L’Associazione Italia-Israele dice la sua sulla vergognosa richiesta di “liberazione di Marwan Barghouti”.

Il 27 ottobre scorso vi abbiamo parlato della vergognosa aggressione verbale avvenuta ai danni dei Consiglieri Comunali Noemi Mallone, “Fratelli d’Italia”, e Franco Civallero, “Forza Italia”, da parte di attivisti, volontari, sodali, simpatizzanti della piazza pro-Pal che hanno occupato Piazza Europa per un intero mese, 24 ore su 24.
Il comportamento posto in essere da costoro è stato poi parzialmente stigmatizzato, la sera dopo, nella seduta consiliare del 28 ottobre, da un visibilmente imbarazzato Presidente del Consiglio Comunale, Marco Vernetti, che ha ribadito come non è in alcun modo consentita l’aggressione ai danni di un eletto dal Popolo.
Parole apprezzate ed apprezzabili che, però, tanti cuneesi hanno ritenuto tardive.

Chi conosce Marco Vernetti sa che è stato un Consigliere Comunale molto corretto durante la sua esperienza tra i banchi del Consiglio, sempre ligio al regolamento e mai maleducato o verbalmente violento nei confronti dei suoi avversari politici.
Si palpava il suo imbarazzo nel dover richiamare all’ordine i presenti in Aula e nel dover rammentare ai Consiglieri Comunali che la gazzarra non è rispettosa di chi segue il Consiglio Comunale in Aula o, da remoto, via web.
Il Consiglio Comunale di Cuneo, nonostante sia popolato da moltissimi pensionati, ha atteggiamenti da scuola dell’infanzia. Sembra di essere all’“asilo Mariuccia” e taluni Consiglieri non hanno il benché minimo rispetto dell’Istituzione nella quale si trovano eletti.
Negli anni il livello del Consiglio Comunale si è degradato e deteriorato in modo visibile e, non a caso, tanti cittadini hanno scelto di non andare a votare e di non più seguire i lavori delle Commissioni e dell’Aula.

Stamane, diversi giornali della Granda, assieme a molti gruppi sui social network, hanno riportato le parole del Presidente dell’“Associazione Italia-Israele” di Cuneo, Davide Cavaliere, che ha scritto: “È sconcertante che il Consiglio Comunale di Cuneo abbia approvato – non avendo evidentemente questioni più urgenti da affrontare – un ordine del giorno per chiedere la liberazione di Marwan Barghouti, elevando un terrorista pluricondannato a simbolo di libertà”.
Lo sconcerto del Presidente Cavaliere è condiviso da molti cittadini che, infatti, hanno pubblicamente commentato che non si riconoscono in “Cuneo per i Beni Comuni” e “Cuneo Mia” e nelle loro ideologiche, demagogiche e strumentali “battaglie politiche”, figlie di un’ideologia che nulla ha di rassicurante.
Giusto per fare chiarezza, e per dare contezza del personaggio, va specificato che “Barghouti non è un pacifista, ma un assassino sanguinario giudicato colpevole dalla giustizia israeliana per la sua diretta responsabilità in attacchi terroristici in cui hanno perso la vita civili innocenti”. Sono state uccise persone innocenti, è stato versato il sangue di cittadini civili, e dietro tutto questo c’era il nuovo idolo dei “compagni” cuneesi.
La condanna di Marwan Barghouti a cinque ergastoli “non è un dettaglio trascurabile, ma la conseguenza giudiziaria di feroci atti di terrorismo”. Il terrorismo non può mai, in nessun caso, per nessuna ragione, essere tollerato, giustificato, capito. Il terrorismo va sempre condannato.
Bene fa il Presidente Cavaliere a insistere che “ai consiglieri dei gruppi “Cuneo per i Beni Comuni” e “Cuneo Mia” che hanno presentato l’Ordine del Giorno, agli 11 che lo hanno votato dando un parere favorevole e agli 8 che si sono astenuti, andrebbe impartita una lezione di storia contemporanea: allo scoppio della Seconda Intifada, nel 2000, Barghouti divenne un leader delle Brigate dei Martiri di Al-Aqsa”.
Non stiamo parlando né di un chierichetto, né di un soggetto che ha fatto della non violenza il suo stile di vita. Stiamo parlando di un soggetto sovversivo che della violenza e dell’odio verso il Popolo Ebraico ha fatto il suo regal vessillo.
Per correttezza, come sempre dovrebbe fare chi si occupa di cronaca, dobbiamo dire che la colpa non può essere attribuita al Presidente del Consiglio, Marco Vernetti, che, come dettano le norme, non può sindacare nel merito i contenuti degli Ordini del Giorno a meno che questi non siano palesemente illegittimi.
Sarebbe opportuno, invece, mettere mano al Regolamento del Consiglio Comunale per riportare un po’ di ordine, disciplina e rispetto nell’ambito della discussione che deve essere, sempre, rispettosa, franca, schietta e democratica.

