Leone XIV delude chi sperava in un post-Bergoglio di ritorno alla Dottrina Cattolica.

Nell’Udienza Generale del 21 maggio scorso, Robert Francis Prevost, Leone XIV, ha proseguito il ciclo di catechesi “Gesù Cristo nostra speranza” che Jorge Mario Bergoglio aveva pensato per l’Anno Giubilare.
Al termine della spiegazione della “Parabola del Seminatore”, Leone XVI ha tenuto i rituali saluti ai fedeli provenienti dalle diverse parti del globo.
Parlando con i fedeli di lingua italiana ha detto: “Saluto i sacerdoti del Pontificio Seminario Lombardo e i Legionari di Cristo, e li esorto a fondare la loro vita su Gesù e sulla salda roccia della sua Parola, per esserne coraggiosi annunciatori”.
Parole che, se uno non conoscesse i retroscena del Vaticano, sembrerebbero autentiche e meritevoli di attenzione.
Purtroppo, però, Prevost è il continuatore dell’opera di Bergoglio e quando invita sacerdoti e religiosi a fondare la loro vita “sulla salda roccia della Parola” del Signore lo fa facendo finta di dimenticarsi l’orrida Esortazione Apostolica “Amoris Laetitia” promulgata nel 2016.
Nell’Esortazione, Jorge Mario Bergoglio – condensando il lavoro di due Sinodi, uno peggio dell’altro, tenutisi nel 2014 sul tema de “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’Evangelizzazione”, e nel 2015 sul tema de “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” – ammette alla Comunione sacramentale i divorziati risposati.
Una vergogna che ha fatto saltare sulle poltrone i cultori della Tradizione, del Magistero e della Sana Dottrina Cattolica.

Il Cardinale Carlo Caffarra, stimatissimo Principe della Chiesa, collaboratore di Papa Benedetto XVI, dopo l’uscita di “Amoris Laetitia” interpellò Bergoglio per avere spiegazioni sull’Esortazione. Il porporato non ebbe dubbi nel dire che “le interpretazioni di alcuni passaggi oggettivamente ambigui” andavano chiarite.
Ovviamente Bergoglio, forte del consenso dei catto-progressisti, non diede risposta e “fece spallucce” anche quando a presentare dei legittimi dubbi, oltre a Carlo Caffarra, furono il Cardinale Raymond Leo Burke, il Cardinale Walter Brandmuller, il Cardinale Joachim Meisner.
Con “Amoris Laetitia” Bergoglio ha contrastato ineluttabilmente il Vangelo, che è Parola di Dio, perché in esso vi è scritto: “Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio” (Matteo 19:9).
Bergoglio è andato oltre il Vangelo facendo ciò che, in 2000 anni di Cattolicesimo Romano, nessuno aveva osato fare.
Le parole di Leone XIV, dunque, sanno di ipocrisia.
E’ incredibile, infatti, come, anche in questa occasione, Prevost abbia enunciato: “Non possiamo concludere questo nostro incontro senza ricordare con tanta gratitudine l’amato Papa Francesco, che proprio un mese fa è tornato alla casa del Padre”.
Gratitudine? Per cosa?

Per aver detto che tutte le religioni sono paritetiche agli occhi di Dio, facendo una chiara dichiarazione sincretista? Per aver posto il feticcio pagano della “Pachamama” nei Giardini Vaticani, creando scandalo per manifesta idolatria? Per aver promulgato “Amoris Laetitia”, demolendo due millenni di pastorale familiare?
Non si comprende proprio come si possa provare senso di “gratitudine” verso un Bergoglio che ha fatto dell’Imbarcazione dell’Apostolo Pietro una nave degna delle più agnostiche ONG.
Stride assolutamente il saluto con cui Prevost dice: “Accolgo con affetto i gruppi parrocchiali e li incoraggio a seguire con fedeltà il Vangelo, per essere cristiani autentici in famiglia e in ogni altro ambiente”.
Il Vangelo dice con chiarezza che l’adulterio non ha motivazione né giustificazione. Come può uno essere autentico in famiglia se segue “Amoris Laetitia”?
Chi si aspettava che Leone XIV avrebbe riportato la Barca di Pietro su acque placide, limpide e cristalline è ben deluso. Costui non farà altro che portare avanti il progetto della massoneria ecclesiastica, di cui Jorge Mario Bergoglio era capomastro.
Lo farà, questo è certo, in modo più raffinato e sapiente così da non urtare i catto-tradizionalisti e i catto-conservatori che tanto hanno osteggiato il suo predecessore.

È passato pochissimo tempo da quando tutti erano proni davanti a Bergoglio e accettavano ed esaltavano ogni suo gesto come ispirato dalla S.Santo; ora su di lui si comincia a dire la verità. Ma già i battezzati sono di nuovo pronti a prostrarsi davanti a Prevost, il presunto nuovo Papa, che nei modi è più misurato e corretto, ma nelle idee gli somiglia molto, basta dire che ha subito parlato del trattato di Abudabi: TUTTE LE RELIGIONI SONO UGUALI PERCHÉ TUTTE VOLUTE DA DIO!!! Prevost ha preso proprio nel mucchio la peggiore delle invenzioni di Bergoglio!! Un’eresia conclamata di estrema gravità! Vorrà correggerlo? O vorrà attuarlo alla luce dell’eresia? Vorrei tanto che il pubblico dibattesse questo argomento!!!!
Carissima Margherita, il pubblico non dibatte, se non in casa “lontano da orecchie indiscrete”, perché si ha paura di essere tacciati di essere eretici e scismatici.
La vergogna sono quelle associazioni “cattoliche” che nelle riunioni criticano il Magistero eretico del Vaticano dal 13 marzo 2013 ma, in pubblico, sono più papiste del papa.
Non a caso Gesù perse la pazienza con i “sepolcri imbiancati” chiamandoli IPOCRITI!