La CPAC (Conservative Political Action Conference) è una delle principali conferenze internazionali dell’area conservatrice e della destra politica.
Nata negli Stati Uniti nel 1974, come principale appuntamento del mondo conservatore all’interno del Partito Repubblicano, ha oltrepassato i confini arrivando in Europa e in Australia, Messico, Gran Bretagna, Ungheria e ora l’Italia.
E’ organizzata dall’American Conservative Union (ACU) e riunisce esponenti politici, rappresentanti istituzionali, attivisti, opinion leader e organizzazioni del mondo conservatore.
L’obiettivo è creare una rete globale di forze politiche e culturali che condividono, seppure con differenze nazionali, una parte dell’agenda conservatrice.
Per l’appuntamento italiano al quale sono invitati la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, insieme all’intero esecutivo e non solo, si può parlare di un momento di confronto e networking dell’area conservatrice, oltre che di una prima tappa verso un evento CPAC strutturato in Italia nel 2027.
Quali sono gli obiettivi?
In generale, la CPAC mira a:
- riunire e mettere in rete le diverse componenti del movimento conservatore;
- promuovere idee e politiche conservatrici, su temi come libertà individuale, sicurezza, sovranità nazionale, economia, famiglia e valori tradizionali;
- favorire il confronto politico attraverso panel, dibattiti e interventi di leader politici e culturali;
- rafforzare il consenso intorno alle posizioni conservatrici e creare una piattaforma di dialogo tra politica, società civile e mondo dell’informazione;
- costruire relazioni internazionali tra movimenti e partiti conservatori di Paesi diversi.
Siamo pertanto in presenza di un segnale importante su due fronti, quello del conservatorismo in Italia e quello delle relazioni tra conservatori italiani e statunitensi.
