del Piemonte non ci sono mai state. “Instagram” è anche questo.
Questa forma d’arte, inseribile nel grande e variegato mondo della street photography, permette di registrare la vita quotidiana in un luogo pubblico, accessibile a tutti, per condurre chi osserva a porsi degli interrogativi e, perché no, ad identificarsi con chi è ritratto nella foto.
Di alto impatto socio-culturale anche l’impegno del giovane Andrea nella lotta contro la violenza di genere, con un focus peculiare verso la violenza contro le donne.
Leggere a didascalia di una foto che “è un peccato che noi teniamo conto delle lezioni della vita soltanto quando non ci servono più a niente”, su un social network, nell’account di un ragazzo di 26 anni, fa riflettere.
Oggi si corre, si è ostaggi della vita frenetica, non si ha tempo per pensare e, anche quando se ne ha, si preferisce non farlo. Pensare obbliga a porsi interrogativi che, spesso, ci fanno vergognare di come stiamo conducendo la nostra esistenza.
In un mondo nel quale i femminicidi e le violenze di genere non si contano, è ammirevole leggere un ragazzo under30 che sottolinea come “bellezza e femminilità sono senza età e non si possono inventare. Il vero glamour non può essere costruito, si basa sulla femminilità”.
Piccole frasi, semplici didascalie, che pongono l’astante dinanzi alla domanda delle domande: qual è il mio ruolo nel mondo? Come posso io contribuire, fattivamente, a migliorare la società?
Se tanti uomini si ponessero queste domande, probabilmente, avremo meno casi di “Codice Rosso”, meno pagine di cronaca nera, meno femminicidi e violenze gratuite verso quello che, in letteratura, veniva narrato come “gentil sesso”.
Attraverso i social network si possono veicolare dei messaggi molto belli, costruttivi e profondi, … per fare un piccolo atto che, nel lungo periodo, può andare a modificare la società.
Ecco perché Andrea Mazzi ha voluto parlare ai suoi follower così: “Agisci in modo che ogni tuo atto sia degno di diventare un ricordo”. Che bello se ogni nostro gesto, ogni nostra attività, potessero diventare un ricordo positivo per chi ci sta attorno.
I giovani, e questa ne è la prova, hanno tanto da comunicare. Dentro di loro serbano una scintilla della potenza creatrice del mondo che li porta a cadere, sbagliare, commettere errori, ma a rialzarsi senza lasciare che gli intoppi li frenino dal continuare il meraviglioso, quanto periglioso, cammino della vita.
Per il giovane Mazzi è importante ricordare che “a volte la cosa più difficile non è dimenticare, ma imparare e ricominciare da capo”. Se certa classe politica e dirigente comprendesse ciò, probabilmente, si farebbe un gran passo in avanti nelle politiche giovanili e si costruirebbe una società del domani più conscia e consapevole.
Nell’account “Instagram” di Andrea Mazzi immagini ed aforismi si alternano, rincorrono e completano come in un puzzle dall’immagine armonica. Ogni immagine ha il suo commento e ogni commento ha una sua morale, un suo substrato, un suo obiettivo.
Questo trasforma un social, all’apparenza leggero e goliardico, in una sorta di “atrio dei gentili” dove poter comunicare contenuti, messaggi, lezioni di vita.
A personaggi come Elsa Fornero che, da Ministro della Repubblica, rivolgendosi ai giovani. disse “non siate troppo choosy”, bisognerebbe far fare un giro su account come quello di Andrea Mazzi e farla riflettere sul fatto che “la vita è come un arcobaleno: ci vogliono pioggia e sole per vederne i colori”.
La vita non è sempre “rose e fiori”, non è sempre semplice e, talvolta, è davvero dura ma non si può lasciare che la paura del non farcela ci si ponga innanzi e ci sbarri il cammino. Come scrive Andrea Mazzi, infatti, “chi ha paura di soffrire, già soffre perché ha paura”.
Il viaggio all’interno del mondo social, troppo ignorato da docenti universitari, pedagoghi, formatori e legislatori, continuerà con lo scopo ultimo di dar voce a quello spaccato di società che parla, si esprime e colloquia con un linguaggio nuovo, fresco ed originale.
Compito del giornalismo è quello di narrare ciò che accade, ovunque accade.

Auguro a questo giovane ,che ha una visione così bella della strada che ogni suo pari può percorrere, di poter realizzare i suoi progetti; credo che sarebbe di grande aiuto a quanti dai social chiedono solo volgarità e violenza
Bello l’articolo scritto per Andrea che riempie di significato il suo lavoro artistico all’interno del social.
Una vera motivazione intellettuale che guida questo ragazzo ad una storia non banale ma piena di significati culturali, considerando anche la sua giovane età
Davvero complimenti per il lavoro fatto.