“Baby Gang”, discutibile trapper, rimane a San Vittore. La Magistratura non la pensa come don Claudio Burgio e non attua inutile “dialogo educativo”.
Grazie al cielo in Italia c’è ancora qualche magistrato che non si fa prendere in giro dagli immigrati che – per nascondere le loro nefandezze – si nascondono dietro una presunta attività artistica, definita Trap.

E’ notizia di queste ore che Zaccaria Mouhib, alias “Baby Gang”, resterà in carcere dopo che gli ottimi militari del Comando Provinciale Carabinieri di Lecco, lo hanno arrestato a seguito di operazione antidroga e contro il traffico di armi.
I Carabinieri hanno trovato il Mouhib con una pistola con la matricola abrasa e, di conseguenza, il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Milano, Fiammetta Modica, ha convalidato l’arresto a carico del 24 enne dalla fedina penale “unta e bisunta”.
La dottoressa Modica non ha dubbi nel dire che l’immigrato di origine marocchina “ha dimostrato assoluta indifferenza ai provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria” ed ha aggiungo che è “elevatissimo il rischio di reiterazioni criminali connesso all’impiego a alla detenzione di armi”.
La collega di “ANSA”, Federica Zaniboni, narra che “appena un anno fa, gli era stata applicata la misura della sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza per la durata di un anno e mezzo. Per questo, mercoledì sera, prima dell’arresto, era stato autorizzato dal Tribunale a dormire una sola notte in un albergo fuori casa, a Milano, per poter esibirsi ad Assago, ospite del cantante Emis Killa”.
Il “buon” Mouhib ha ben pensato di recarsi in hotel con un’arma clandestina, non registrata, non autorizzata, con matricola abrasa. Dinanzi al suo avvocato, Niccolò Vecchioni, Baby Gang ha detto che si era armato “per paura di essere derubato” visto che indosso aveva una collana che varrebbe più di 200mila euro.
Il possesso dell’arma gli è valso l’arresto in flagranza disposto dal Pubblico Ministero di Milano, Maura Ripamonti, e, dopo approfondimento d’indagine dei Carabinieri nella residenza di Mouhib a Calolziocorte, in provincia di Lecco, sono saltate fuori altre due pistole.
Il GIP Fiammetta Modica, donna concreta e molto schietta, ha poi insistito nel dire che “l’unica misura in grado di preservare le esigenze cautelari” è quella della detenzione in carcere, “dovendosi escludere capacità autocustodiali dell’indagato neppure col presidio del braccialetto elettronico”.
Tutto questo lascia interdetti i Cattolici della Lombardia, e specialmente quelli dell’Arcidiocesi di Milano, dal momento che Baby Gang è sempre stato compatito, consolato ed esaltato dal Cappellano dell’Istituto Penale per Minorenni “Cesare Beccaria”, don Claudio Burgio, autore di “Non esistono ragazzi cattivi”.
Probabilmente non esisteranno “ragazzi cattivi” ma esistono maranza, trapper, immigrati criminali che ammorbano ed inquinano la società italiana, arcistufa di dover tollerare questi soggetti che della legge fanno carta straccia per non dire – come direbbero i raffinati – “carta da culo”.
Inutile parlare di nuove ed ulteriori possibilità visto che – già in altre occasioni – Zaccaria Mouhib “ha violato le misure cautelari disposte, tanto da rendere necessari aggravamenti e ha infranto le prescrizioni conseguenti alla sorveglianza speciale e al foglio di via obbligatorio”.
Per dovere di cronaca va detto che una pessima figura ha fatto anche Emis Killa, al secolo Emiliano Rudolf Giambelli, che ha invitato il pregiudicato Mouhib sul suo palco, in un suo concerto.
Vero è, che come scrivono i colleghi di “Monza Today”, “il 30 settembre 2024 la polizia riceve un mandato per perquisire la casa di Emis Killa in seguito all’inchiesta sulla curva del Milan”. Al netto di quanto avvenuto si può dire che “nella perquisizione vengono trovate cifre cospicue di soldi liquidi, armi bianche, tre tirapugni, un manganello e uno storditore elettrico”.
Visto il quadro non proprio lusinghiero, Emis Killa annunciò “il proprio ritiro dalla gara del Festival di Sanremo 2025” perché, a suo dire, sarebbe venuta “a mancare la serenità durante la competizione poiché l’attenzione mediatica sarebbe stata concentrata sulla vicenda giudiziaria e non sulla sua canzone”.
Tutto questo a riprova che quando don Claudio Burgio dice che “anche la trap può essere via di riscatto” esprime un suo personale parere, fondato sul nulla ma, soprattutto, sconveniente per un sacerdote cattolico.
E’ assai discutibile quando don Burgio sostiene che “i testi crudi esprimono l’abbandono. Noi cerchiamo un dialogo educativo sognando l’Ariston”.
I dialoghi imbastiti sono talmente educativi che molti dei ragazzi che passano dalla sua “Comunità Kayros” sono poi oggetto di imbarazzante, preoccupante ed intollerabile cronaca giudiziaria.
Sono molti i milanesi che consigliano all’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, di togliere l’incarico di cappellano del carcere minorile a don Claudio Burgio, evitando così incresciose figuracce alla Chiesa Cattolica.
Grazie a Dio, ed è proprio il caso di citarLo, ci sono Magistrati che non si fanno prendere in giro da immigrati che si spacciano per artisti e che, quando li beccano in flagranza di qualche reato – anziché fare un “dialogo educativo” – fanno scattare un mandato di cattura e attuano la misura cautelare in carcere.
Gli italiani onesti e per bene ringraziano.

Che commedie ridicole, per meglio dire ,farse sconvenienti che guastano ogni reputazione, figuriamoci quella della Chiesa! E poi, questi ragazzi così buoni che vengono in Italia per farci del bene, non sono affatto per bene e, a detta loro, ascoltato io di persona, vengono per fare la bella vita procurandosi di che vivere senza lavorare e anche le “fighette bianche” che li rallegrino dopo essersi impegnati tanto. Ma quando finisce questa storia?? Non se ne può più e questi, vedendo che siamo tutti o quasi all’opera per farli contenti, ci faranno vedere i sorci verdi. Vogliamo arrivare al punto della Francia e della Germania? Loro hanno la colpa coloniale di averli sfruttati, ma noi NEMMENO QUELLO!!!! Siamo solo degli sciocchi ignoranti al soldo della MASSONERIA!!! Ma perché non vogliamo capire??? Poveri carabinieri, loro ci provano a mettere ordine ma i furbi magistrati rimediano subito. Per fortuna ce n’è ancora qualcuno/a che fa giustizia!!
Carissima Margherita, non posso che concordare. Ineccepibile ragionamento.
Grazie caro Elia, quando le cose ci fanno soffrire nel profondo, perché colpiscono negativamente la nostra dignità, la nostra storia e cultura, le reazioni , almeno a parole, sono indispensabili e inevitabili