Emblematico è stato l’intervento del Consigliere Comunale Luca Paschiero, “Cuneo Civica”, che, rivolgendosi ai suoi colleghi della sinistra comunista, ha detto: “E’ inutile che ci prendiamo in giro. La pace voi la vorreste fatta in un modo. Ma se non è fatta in quel modo lì, non vi va bene. E’ difficile sedersi a un tavolo. E’ difficile arrivare a trovare un compromesso. Si chiede al Consiglio Comunale di impegnarsi per chiedere la necessità di una pace giusta. Qual è la pace giusta?”.
Lo ha fatto dopo che il Vicepresidente del Consiglio Comunale, Ugo Sturlese, “Cuneo per i Beni Comuni”, è arrivato a dire che il terrorista Marwan Barghouti è un “personaggio che storicamente ha il significato di un Mandela, di quello che è stato per il Sudafrica”.
Parole gravi, irricevibili, indecenti, in un’Aula che da sempre si è schierata con la legalità e mai con il terrorismo. Checché ne dica il Consigliere Sturlese, Marwan Barghouti è un pluricondannato, omicida, terrorista e, nel diritto italiano, figlio del Diritto Romano, “il fine non giustifica i mezzi”.
Con una chiarezza somma, il Consigliere Paschiero, giovane e brillante membro dell’Aula, ha poi aggiunto – sempre rivolto a “Cuneo per i Beni Comuni” e “Cuneo Mia” – proponenti dell’Oggetto numero 4: “Qual è la pace giusta? La pace per tutti, o la pace solo per qualcuno? Non avete la capacità di ascoltare gli altri”.

E questa è verità assoluta. Ugo Sturlese, Luciana Toselli, Aniello Fierro, Claudio Bongiovanni, non ascoltano niente e nessuno, non si confrontano, non dialogano ma provano – sempre e comunque – ad imporre la loro visione, la loro idea, la loro prospettiva.
Prova ne sono le intemperanze del Consigliere Sturlese che, spesso, alza la voce in Aula, urla, non rispetta il minutaggio concessogli, sforando ed infischiandosene del Regolamento dell’Assise, ecc…
Tra un’intemperanza e l’altra, però, il Consigliere Sturlese dovrebbe rammentare che, sotto il comando di Barghouti, “le Brigate dei Martiri di Al-Aqsa si resero responsabili di numerosi attacchi contro Israele, tra cui un attentato suicida in un bar di Gerusalemme nel marzo 2002, in cui persero la vita 11 civili e ne rimasero feriti più di 50, nonché di due attentati kamikaze a Tel Aviv nel gennaio 2003, che provocarono la morte di 23 persone e il ferimento di oltre un centinaio”.
Questo è il soggetto per cui il Consiglio Comunale di Cuneo ha chiesto la liberazione dal carcere, elevandolo a simbolo di libertà.
Non si sta parlando di un condannato ingiustamente o di uno che sta scontando una pena non sua per “scambio di persona”. Si parla di un terrorista che “venne catturato dall’esercito israeliano a Ramallah, sua città natale, nell’aprile del 2002 con l’accusa di terrorismo e per l’omicidio di 26 persone. Nel corso del processo, ribadì il suo sostegno alla «resistenza» armata. Al termine di un regolare processo, fu condannato per omicidio con ben cinque sentenze all’ergastolo”.
Prima di scrivere questo articolo, abbiamo sentito l’Ufficio Stampa del Comune di Cuneo per sapere se fosse in procinto un Comunicato Stampa esplicativo della questione da parte dell’Amministrazione Comunale, ci siamo incontrati anche con alcuni cittadini, nostri assidui lettori, per raccogliere opinioni ed impressioni.
Abbiamo ritenuto affrontare la vicenda, senza fare “copia-incolla” del Comunicato preciso e puntuale del Presidente dell’“Associazione Italia-Israele” di Cuneo, ribadendo quanto è accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale e cercando di chiarire che l’approvazione dell’Oggetto numero 4 non rappresenta tutti i cittadini cuneesi, la maggioranza della città, l’elettorato di Centrodestra.
L’Oggetto è stato votato da un’Aula semi-deserta, con un’astensione importante, con un chiaro dissenso di “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia”, “Lega” e “SiAmo Cuneo”, da sempre per la legalità e contro il terrorismo.

A volte viene da chiedersi se certa gente si è bevuta il cervello! Come è possibile OSARE di chiedere il rilascio di un elemento come Barghouti che ne ha fatte di tutti i colori? Come si può non vergognarsi di una richiesta del genere? Hai fatto bene Elia ad elencare i misfatti di quel verme perché forse le sinistre non sanno nemmeno cos’ha fatto e sbraitano per restare nella scia dei loro capi bastone così alla cieca per essere “ i rivoluzionari di sinistra “ de noantri, come dicono i romani. Che degrado! Che ignoranza! Che incoscienza! Che mancanza di sensibilità e di valori morali!
Carissima Margherita, sanno benissimo cosa ha fatto e chi è. Gli piace proprio per questo perché hanno ideologie anti-israelitiche.