A Milano, così come in troppe diocesi, l’Arcivescovo fa l’amico dei musulmani, gli stessi che sostengono la “sharia”.

Nella sincretista chiesa di Jorge Mario Bergoglio si scomunicano e riducono allo stato laicale i sacerdoti che predicano la Parola di Dio e si attengono al Magistero bimillenario di Santa Romana Chiesa, al contempo, però, si solidarizza con i musulmani.
A portare avanti un infruttuoso – e pericoloso – dialogo con quanti approvano ed abbracciano la “sharia” è l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che scrive: “Cari fratelli e sorelle musulmani, anche quest’anno è mia premura far pervenire a tutti voi gli auguri miei personali e dei cristiani della Diocesi di Milano per una fruttuosa conclusione del mese di Ramadan e un gioioso ‘Id al-Fitr”.
Come al solito, monsignor Delpini si permette di parlare a nome “dei cristiani della Diocesi di Milano”, non rendendosi conto che molti di essi sono contrari all’Islam, alla “sharia”, alla condizione in cui l’Islam fa vivere le donne, …
Secondo monsignor Delpini, il melenso rapporto con i musulmani serve “per testimoniare gli uni agli altri, e alla società milanese e lombarda, il primato di Dio nelle nostre esistenze, insieme alla gioia che scaturisce dal vivere fedeli a Lui e alla Legge che ci ha donato”.

Evidentemente l’Arcivescovo di Milano non sa che Cristiani e musulmani non hanno la stessa Fede e, conseguentemente, la stessa Legge. Probabilmente per Delpini non è chiaro che Gesù Cristo è la Seconda Persona della Santissima Trinità, il Verbo di Dio incarnato, il Salvatore dell’umanità. Gli islamici vedono Gesù come un profeta al pari (o inferiore) di Maometto.
L’unica cosa che ci unisce, anche se in modo molto marginale, è la figura del patriarca Abramo, riconosciuto come esempio da Ebrei, Cristiani e Musulmani. Altri forti legami non ci sono dal momento che gli islamici definiscono i Cristiani quali “infedeli”.
Il sincretismo dell’Arcivescovo di Milano, ovviamente, affonda le radici nella Lettera Enciclica “Fratelli tutti”, vergata da Bergoglio nel 2020. Monsignor Delpini, infatti, ne fa cenno: “Le nostre religioni ci ricordano che, per fermare l’odio e i conflitti, l’arma migliore è la misericordia di Dio”.
Forse Bergoglio e Delpini non sanno che, proprio in questo periodo, i Cristiani della Siria “hanno subito intimidazioni e maltrattamenti da parte di jihadisti venuti dalla Cecenia, dalla Mongolia, dall’Arabia Saudita e dai paesi del Maghreb”, come ben scrive Mario Zenari de “Il Foglio”.
E’ a questa gente che l’Arcivescovo Delpini augura “una fruttuosa conclusione del mese di Ramadan e un gioioso ‘Id al-Fitr”?
Come dice qualche nostro lettore milanese: “Delpini parla ma non in mio nome!”.

Non so di che gioia parli Delpini!! I milanesi sono disgustati e impauriti dalla presenza dei musulmani in città, dove fanno ogni genere di ribalderie e dí violenze! Ma che dice Delpini??? Prende per scemi i milanesi e noi con loro!! Crede di metterci in pace con due sciocchezze fuori dalla realtà?? Questo discorso è inconcepibile
Cara Margherita, nel 2027 i cittadini di Milano potranno scegliere un nuovo Sindaco per Milano.
Monsignor Delpini e Beppe Sala, come tutti sanno, sono un corpo e un’anima. Due immigrazionisti ai danni dei cittadini lombardi.
Continuo: questi non sono più i pastori della Chiesa! Sono imbonitori che pensano ancora di poter incantare il popolo dicendo stramberie a cui ormai non crede più nessuno! Non gli interessa se ciò che dicono è conforme alle leggi della Chiesa o no; devono assolvere a un compito che gli è stato dato dai loro padroni che sono tutt’altro che cristiani
Monsignor Delpini e Jorge Mario Bergoglio hanno dimenticato che i Cristiani sono “edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù“. (Efesini 2:20)
Maometto, Allah, la sharia, sono eresie che i Cattolici non possono e non devono accettare.
Condivido pienamente questa tua affermazione. Quello che mi disgusta è l’indifferenza generale di noi cattolici. Di questa bergogliana Chiesa siamo delusi, scandalizzati e ce ne vergogniamo.