Papa Pio XII, Eugenio Pacelli, non aveva dubbi: la Chiesa “sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio”.
Tantissimi Cristiani, non solo Cattolici, leggono con interesse le questioni che attengono al Vaticano e, ad ogni articolo pubblicato, interpellano lo scrivente per saperne di più. Questo obbliga, per rispetto all’ampia platea cui la nostra Testata si rivolge, ad approfondimenti ed analisi.

Nelle ultime settimane abbiamo trattato di sacerdoti che hanno preso parte alle piazze pro-Pal, agli scioperi generali indetti dai sindacati comunisti CGIL e USB, ad iniziative di dubbia coerenza con quello che è il Magistero Cattolico.
Qualche nostro attento, e scrupoloso, lettore ci ha domandato: “ma la Chiesa Cattolica non aveva scomunicato e condannato l’ideologia comunista?”. La risposta è che i nostri lettori hanno più che ragione.
Tanto per non restare nel vago, facciamo riferimento alle parole di un grande Pontefice, Pio XII, che, scrivendo al Conte Enrico Pietro Galeazzi, insegnava: “Supponete, caro amico, che il comunismo non sia che il più visibile degli strumenti di sovversione contro la Chiesa e contro la tradizione della Rivelazione divina, allora noi stiamo per assistere all’invasione di tutto ciò che è spirituale, la filosofia, la scienza, il diritto, l’insegnamento, le arti, la stampa, la letteratura, il teatro e la religione”.
Sembra qualcosa di avulso dai giorni nostri, un tema lontano da ciò che ci appartiene, ma non è assolutamente così.

Le parole di Papa Eugenio Pacelli sono assolutamente attuali e lo possiamo vedere nel terribile intento di portare il tema dell’aborto, dell’eutanasia, della teoria del gender, nelle scuole, per pervertire la mente innocente degli studenti.
Non parliamo poi del giornalismo che, in modo davvero inopportuno, parla di “aborto legale”, come se l’atto di interrompere volontariamente una vita umana, per quanto piccola, possa essere in qualche modo legalizzato.
Pio XII, Pontefice giusto, aveva chiaro qual era il tarlo che avrebbe demolito la sacralità della Chiesa e dei Sacri Palazzi.
A proposito di ciò, scrivendo al Conte Galeazzi, ha analizzato: “Io sono assillato dalle confidenza della Vergine alla piccola Lucia di Fatima. Questa ostinazione della Buona Signora davanti al pericolo che minaccia la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenterebbe l’alterazione della fede, nella sua liturgia, la sua teologia e la sua anima”.
Moltissimi sacerdoti, vescovi e cardinali, già nella prima metà del XX secolo, ben prima che Papa Giovanni XXIII annunciasse l’apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II, volevano demolire la sacralità della Chiesa, dei suoi riti, delle sue tradizioni, della sua storia.
Ed è per questo che Papa Pacelli, nello scrivere all’amico, insiste: “Io sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Cappella sacra, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rifiutare i suoi ornamenti, darle rimorso per il suo passato storico”.

In questo 2025, siamo tutti consci del fatto che tutto ciò che è “passato storico” mette allergia a quella porzione di Chiesa Cattolica che si riconosce in personaggi del calibro di Matteo Maria Zuppi, Francesco Savino, Domenico Battaglia, Corrado Lorefice, Vincenzo Paglia, e “compagni” vescovi.
Quanta acredine c’è in questa porzione di Chiesa nei confronti della “Messa Vetus Ordo”, della direzione spirituale, del Santo Rosario, della devozione alla Beata Vergine Maria.
Ecco perché, ben prima del famigerato ’68, Pio XII insisteva: “ho la convinzione che la Chiesa di Pietro deve rivendicare il suo passato – altrimenti si scaverà la fossa. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato”.
Quel giorno è giunto in quanto il mondo civile, cosiddetto laico, ha rinnegato Dio aprendo alla transizione di genere, al divorzio, all’aborto, all’eutanasia, al suicidio medicalmente assistito, alle adozioni alle coppie omosessuali, alle unioni omosessuali, ecc…
La Chiesa Cattolica, con l’arrivo di Jorge Mario Bergoglio sul soglio di Pietro, ha iniziato a mettere in dubbio l’insegnamento di Gesù Cristo.
Con “Amoris Laetitia” si è messa in dubbio la pastorale della famiglia che fu Gesù stesso ad iniziare nella predicazione al Collegio Apostolico. Con “Fratelli Tutti” si sono poste sullo stesso piano le figure di Gesù Cristo e Maometto. Con “Fiducia Supplicans” si sono paragonate la Famiglia, fondata sulla Sacra Famiglia di Nazareth, e le coppie LGBT.

Papa Pio XII aveva visto lontano. Essendo un Pontefice legittimamente eletto, com’è risaputo, godeva dell’assistenza straordinaria dello Spirito Santo. Evidentemente, la Terza Persona della Santissima Trinità gli aveva dato modo di vedere ciò che sarebbe accaduto, rendendolo un profeta, ahinoi, inascoltato.
E come negare la profezia di Pio XII? Come non tener conto di quanto Egli scrisse all’amico Enrico Pietro Galeazzi?
Papa Pacelli aveva visto che la Chiesa “sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che il Suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta”.

Quest’ultima asserzione ci fa correre veloci alla profezia dell’abominio della desolazione. Si parla di una Chiesa che ha smarrito se stessa, ha perso la direzione, ha deciso che Dio non è necessario.
Grande sofferenza alberga nel cuore di quanti sono ancora Cristiani e che, nonostante le mode del momento, hanno deciso di rimanere Cattolici e di ripudiare Satana e le sue seduzioni.
Il tempo dirà come andranno le cose ma una cosa è certa: in Vaticano la sacralità è andata a farsi benedire. Pachamama docet.
L’immagine di copertina è stata generata con Copilot Microsoft AI.
