Opportuno non sottovalutare l’avvertimento di Mosca
L’avvertimento arriva dal ministero degli Esteri russo, che ha dichiarato che le forze russe continueranno a condurre «massicci attacchi di rappresaglia» e che la responsabilità di eventuali conseguenze ricadrà su chi ignorerà l’avviso
L’ennesimo appello di Mosca a diplomatici e cittadini stranieri perché lascino Kiev merita di essere preso sul serio, non significa automaticamente che sia imminente un’escalation, ma sarebbe un errore liquidarlo come una semplice minaccia propagandistica.
In una guerra ormai segnata da attacchi sempre più pesanti e da una crescente pressione sulla capitale ucraina, un messaggio rivolto esplicitamente agli stranieri assume un peso particolare.
La prudenza impone di considerare anche lo scenario peggiore, soprattutto quando a essere coinvolte potrebbero essere rappresentanze diplomatiche e cittadini di Paesi terzi.
Non sottovalutare non significa cedere all’allarmismo, significa, al contrario, leggere i segnali con freddezza e prepararsi alle loro possibili conseguenze, Kiev resta una città in guerra, e ogni nuovo avvertimento proveniente da Mosca va valutato alla luce di ciò che sta accadendo sul terreno.
In questo momento, la cautela non è debolezza né panico, è responsabilità, perché quando una capitale europea viene nuovamente indicata come possibile teatro di attacchi, ignorare l’avvertimento sarebbe molto più rischioso che prenderlo sul serio.
