Ad Alba non si placano le polemiche sul “furto con spaccata” avvenuto lo scorso fine settimana in Corso Langhe.

Nella serata di ieri abbiamo parlato dell’assurdo “furto con spaccata” avvenuto in Corso Langhe, ad Alba, ai danni della profumeria Douglas.
Intanto è bene spiegare cosa significa, nel concreto, “furto con spaccata”. Lo facciamo ricordando che si sta parlando dell’articolo 625 del Codice Penale, nel quale si delineano le circostanze aggravanti del furto, aumentando la pena basica contenuta nell’articolo 624 del Codice Penale.
E’ necessario chiarire che questo tipo di aggravante si applica allorquando “il colpevole utilizza violenza sulle cose, mezzi fraudolenti, destrezza, agisce con il concorso di altre persone, o compie il furto su cose specifiche (es. bagaglio, mezzi di trasporto pubblici)”.
Compito di chi fa cronaca è spiegare ai lettori cosa accade, come accade e come si possono contrastare talune forme di criminalità urbana.
Visto il gravissimo fatto avvenuto ai danni della profumeria Douglas, nel centro di Alba, abbiamo voluto sentire l’opinione di un giovane politico locale che frequenta la Capitale delle Langhe e ben conosce il modo in cui la città si è moralmente deteriorata nell’ultimo decennio.
Abbiamo preso contatto con il Consigliere Comunale di Albaretto della Torre, Mattia Taricco, “Forza Nuova”, che – nonostante la giornata festiva – ci ha risposto e detto: “Riguardo la spaccata dell’altra notte in Corso Langhe, ad un’altezza considerabile pieno centro di Alba, vorrei solamente chiedere agli albesi: ‘fatti come questo, che avvengono ormai con una certa cadenza, accadevano anche solamente 10 anni fa?’”.
La domanda è assolutamente retorica in quanto la risposta è ben nota agli albesi. Come detto, nell’ultimo decennio la Città di Alba è peggiorata, non poco, sul fronte della sicurezza. L’Arma dei Carabinieri lavora in modo preciso, puntuale, potremmo dire chirurgico, ma è da sola.
La Polizia Locale della Città di Alba è poco presente e la cittadinanza spesso lamenta che è precipuamente utilizzata per sanzionare le violazioni al Codice della Strada, ignorando quasi del tutto la sicurezza urbana.
Chi scrive di cronaca sa bene che le ben riuscite operazioni contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, il contrasto al caporalato sui luoghi di lavoro, la tutela dell’ambiente, il contrasto all’immigrazione criminale nella Capitale delle Langhe, sono tutte state compiute dalla Compagnia Carabinieri di Alba – nelle sue svariate articolazioni – sotto l’eccellente comando del Capitano Giuseppe Santoro.

Giusto per non stare nel generico ricordiamo che tutto l’albese rammenta l’“Operazione Restyling” del luglio 2024, nella quale vi era stato un “sequestro preventivo del “Residence della Stazione” e all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora nella Provincia di Cuneo a carico di cinque soggetti stranieri”.
Allo stesso modo non è stata dimenticata l’“Operazione Restyling 2” del maggio 2025 nella quale i militari alle dipendenze del Capitano Santoro hanno assicurato alla Giustizia otto pusher stranieri.
Come fece sapere il Comandante del Reparto Operativo presso il Comando Provinciale Carabinieri di Cuneo, Tenente Colonnello Daniele Riva: “Nelle prime ore del mattino del 28 maggio, i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno dato esecuzione ad otto ordinanze di applicazione di misure cautelari emesse dal Tribunale di Asti, nei confronti di otto soggetti di origine africana per spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi della Stazione Ferroviaria albese”.
Tante di queste operazioni, risultanze investigative, attività di delicata polizia giudiziaria, non sarebbero state possibili senza l’ottimo operato del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Alba, al comando del Luogotenente Paolo Cavelli, noto in Granda per esser stato encomiato, alla Festa dell’Arma, il 05 giugno 2025, presso la Caserma Gonzaga di Cuneo, per aver posto in essere una “attività investigativa che ha permesso di smantellare un sodalizio criminale, attivo nel traffico di sostanze stupefacenti, con 17 arresti in flagranza, 2 kg di cocaina sequestrati e 15.000 euro in contanti”.
Alba, dunque, non è la città sicura, turistica, accogliente, che il Municipio cerca di descrivere.

Se, nella Capitale delle Langhe, in pieno centro, dinanzi alla Stazione Ferroviaria, i Carabinieri hanno dovuto porre in essere due articolate operazioni che hanno dato adito a diversi provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, evidentemente, ad Alba c’è un problema sicurezza.
Problema che ha trovato conferma nel “furto con spaccata”, avvenuto nella notte fra il 6 e il 7 dicembre scorso, in pieno centro, ai danni di un’attività commerciale che, visto l’imminente Natale, è nel pieno del suo lavoro.
Anche per questo, il Consigliere Taricco tiene a domandare: “La Giustizia sarà celere e puntigliosa nei confronti di questi soggetti come lo è stata nei riguardi di Mario Roggero?”.

La domanda è lecita e legittima dal momento che nell’albese c’è ancora molto sgomento dopo la sentenza di secondo grado, emessa dalla Corte d’Appello di Torino, nei confronti del gioielliere di Grinzane Cavour, colpevole di essersi difeso a seguito di rapina.
Moltissimi cittadini albesi, specialmente sui social network, esprimono riconoscenza nei confronti dell’Arma dei Carabinieri per quanto fa a salvaguardia delle persone oneste ed auspicano che si implementino le azioni repressive nei confronti di chi vive di espedienti e di reati predatori.
Dal canto nostro, ci auguriamo che l’Arma dei Carabinieri prenda in considerazione un’implementazione dell’organico in forza alla Compagnia Carabinieri di Alba che, al netto delle evidenze, è eccellente, tempestiva, estremamente operativa ma, soprattutto, molto vicina alla cittadinanza che, infatti, ne apprezza la presenza e la coerente azione.
Sarebbe anche bello, vista la gravità del fatto avvenuto in Corso Langhe, che il Sindaco della Città di Alba, Alberto Gatto, e l’Assessore alla Polizia Municipale e Sicurezza, Davide Tibaldi, spiegassero alla città cosa intendono fare per prevenire e scoraggiare simili azioni delittuose.
La sicurezza urbana non può e non deve essere posta in fondo alla lista delle cose che una Giunta politica è chiamata a fare.
