Leone XIV incontra il Primo Ministro del Commonwealth di Dominica e gli parla delle “conseguenze del cambiamento climatico”.
Nella giornata di ieri, 12 settembre 2025, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il Primo Ministro del Commonwealth di Dominica, Roosevelt Skerrit, è stato ricevuto in Udienza da Leone XIV.

Successivamente il Primo Ministro Skerrit è stato condotto presso i locali della Segreteria di Stato, dove, con il Cardinale Pietro Parolin, e il Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, Monsignor Paul Richard Gallagher, ha parlato del “prezioso contributo che la Chiesa offre al Paese specialmente nel campo assistenziale ed educativo”.
Dalla Sala Stampa della Santa Sede fanno sapere che “sono stati toccati alcuni temi dell’attualità sociopolitica della Regione e del Paese come le sfide in ambito sociale e le conseguenze del cambiamento climatico, rinnovando il reciproco impegno per favorire la mutua collaborazione per il bene del popolo dominicese”.
Non stupisce che il Vaticano si sia impelagato nel discorso delle “conseguenze del cambiamento climatico”.
Ora che Greta Thunberg è impegnata a solcare i mari con la “Global Sumud Flotilla”, qualcuno deve portare avanti l’agenda green.

Non è un mistero, infatti, che già Jorge Mario Bergoglio, aveva “più volte sottolineato i segni sempre più evidenti del cambiamento climatico, considerandola una “malattia silenziosa” causata da modello di sviluppo insostenibili”.
Non è sfuggito a nessuno che – anziché parlare di anime – Bergoglio ha “esortato i leader globali ad agire con urgenza, evidenziando la responsabilità umana nel peggioramento della crisi e la necessità di politiche concrete per proteggere le popolazioni più vulnerabili”.
L’8 luglio 2022, “La Newsletter di ESO”, scriveva: “Papa Francesco torna a suonare l’allarme sull’emergenza climatica, chiedendo di “mettere un freno” al “maltrattamento” della natura. “La natura non perdona mai”, ha detto il pontefice in un’intervista all’agenzia argentina Telam, specificando però che non è la natura a essere “vendicativa” ma l’umanità a mettere a mettere in moto processi che “non sono in armonia con il nostro essere””.
Bene è che si parli di ambiente, di necessità di custodire la terra e il creato ma in Bergoglio vi era un’idolatria assoluta nei confronti della “Madre Terra”, prova ne è stata l’intronizzazione della Pachamama in Vaticano, con tanto di Frati Francescani in atto di adorazione dell’idolo pagano.
Molti Cattolici speravano che Papa Leone XIV invertisse la rotta presa dalla “barca di Pietro” con il precedente timoniere. “Speranza dolce chimera” diceva qualcuno.
Dall’8 maggio 2025, ad oggi, Robert Francis Prevost ha già detto che la “Giustizia ambientale” è “una necessità urgente che unisce giustizia sociale, economica, antropologica e teologica”.
In diverse occasioni ha già fatto appelli all’azione sottolineando “la necessità di invertire la rotta rispetto all’inquinamento, al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità”.
Secondo i colleghi di “Vatican News”, Leone XIV “considera l’educazione ecologica essenziale per cambiare abitudini e mentalità, ponendo le basi per un nuovo stile di vita in comunione con l’ambiente”.
Peccato che i Cristiani debbono essere in comunione con Dio Padre, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, Maria Vergine, gli Angeli, i Santi, secondo l’insegnamento bimillenario della Chiesa Cattolica Romana.
Il 2 luglio 2025, i colleghi del “TG2000” riportavano che Leone XIV ha incoraggiato i fedeli, “specialmente i giovani come gli scout, a trattare il creato con rispetto e a dare un contributo positivo attraverso il proprio stile di vita”.

Bene è rispettare il pianeta sul quale viviamo, fare scelte ecosostenibili, ma preoccupa molto sentire il Sovrano della Città del Vaticano asserire che “solo una conversione interiore può portare a un cambiamento duraturo nel modo in cui si vive in relazione con l’ambiente”.
La “conversione interiore” in Teologia è un “cambiamento profondo e spirituale, che coinvolge un rivolgersi verso una nuova realtà, un nuovo percorso di vita o un nuovo sistema di valori”. La “conversione interiore” serve per aprire il proprio cuore a Gesù Cristo, accogliere Gesù Cristo non solo come Salvatore ma anche come Signore della propria vita, iniziando un percorso verso la perfezione spirituale.
La Chiesa – da sempre – insegna che “questo processo implica l’esercizio della fede, il pentimento per i propri peccati, il battesimo, il ricevimento dello Spirito Santo e la perseveranza fino alla fine”.
Parlare di “conversione interiore” per parlare del “modo in cui si vive in relazione con l’ambiente” è fuorviante e assolutamente in discontinuità con il Magistero dei Pontefici regnanti sino al 13 marzo 2013.
Sicuramente Leone XIV, che domani, 14 settembre 2025, compirà 70 anni, avrà tempo e modo per parlare della salvezza delle anime, dei pericoli del peccato, dei danni causati dalla Teoria del Gender, e di altre questioni che attengono un Ministro di Dio. Il Popolo Santo di Dio resta in trepidante attesa.
